luned, aprile 22, 2019 16:56

Triptykon – Eparistera Daimones (2010)

L’attesissimo ritorno sulle scene musicali del glorioso Tom Gabriel “Warrior” Fischer(Hellhammer / Celtic Frost) non si è fatto attendere.
Nel 2008 (dopo lo scioglimento dei Celtic Frost) ha formato questo nuovo gruppo e ora, finalmente, nel 2010 possiamo ascoltare questa straordinaria opera prima.
Disco edito dalla Prowling Death Records rilasciato sotto forma di : doppio vinile gatefold (apribile), cd, digipack cd e deluxe mediabook cd.
Registrato e prodotto da Thomas Gabriel Fischer and V. Santura negli Woodshed Studio fra agosto e novembre 2009.
Il risultato finale di questo nuovo progetto è tutto nei solchi di questo Eparistera Daimones.
Testi straordinariamente ricchi di esoterismo ed occultismo. Veri e proprio rituali magici in musica.
A proposito di musica: la proposta musicale del combo è un particolarissimo doom/death/black metal particolarmente variegato.
Splendida la copertina : neanche a dirlo opera del geniale artista svizzero Hans Rudolf Giger.
Assieme a lui l’emergente artista Vincent Castiglia che ha realizzato un ritratto di ogni componente del gruppo con il suo sangue.
L’artwork dell’opera è un dipinto creato da Giger nel 1978 denominato Vlad Tepes. Prima apparizione autorizzata di un’opera dell’artista per la copertina di un disco negli ultimi diciassette anni.
Questa la formazione del progetto Triptykon : Tom Gabriel Warrior – voce, chitarre, programmazione; Norman Lonhard – batteria, percussioni; V. Santura – chitarre, voce; Vanja Slajh – basso.
“ Goetia “ Un profondo giro di basso introduce al meglio la prima, splendida, composizione. La lirica della composizione è interamente incentrata sulla magia goetica come facilmente intuibile dal titolo. Dopo alcuni secondi introduttivi la composizione si espande il tutto suo splendore occulto ed oscuro. Superati i primi due minuti troviamo il tipico “uh” di Warrior a far partire la riscossa sonora della traccia. Da medio-basso il ritmo inizia a farsi vorticosamente potente. La lirica del brano è stupenda e cantata da  Tom Gabriel Warrior (con il suo splendido incedere classico) diventa ancora più importante. Ottimo l’utilizzo della doppia voce con l’aiuto in scream di V. Santura. Un vero e proprio capolavoro che si staglia nella mente dell’ascoltatore e che molto difficilmente vi lascerà indifferenti. Splendida costruzione strumentale, immensa la prova vocale di Santura e, soprattutto, Warrior. Ottimo il basso della superba Vanja così come la batteria di Norman. Ottimi i cambi di tempo e ritmo che troviamo durante lo scorrere del brano ad impreziosire una traccia perfetta. Lo stile musicale del brano è continuamente in bilico fra doom/death e black. Il risultato finale è strabiliante. Un’opera magico-satanica trasposta in musica con straordinaria abilità dal geniale  Thomas Gabriel Fischer. Stratosferico il livello globale di ogni singolo musicista del gruppo. Sul finale c’è anche il tempo per un fraseggio chitarristico ultra-distorto e particolarmente funereo. Composizione che vale da sola l’intero disco.
“ Abyss Within My Soul “ ancora profondamente scossi dalla precedente, meravigliosa, opera prima “Goetia” discendiamo ancor più negli abissi del disco con questa seconda composizione. L’incedere è particolarmente claustrofobico e funereo così come per la precedente traccia. Splendida la lirica, ancora una volta, abilmente recitata-cantata dal grande Warrior. Sapiente la sezione strumentale del pezzo che eleva (se mai ce ne fosse bisogno) ancora di più l’altissimo livello del brano. Splendidi gli inserimenti chitarristici così come dannatamente perfetto il basso della bravissima Vanja Slajh.
“ In Shrouds Decayed “ terzo brano del lotto, introdotto da una bella linea armonica disegnata dalla chitarra di Warrior. A ridosso del primo minuto e mezzo la voce di  Thomas Gabriel Fischer inizia a recitare in modo sublime la splendida lirica del brano. Giunti al secondo minuto e mezzo la composizione inizia a prendere forma grazie ad una meravigliosa partitura ritmica che dona la giusta atmosfera alla traccia. Si tira un po’ il fiato grazie a questa composizione decisamente più “soft” rispetto alle altre due precedenti (tirate e potenti). Ma a ridosso del quarto minuto cambia tutto, grazie ad una pausa seguita da una ripartenza di puro doom/death metal sapientemente costruita dal combo dei Triptykon. Splendida in questa seconda parte l’amalgama vocale fra Warrior e Simone Vollenweider che aveva già collaborato con Warrior nell’ultimo disco dei Celtc Frost, datato 2006, Monotheist. Perla nera di rarissima bellezza praticamente impossibile descrivere tutte le sfumature che si possono cogliere ascoltando questo brano.
“ Shrine “ interludio di quasi due minuti (l’unico episodio breve del disco). Interludio strettamente concettuale che si rifà a riti magici e invocazioni di varia naturia. Non tutti possono concepire l’importanza di tracce simili ma Warrior l’ha realizzata proprio per quei pochissimi che sapranno decifrarne il messaggio celato all’interno.
“ A Thousand Lies “ Dopo l’interludio precedente veniamo invasi da una scarica di puro death/black metal sapientemente sporcato col doom. La voce di Fischer miscelata allo scream di Santura fa il resto. Testo, come sempre, splendido e ricco di odio nei confronti della bugia millenaria del monoteismo giudeo-cristiano. Traccia violentissima arricchita da una splendida performance corale Immensa la sezione ritmica basso-batteria con una prova fenomenale di Norman Lonhard dietro il drumkit. Il brano durante il suo incedere cambia spesso ritmo e tempo per diventare man mano sempre più convincente e potente. Splendidi gli inserimenti chitarristici presenti sul finale e abilmente realizzati dal geniale Warrior.
“ Descendant “ Classico incedere doom realizzato in maniera perfetta dal combo svizzero. Solita lirica perfetta (scritta come sempre da Warrior) declamata con voce profonda e magnificamente scandita dall’incedere doom del brano non fa altro che far aumentare le quotazioni di un disco perfetto dalla prima all’ultima nota. Non c’è molto altro da dire se non che si tratta dell’ennesima perla superbamente intrisa di nero. Dopo diversi minuti di “stasi” sonora, troviamo una superba variazione ritmica presente negli ultimi istanti della composizione con un assolo chitarristico ai confini del thrash metal più oscuro e violento. Chapeau.
“ Myopic Empire “ un sulfureo e iper-distorto riff chitarristico apre al meglio la composizione. Dopo pochi secondi la splendida voce in clean di Warrior ci guida attraverso una lirica sublime. Dopo pochi istanti l’incedere diventa ancor più soffocante e claustrofobico e il brano imprigiona totalmente l’ascoltatore “costringendolo” nell’andar avanti con l’ascolto di questa meravigliosa traccia. Eccezionale la costruzione strumentale del brano. Superati i tre minuti troviamo completamente un altro brano. Un grand piano risuona degli accordi soavi (splendido lavoro effettuato da Fredy Schnyder) così come meravigliosa è la voce di  Simone Vollenweider che dona alla traccia quel quid in più che la rende perfetta e straordinariamente poetica. Superata questa parentesi la composizione ritorna prepotentemente sulfurea e claustrofobica.
“ My Pain “ superba composizione creata interamente da Warrior (come la quasi totalità dell’opera del resto). Troviamo ancora una volta la splendida voce di  Simone Vollenweider a musicare la splendida lirica del brano. Ottima la programmazione sonora a cura dello stesso Warrior. Un viaggio onirico che ci porta a diretto contatto con le “forze invisibili” che sono intorno a noi e che vegliano su di noi, continuamente. Splendida, nella seconda parte della traccia, l’amalgama vocale fra Warrior e  Simone Vollenweider. Da pelle d’oca la prova di entrambi. Il geniale Thomas Gabriel Fischer ancora una volta ha creato un capolavoro assoluto.
“ The Prolonging “ l’ultima, imponente, traccia dell’album Eparistera Daimones è una lunghissima suite di oltre diciannove minuti. La voce di Warrior è, come sempre, impeccabile così come splendido è l’incedere della costruzione strumentale realizzata sapientemente dal combo svizzero. C’è spazio per tutte le possibili sfumature in quest’ultima suite del disco. Warrior esegue un lavoro immenso fra l’apporto vocale e quello chitarristico, così come il resto del combo. Stupisce uno splendido violino che si inserisce fra le sulfuree note doom del brano; ad opera di Nadine Rimlinger (che aveva precedentemente collaborato con Warrior, nello storico album dei Celtc Frost Into The Pandemonium). Egregio il risultato finale. Non c’è altro da dire che non sia già stato detto se non che si tratta, senza alcun dubbio, di uno dei migliori dischi dell’anno e non solo in ambito metal.
Album strepitoso che sancisce il ritorno discografico di una delle figure centrali del genere estremo.
Straordinaria la voce di Fischer, Santura lo aiuta con un ottimo scream/growl in alcuni punti; musica sublime, testi al limite del fantastico (soprattutto per gli amanti dell’esoterismo e della magia  goetica).
Thomas Gabriel Fischer (Warrior) è riuscito a realizzare la fine del trittico che partiva idealmente con gli Hellhammer, continuava con i Celtic Frost e che termina con questo, straordinario,  progetto musicale denominato Triptykon.
Quando l’estremismo sonoro incontra l’eleganza concettuale.
Assolutamente da avere, se possibile in versione deluxe mediabook con un artwork espanso di 28 pagine e con pregevoli note di Warrior.

Recensione a cura di : Darkthrone85

Giudizio Complessivo : 9,5/10

Tracklist

1.Goetia
2.Abyss Within My Soul
3.In Shrouds Decayed
4.Shrine
5.A Thousand Lies
6.Descendant
7.Myopic Empire
8.My Pain
9.The Prolonging

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