domenica, novembre 19, 2017 21:29

Malfeitor – Incubus (2009)

Nuovo disco per i Malfeitor.
Il gruppo, capitanato da M. Fabban, arriva al secondo full dopo l’ottimo debutto datato 2007 Unio Mystica Maxima.
In questi due anni di cose ne sono successe molte.
Prima fra tutte il cambiamento di label: dall’etichetta milanese Scarlett, infatti, il combo nostrano è passato con la polacca Agonia.
Questa la line-up con la quale i Malfeitor si presentano in questo secondo album :
M. Fabban – Voce, basso; Hell-I0-Kabbalus – chitarre; Munholy – chitarre; Atum – batteria.
Il disco è stato registrato in parte negli studi di registrazione Le Serpent Rouge Studio in Roma.
Mi addentrerò ora nella consueta recensione track by track per dare lo spazio necessario ad ogni sottile sfumatura presente nel disco.
“ Down with Me “ Un turbinio di violenza nera come la pece, ecco cosa troviamo in questa traccia. Autentica e pura violenza che affrontiamo fin da subito. Ottimo ritmo forsennato, chitarre e batteria che fanno quadrato e chiudono al meglio la sezione ritmica del brano. Tirato il drumming, imperiose le chitarre e molto buono lo scream di  M. Fabban. A ridosso del primo minuto troviamo anche interessanti cambi di tempo e ritmo con inserimenti chitarristici distorti a dovere. Il ritmo cambia ma non accenna a diminuire la foga e la straordinaria intensità del brano. Anzi, superato il secondo minuto, la violenza aumenta ancora con una quadratura ritmica eccellente creata magistralmente dalle chitarre e dalla batteria. Ottimi gli inserimenti chitarristici di Hell-I0-Kabbalus  e  Munholy. Pezzo che mette in chiaro fin da subito la volontà di procedere in un cammino sinistro ed occulto già ampiamente marcato con il precedente full-length.
“ Into the Qliphot of Golachab “ Brano  molto più ragionato del precedente. Introduzione lenta, si tratta, praticamente, di un mid-doom tempo. Ma ampiamente superato il primo minuto veniamo investiti da una scarica violentissima di puro black metal con tanto di balst-beat e riffing maligno. Nella composizione troviamo diversi stacchi e variazioni ritmiche che donano longevità al tutto. Ottimi i testi magico-occulti che trattano di magia nera ancor più in profondità rispetto alla precedente opera. L’unica pecca in alcuni punti è la batteria (un pelino troppo ripetitiva). Ottimo il lavoro dei due chitarristi con stupendi inserimenti che donano melodia al brano grazie soprattutto a fraseggi complessi e mai banali. Molto buona la performance di  M. Fabban al basso, eccellente nello scream.
“ Mysterious,Mystical, Majestic “ Riffing chitarristico incessante che dona al brano un’aura ancor più oscura e malevola. Sugli scudi il buon  M. Fabban con una performance perfetta alla voce. Ottimo l’inserimento chitarristico presente dal primo minuto del brano. Eccellente armonico mixato con una distorsione particolarmente riuscita. Nel pezzo troviamo, ancora una volta, innumerevoli cambi di tempo con stacchi e ripartenze a volte rallentate, a volte violentissime. Eccelso il lavoro ritmico fra  basso, chitarre e batteria. Intorno al secondo minuto e mezzo troviamo un cambiamento repentino di ritmo che riporta il brano su tempi veloci e potenti. Molto elegante il finale sfumato. Brano molto complesso, ricco di sfaccettature differenti e particolarmente ricco a livello di songwriting.
“ Promethean Fire “ Traccia fin rivela fin da subito suo animo potente e violento. Come sempre i testi gridati in scream vocals da M. Fabban sono impregnati sulla magia nera e sulla sue invocazioni ritualistiche. Brano che, nonostante le numerosi variazioni stilistiche, rimane su tempi molto elevati. Molto buono il lavoro della batteria, ritmicamente eccellenti chitarre e basso costruiscono la vera impalcatura del brano. Un muro sonoro corposo nel quale riesce a stagliarsi il ruvido scream di  M. Fabban. Ottimi, come sempre, gli inserimenti chitarristi che disegnano riff ed arpeggi dissonanti ma al contempo melodici. Molto buona la parte centrale del brano, rallentata, ragionata ed evocativa.
“ Typhonian Gods “ Composizione molto tirata, con tanto di doppia voce scream / growl realizzata alla grande dal solito Fabban, devastante la prova corale. Grandioso il ritmo della batteria così come particolarmente trascinante lo scream e le chitarre che svolgono un lavoro magistrale. Il ritmo cambia molto durante lo scorrere del brano ma rimane sempre su lidi tirati. Ottime le pause con le successive ripartenze di pura violenza sonora. Traccia devastante che mette in risalto le qualità del combo laziale. Meraviglioso il suono creato dalle chitarre che formano un quadrato perfetto attorno alle abilità canore di  M. Fabban.  Ancora una volta elegante il finale sfumato.
“ Dark Saturnian Chaos “ Si parte con un ronzio di chitarre in lontananza che si avvicinano sempre di più fino a deflagrare assieme alla batteria e al grande scream che condisce la composizione al meglio. Ottima la sezione ritmica con basso e batteria in grande spolvero. M. Fabban, ancora una volta, devastante dietro al microfono con uno scream miscelato (quando serve) a dell’ottimo growl. Ancora una volta tematiche che divagano sulla magia nera e le sue arti. Testi complessi, ermetici ed intricati che rivelano una profonda conoscenza delle tematiche trattate. A ridosso del quarto minuto troviamo uno stupendo stacco, con relativo cambio di tempo, che conduce la traccia su lidi ancora più oscuri e occulti. Una delle tracce più belle dell’intera release.
“ The Other Half “ Ritmi serrati introducono il brano con grande uso del bast-beat da parte del batterista. Dopo qualche secondo arriva anche la voce (come sempre, in scream) di M. Fabban ad innalzare maggiormente la ferocia del pezzo. Ottimi gli inserimenti chitarristici che donano varietà e longevità ad una composizione distruttiva e devastante. Puro caos sonoro. Finalmente, a ridosso del terzo minuto, un cambiamento netto. Un rallentamento sonoro che fa apprezzare ancora di più le tecniche strumentali del combo laziale.
“ Void of Voids “ Chitarre distorte e dissonanti introducono il brano assieme a possenti giri di basso. Già dai primi secondi arriva la voce di Fabban con il suo classico scream tagliente. La composizione si assesta su ritmi medi e così è per tutta la sua durata totale. Non mancano cambi di tempo, variazioni ritmiche e compositive ma non intaccano mai più di tanto l’incedere del pezzo. Molto ben eseguita l’impalcatura compositiva della canzone.
“ Incubus “ la title-track dell’album è un assalto sonoro dall’inizio alla fine. Ritmo forsennato, batteria potente e velocissima, chitarre ruvide e glaciali e grandissimi scream vocals a fare da quadrato ad un muro sonoro nero come la pece che non perde mai la sua intensità nonostante gli stacchi e le pause presenti lungo lo scorrere del tempo. Un autentico incubo che non fa prigionieri. Grandissimo brano.
“ Antisaturno (Thùnapsù) “ Questo il titolo dell’outro finale. Cinque minuti e passa di rumori sintetici alienanti.
Un disco sicuramente meritevole di attenzione con numerosi pregi dalla propria parte, primo fra tutti la produzione (praticamente perfetta) che mette in risalto le qualità compositive del gruppo.
La differenza con Unio Mystica Maxima.è notevolissima e non mi riferisco alla violenza o la brutalità (anche in questo album sono caratteristiche presenti in dosi massicce). Mi riferisco di più alla rabbia controllata e ancor più ragionata rispetto all’album precedente; caratteristica che rende il nuovo album ermetico e di grande spessore.
Lavoro intricato, complesso e maturo che richiede numerosi ascolti prima di poter essere assimilato e compreso nella sua interezza.
Prodotto che consiglio a tutti gli amanti del genere.
Ultima nota per i collezionisti, il nuovo lavoro dei Malfeitor è disponibile in due formati : cd digipack e vinile gatefold tutti e due rigorosamente prodotti e distribuiti da Agonia Records.

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 9/10

Tracklist

1.Down with Me
2.Into the Qliphot of Golachab
3.Mysterious,Mystical, Majestic
4.Promethean Fire
5.Typhonian Gods
6.Dark Saturnian Chaos
7.The Other Half
8.Void of Voids
9.Incubus
10.Antisaturno (Thùnapsù)

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