mercoled, novembre 22, 2017 20:09

Shining – 8 ½ – Feberdrömmar i vaket tillstånd (2013)

Non sempre riproporre i vecchi successi si dimostra un’operazione vincente, in questo caso decisamente sì; l’ultima fatica degli svedesi Shining si rivela un vero e proprio colpo di genio, ri-esplorando, o sarebbe meglio dire, rielaborando, quello che parrebbe un passato prossimo venturo. Quello che rende questo album non commemorativo, lo possiamo scoprire principalmente nella parte vocale, a cui non ha dato il suo usuale apporto Kvarforth, ma dove si sono succeduti personaggi del calibro di Attila Csihar e Maniac, ex Mayhem o di Famine dei Peste Noir, di Gaahl ex Gorgoroth o Pehr Larsson ex Alfhanne, dove tutti hanno interpretato il proprio brano nella lingua madre, per esempio, Terres des Anonymes altro non è che Fields of Faceless, a livello sonoro invece, pur tornando a suoni più grezzi, l’introduzione di una nuova linea di chitarre e del synth, mai usato nel passato della band, ha dato modo di attenuare  le atmosfere lugubri e depressive, dando spazio ad altre più oniriche e cibernetiche. Unendo questi due fattori, quello che ci viene proposto, non è un passato stantio, ma la riscoperta di brani conosciuti che si proiettano nel futuro, con nuovo vigore, grazie anche alle diverse interpretazioni personali, con emozioni e sensazioni diverse dalle origini, ma sempre forti e avvincenti. Grandi Shining, non finiranno mai di stupire.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio complessivo : 8,5/10

Tracklist

1. Terres des anonymes
2. Szabadulj meg önmagadtól
3. Ett liv utan mening
4. Selvdestruktivitetens emissarie
5. Black Industrial Misery
6. Through Corridors of Oppression

Comments are closed.