domenica, ottobre 22, 2017 11:50

Wilds Forlorn – Intervista (2012)

Oggi abbiamo come ospite la black metal band nederlandese Wilds Forlorn rappresentata dal suo frontman, Yuri Theuns. Benvenuto! Iniziamo parlando di un tratto distintivo del tuo progetto. Hai dichiarato di non voler far soldi con la tua musica. Puoi spiegare le ragioni di questa scelta insolita?

Innanzitutto, grazie per esserti interessata ai Wilds Forlorn. Ad ogni modo, avendo tutto ciò di cui ho bisogno per registrare ed essendo sempre riuscito a creare più o meno ciò che volevo, non ho mai avuto bisogno di spendere per delle registrazioni in studio e, non facendo concerti, non ho alcuna spesa nemmeno in quest’ambito. Detto questo, avrei potuto trarre profitto dalle vendite dei miei lavori, ma davvero non volevo altro denaro. Per questo motivo, ho deciso di devolvere tutto quanto guadagno dalle vendite in beneficenza, in particolare alla International Union for Conservation of Nature (Unione Internazionale per la Tutela della Natura, ndR). Ora come ora ho tutto che mi serve, anche troppo: una casa confortevole, un sacco di cibo pronto e tutti quegli aggeggi elettronici di cui ho bisogno solo perché faccio parte di questa società consumistica, che fa costantemente credere alla gente di avere l’esigenza di possedere sempre più cose. Ho sempre avuto la strana sensazione che ci fosse qualcosa che non andava in tutto questo e, crescendo, quest’impressione si è trasformata in un profondo odio, visto che comprendevo di far completamente parte anch’io di questa società. Scusami per la mia lunga risposta, ma questo è ciò che sta realmente alla base dei Wilds Forlorn. Sono infatti queste le ragioni da cui sono nati il mio (auto)disgusto e la frustrazione, la rabbia, l’odio e la disperazione, ma anche la mia recente fissazione per l’ascetismo.

Inoltre, hai deciso di seguire un percorso diverso dalla maggior parte dei gruppi metal in circolazione: la tua band non ha un profilo attivo su alcun social network e tutte le notizie relative a questo progetto sono disponibili su un unico blog. Come mai hai deciso di distinguerti dalla massa? Non temi di poter perdere parte della tua audience?

Può sembrare strano, ma ad essere onesto non me ne sono mai preoccupato eccessivamente. Devo ancora abituarmi all’idea che ci sia qualcuno che apprezzi davvero ciò che faccio. Quando ho iniziato a lavorare a questo progetto, era solo un mezzo per esprimere alcuni dei sentimenti e delle melodie che avevo in mente e non miravo, né tanto meno mi aspettavo, che potesse interessare a qualcuno, eccezion fatta per alcuni dei miei buoni amici. Tuttavia già allora -e questo è l’aspetto divertente- quando ancora non immaginavo che il mio lavoro destasse interesse a qualcuno, avevo messo in piedi una pagina Myspace e vi mantenevo un blog aggiornato. Immagino si trattasse solo di vanità o di un modo per attirare l’attenzione, allo scopo di trovare qualcuno che ascoltasse ciò che avevo da dire, visto che nessuno che conoscessi di persona se ne fregava realmente.

Come ha reagito alle tue scelte la tua attuale etichetta discografica Obscure Abhorrence productions?

A sorpresa, molto bene. È lodevole da parte di Andreas, il proprietario dell’etichetta, essere così disponibile nei miei confronti. Devo tuttavia sottolineare come io non abbia mai firmato un vero e proprio contratto o cose del genere. L’Obscure Abhorrence ha semplicemente pubblicato l’EP (Bellum Omnium Contra Omnes, ndR) e abbiamo trovato l’accordo per pubblicare il nuovo album. Sono cosciente del fatto che distribuire la mia musica gratis su internet toglie all’etichetta parte degli incentivi a produrre cd, anche se secondo me scaricare musica non è poi così dannoso per la scena del black metal underground. Io stesso acquisto ancora cd ma, se non ci fossero stati i blog  a pubblicizzarli, non sarei mai venuto a conoscenza dell’esistenza della maggior parte di essi. Tuttavia, ho proposto di inserire due bonus tracks nella versione su cd di We, the Damned proprio per incentivare l’etichetta ad investire su di essi. La prima è una traccia non completata, che non c’entrava con quanto pubblicato nella prima versione dell’album, perché non ero riuscito a trovare un testo adatto, pur sapendo che non poteva restare una semplice strumentale. La seconda sarà probabilmente una rivisitazione di un vecchio brano, parzialmente riscritto per l’occasione.

Saranno prima o poi disponibili anche in Rete o sono un contenuto speciale destinato solo ai fans che compreranno il cd?

Quelle bonus tracks saranno disponibili solo su cd.

Hai appena pubblicato la tua quarta release, dal titolo We, the Damned. Ritieni che ti rappresenti pienamente?

Sì, perché già dai tempi di An Ode (demo d’esordio del 2009, ndR) ciò che scrivo mi rappresenta pienamente. Tuttavia, la mia misantropia di quegli anni è stata rimpiazzata da una sorta di lamento contro l’esistenza nel suo complesso. Non odio davvero più la gente. Puntarci il dito contro è allo stesso tempo inutile e inaccurato. Alcune cose invece sono rimaste: la title-track in An Ode trattava della stanchezza generale di questo mondo, elemento ricorrente in tutte le mie pubblicazioni finora. We, the Damned è centrato sopratutto sul vero significato dell’esistenza e su cosa può portare una crisi esistenziale, trattandola in modo più profondo rispetto ad ogni altra release precedente. Ritengo che sia il primo album in cui la natura non copre un grande ruolo nella musica, anche se desidero ancora oggi di poter allontanarmi dalla società e rifugiarmi nella natura, per essere più forte che mai.

We, the Damned è stato pubblicato ben 2 anni dopo l’EP Bellum Omnium Contra Omnes. Perché hai atteso tanto? È stata una scelta motivata o, piuttosto, obbligata?

Mi è semplicemente servito più tempo per scrivere e registrare il materiale per quest’album. Ci ho lavorato molto, più di quanto avessi mai fatto con ogni altra release precedente, perché ho notato come ci fossero persone davvero interessate alla mia musica e ho pensato che valesse la pena fare uno sforzo extra. In più, negli ultimi due anni ho avuto parecchi casini per la testa e ciò non ha di certo aiutato.

Come nasce una canzone dei Wilds Forlorn? Cosa ti ispira?

Questa è una domanda complessa.. Di solito, parte tutto da un motivo, a volte da un’intera composizione che nasce nella mia testa. Spesso mi registro mentre canticchio i motivi e le melodie che ho in mente e successivamente cerco di ricreare tutto questo con tastiere, chitarre e pianoforte. Da quel punto in poi, immagino semplicemente come la musica potrebbe continuare fino al termine del brano, arricchendolo con melodie e similia. Un sacco di altre idee nascono durante questo processo. Prima che una canzone sia finita, so già di cosa parlerà anche se non ho alcun testo in mano, ogni canzone ha un ‘colore’ diverso. Ritengo che gran parte della mia ispirazione venga dalla mia generale visione sulla vita. Dal punto di vista musicale, mi è stato chiesto se mi ispiro agli Agalloch: in parte sì, ma non tanto quanto a Ludovico Einaudi, ai Walknut, gli Altar of Plagues e Arvo Pärt.

Secondo te, i Wilds Forlorn suoneranno mai dal vivo?

No, perché per realizzare in live la musica che ho in mente, servirebbero come minimo 6-7 persone per suonare alcune parti e solamente una per alcune altre.

Comunque, fare regolarmente concerti è un’idea che proprio non mi attira.
Quali sono i tuoi progetti futuri?

Al momento, c’è una vaga possibilità di poter pubblicare uno split con gli 1774, un progetto dark ambient/neoclassico, e uno split a tre con Omninihilist and Evagatio Mentis (che non hanno ancora una grande notorietà su internet, in quanto hanno iniziato da poco e non hanno ancora pubblicato nulla).
Oltre a questo, sono impegnato personalmente con molti altri progetti, come i Morna, una band melodic metal dai toni thrash che è da qualche tempo  in sospeso; gli Ascese, un gruppo black metal minimalista dagli influssi drone, che per ora non è altro che un’idea nella mia mente e infine, un combo atmospheric/doom metal a cui presto darò un nome.

La nostra intervista si conclude qui. Ti auguro il meglio per la tua carriera e per le tue prossime produzioni. Vuoi aggiungere qualcosa?

Grazie a te per il tempo dedicatomi. Scusami per aver blaterato così tanto, ma la brevità non è il mio forte. L’album Bellum Omnium Contra Omnes è ora disponibile nel webshop dell’Obscure Abhorrence Production e presto sarà acquistabile anche direttamente da me, non appena avrò tutto il materiale per inviarli agli interessati. Tutti i proventi andranno direttamente all’International Union for Conservation of Nature.

Intervista a cura di : Akaah

Comments are closed.