luned, novembre 20, 2017 05:39

Spite Extreme Wing – Non Dvcor, Dvco (2004)

Faccio partire il cd nel mio lettore, e vengo subito risucchiato in un’atmosfera epica e narrante, con la bellissima introduzione di “A chi l’ignoto”, finita la splendida intro, si passa nel vivo del cd, ovvero nella title-track dell’opera.
“Non Dvcor, Dvco” grandiosi riff di chitarra, batteria potente e lo  scream di Argento (cantante e compositore massimo della band) davvero in grande spolvero! Canzone tirata, che nei suoi quasi nove minuti ci fa capire subito l’entità di questo disco, un album nel quale il filo conduttore è data dal filosofo massimo in Italia, ovvero Julius Evola. E’ massiccia anche un’altra presenza storica, vale a dire Gabriele D’Annunzio: difatti i testi sono ispirati dalle opere dei grandi maestri italiani. Ma torniamo al disco. Argento in questa canzone è il vero padrone della scena, urla frasi come “…Combattere! Il vento s’è alzato, lo scontro è iniziato!” e andando avanti “Non Dvcor, Dvco! Grideran i condottieri: Eia, carne del Carnaro Alalà” i riferimenti centrali di cui parlavo poc’anzi sono trasformati in pensieri personali e da qui si capisce il grande studio dedicato a questi personaggi da Argento.
“In Su La Vetta” nella terza composizione troviamo un grande riff classico black metal, molto darkthroniano come stile, e Argento che in perfetto scream ci urla un testo particolarmente Evoliano, intrinseco di significato “…Ora schiaccerai crani vuoti senza che sogni di coscienza si rivoltino nella notte…”, superati da poco i quattro minuti possiamo ascoltare un fantastico arrangiamento d’archi che da ancora più epicità alla suddetta canzone con sfoggio di chitarre acustiche, grandissime linee di basso ed una batteria magistrale.
“La Torre Del Silenzio” canzone che inizia con una ritmica martellante tipica del black norvegese, anche qui testi carichi e intensi. Argento urla dal profondo “…Ma ora conosco la Via: più alto della Torre volerò…” con un grandioso screaming la potenza evocativa del suo percorso nella filosofia di Evola, per carpirne tutti i segreti.
La successiva traccia, raccoglie la sua essenza nel titolo “Decadenza” infatti lo stile musicale è triste e decadente. Nel brano possiamo sentire “rumori” di una guerra che sta finendo, poi di colpo i rumori non si sentono più e troviamo solo una sezione strumentale sempre più triste e decadente.
Si passa poi alla sesta composizione, la penultima dell’album, intitolata: “Disperazione – Il Cerchio Si Chiude”, la traccia parte fin da subito tendente ad un doom / black metal. Argento, come al solito, esegue un grande scream e lo infarcisce con dei testi pregni di significati Evoliani e, in questo caso anche di profondo disincanto, difatti urla… “Creature vagano con visi vuoti strisciando lente come vermi, illusi d’essere i padroni di un mondo di materia vile…”  oppure anche …”L’uomo e il suo tramonto. L’Europa e il suo tramonto. Dio e il suo tramonto…”.
A concludere questo splendido disco ci pensa la settima song : “Il Sole Di Notte E La Rivolta” una canzone di una forza impressionante dove si respira un fervido black metal anni ’90 dei migliori Mayhem e  Darkthrone.
Concludendo, secondo me, uno dei migliori dischi di musica black metal made in italy.
Dovremmo essere fieri di avere certe realtà nel nostro panorama musicale e invece la maggior parte delle volte non capiamo e ostracizziamo determinati prodotti (ahimè).

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 9,5/10

Tracklist

1. A Chi L’ignoto?
2. Non Dvcor, Dvco
3. In Su La Vetta
4. La Torre Del Silenzio
5. Decadenza
6. Disperazione – Il Ciclo Si Chiude
7. Il Sole Di Notte E La Rivolta

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