mercoledì, settembre 19, 2018 02:45

Ondskapt – Arisen from the Ashes (2010)

Dalla Svezia con furore, Ondskapt, una di quelle band che ad ogni nuova release porta una ventata d’ossigeno al Black Metal più satanico. Accostandosi a gruppi come i Watain o ai Dark Funeral per blasfemia e anticristianità, la caratteristica che li distingue consiste nel fatto di presentarsi non tanto come entità diaboliche,  ma sotto forma di una virulenta e letale malattia, che lentamente contamina le menti e le anime dei contagiati. Nella loro musica non riconoscerete un allegorico Demone che stritola e divora tutto quello che incontra sul suo cammino, ma sentirete l’effetto che la Peste Nera avrà nel minare la parte più sacra dell’umano essere per la cristianità: la devastazione dell’anima.
Non troverete fumanti macerie, ma anime putrefatte, la stessa evidente differenza tra una guerra atomica e una guerra batteriologica……ma con la stessa finalità : l’estinzione.
Decisamente più riflessivo dei precedenti, la sensazione che viene trasmessa è quella di sprofondare nel buio più profondo, alla ricerca di un misterioso rituale per liberare la Terra da tutte le false speranze e le ipocrisie, vere pestilenze che affliggono l’umanità dagli albori della sua storia e che solo l’apocalittica fiamma dell’Inferno cancellerà per sempre.
Una cupa intro apre la strada al brano più veloce del disco, Ominous Worship of the Divine,che ci accompagna alle porte infernali passando per A Graveyard Night, ammaliante canto della Possessione, addentrandoci sempre più in profondità del male di vivere fino all’apoteosi dell’autodistruzione, Killing the Human Mind, ed alla conclusiva title track, Arisen From The Ashes, l’invocazione finale di un oscuro rito affinché i nostri cuori, le nostre menti e i nostri corpi, vengano costantemente rivolti al peccato, in qualsiasi forma esso si presenti.
Arisen from The Ashes, Rinata dalle Ceneri, un album dal titolo emblematico dopo i 5 anni trascorsi nel più totale silenzio, una line-up quasi completamente rinnovata, come una Fenice, ma senza mai tradire un tradizionalissimo Black Metal riproposto in forma  moderna dove al di là di una chiarezza d’intenti non vengono disdegnate ventate melodiche e, che comunque, non cade mai nel banale.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio Complessivo : 8,5/10

Tracklist

1.Intro
2.Ominous Worship of the Divine
3.A Graveyard Night
4.Vehicle of Stone
5.Astute Sceptre
6.Impaled By the Fundaments of Our Time
7.Killing the Human Mind
8.Arisen From the Ashes

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