sabato, novembre 18, 2017 10:09

Nokthe – Misantropia Dentro (2009)

Torna il gruppo più intransigente dell’intero panorama black metal mondiale.
Tornano i nostrani Nokthe, vale a dire, uno dei migliori gruppi mai partoriti dall’underground italiano.
Il combo marchigiano ha deciso, fin dalla primissima uscita, di rimanere per sempre legato alla rete e ai suoi più attenti fruitori.
I loro dischi non si possono comprare, non esistono nel subdolo mercato discografico, ma esistono solo come esempi di pura arte incontaminata sotto forma di files mp3 tramite il loro sito ufficiale.
Tutto questo per introdurvi la pura essenza di un gruppo non conforme, nel vero senso della parola.
“ Privato Tormento “ Inizia da qui il viaggio misantropico del duo marchigiano, da questa introduzione malata e psichedelica che sembra pervenire direttamente da un arcano Mondo parallelo. Malsana e perfetta come traccia d’apertura.
“ Clone Bestia “ è la prima vera traccia dell’album. Veniamo subito rapiti e trasportati direttamente nella misantropia totale richiamata a chiare lettere dal titolo dell’album. Questa è fottutissima realtà niente viene creato o elaborato a tavolino e si sente. Pura follia creativa ed esecutiva realizzata con grande stile. Meravigliosa la voce. Devastanti le prove di MNotte (voce, chitarra) e The Voice of Dagon (programmazioni e basso). Sintetica e malatissima la batteria programmata che funge da tappeto sonoro di devastazione pura per le sfuriate chitarristiche e vocali di MNotte.
“ Vena di Veleno “ Testo come sempre poetico e misantropo fino all’osso. Musica malatissima carica di odio profondo con riff claustrofobici ed un uso smodato di programmazioni telluriche che ingigantiscono la struttura musicale del demone marchigiano. Le urla strazianti di MNotte sono la ciliegina sulla torta, in un brano praticamente perfetto dall’inizio alla fine. Ritmi forsennatissimi e particolari che donano nuovo vigore al progetto nostrano. Elegante il finale sfumato.
“ Misantropia Dentro “ giungiamo finalmente alla title-track dell’opera. La quarta composizione del lotto. Ritmo serrato, splendidi riff chitarristici preparano il terreno per un testo poetico e particolarmente (come ci suggerisce ampiamente tutto l’operato del combo e non solo il titolo di questo disco) intriso di profonda misantropia nera. Si tratta del pezzo più bello dell’intera release. Splendidi i cambi di tempo, le variazioni compositive e la grande perizia tecnica che contraddistingue, da sempre, l’operato del duo nostrano. La poesia della lirica fa riflettere l’ascoltatore mentre è invaso dalla potenza musicale del brano.
“ Clorofilla Overdose “ Stavolta ci troviamo di fronte ad un testo ermetico e particolarmente pregno di significati occulti. Magnifica la parte strumentale, condita come sempre, dalla grandezza vocale del grande MNotte. The Voice of Dagon fra basso e programmazioni varie irrobustisce la sezione  ritmica del brano. Splendide le pause e le ripartenze assassine. Devastante l’uso della voce. Superati i primi due minuti e dieci la composizione cambia radicalmente e da caos sonoro profondo, si tramuta in una lenta strumentale con la chitarra protagonista intenta a realizzare preziosi arpeggi. Superata questa breve parentesi, il pezzo ritorno agli antichi fasti di un tempo. Devastazione sonora pura.
“ Naturalia LSD “ Anche qui siamo di fronte ad un testo magnifico ma ermetico. Molto particolare la parte musicale. Devastanti e ossessivi i riff chitarristici, splendida la voce in perenne scream assassino. A volte, risulta eccessiva l’ingombrante presenza delle programmazioni sintetiche. In alcune parti del brano, infatti, negano la bellezza dei passaggi chitarristici in favore di un caos sonoro primordiale, certamente affascinante, ma ogni tanto anche un minimo di “melodia” non guasterebbe, soprattutto su un brano come questo. Rimane comunque una traccia affascinante.
“ Servi Larva e Vermi Fuori “ Traccia meravigliosa, fra le migliori dell’intero album. Testo  magnifico che si scaglia contro i servi che infestano l’umanità. Incredibilmente efficace il risultato finale grazie ad una splendida commistione di musica suonata in modo magistrale. Incredibili e claustrofobici i giri di basso, devastante la prova vocale, ottima la chitarra. Eccellente la programmazione. Traccia meravigliosa che a metà, superati i due minuti e dieci, cambia radicalmente. Complice una struttura lineare ma tecnicamente ineccepibile seguita
subito dopo da una ripartenza assassina che fa letteralmente decollare il brano. Ottimo il finale onirico e trasognante che funge da introduzione per la successiva ed ultima composizione dell’album.
“ Divina Nostra (for the Mather Nature) “ La traccia che chiude questo nuovo album è una meravigliosa outro completamente strumentale dedicata a Madre Natura. Uno splendido omaggio realizzato con grande gusto che fa aumentare,  e non di poco,  il livello generale di un album granitico e nero come la pece.
Grande ritorno discografico che non deluderà gli appassionati e i supporter del progetto nostrano.
Composizioni intrise di profonda misantropia (come recita il titolo).
Delle vere e proprie poesie le liriche (a volta ermetiche, altre volte fottutamente “in your face”) come già accaduto in passato per i precedenti, ottimi, album.
Eterno Onore ai Nokthe per tutto quello che hanno fatto e che faranno per l’underground nero.
Supportate la vera arte italiana.

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo : 8,5/10

Tracklist

1.Privato Tormento
2.Clone Bestia
3.Vena di Veleno
4.Misantropia Dentro
5.Clorofilla Overdose
6.Naturalia LSD
7.Servi Larva e Vermi Fuori
8.Divina Nostra (for the Mather Nature)

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