sabato, novembre 18, 2017 10:16

Imago Mortis – Ars Obscura (2009)

Disco rilasciato dalla Drakkar Productions per questo grandioso progetto nostrano.
I bergamaschi Imago Mortis si formano nel 1994 e dopo quattro anni, nel 1998, iniziano a rilasciare i primi vagiti di una carriera destinata a portare in alto il nome della nera fiamma tricolore.
Da quel meraviglioso “Malleus Maleficarum” in poi il combo non deluderà mai le aspettative, anzi, muterà di volta in volta evitando così di ripetersi, senza per questo invadere il mercato discografico con prodotti scarsi o “commerciali” ma rimanendo ben saldo alle proprie origini.
Dopo lo splendido full del 2006 ” Una Foresta Dimenticata ” questo nuovo Ars Obscura è la concreta dimostrazione dello straripante stato di grazia di un gruppo in continua ascesa.
Questa la line-up del combo per questo full-length : Abibial: Voce, basso; Scighéra: chitarra; Faust: chhitarra ; Bjorgor: batteria.
“ Nox Perpetua “ composizione introdotta da uno splendido recitato di Abibial che traghetta l’ascoltatore dentro la morte, la desolazione, la realtà macabra che ci circonda. Così arrivati a ridosso del primo minuto veniamo invasi da una scarica tellurica di batteria incessante e da splendidi passaggi chitarristici che intrecciati con il basso costruiscono l’intelaiatura principale del brano.  La composizione pur rimanendo un vero e proprio macigno per tutta la sua lunga durata non annoia mai l’ascoltatore e lo trasporta verso mondi arcani ed esoterici. Da brividi i testi cantati egregiamente con uno scream meraviglioso da  Abibial. Superati tre minuti troviamo il secondo cambiamento netto della traccia. Splendido lo stacco, seguito a ruota da una splendida ripartenza non particolarmente violenta ma realizzata in maniera impeccabile tecnicamente parlando con un susseguirsi di momenti strumentali emozionanti che seguono perfettamente il racconto oscuro messo in musica egregiamente dal progetto italiano. Le varie ripartenze donano maggiore gusto ad una traccia devastante. Difficile cominciare meglio di così un disco black metal. L’eleganza esoterica ed arcana di mondi lontani si intreccia indissolubilmente con la violenza primordiale creata dal gruppo lombardo. L’ascoltatore di fronte a brani come questo non può che rimanere rapito e andare avanti lungo il sentiero nero delineato dalla traccia d’esordio.
“ Summa Regina Mortorum “ Composizione introdotta da campane mortuarie e da splendidi riff di chitarra arpeggiati in modo egregio. Il pathos cresce sino al primo minuto e mezzo dove l’esplosione creativa del combo nostrano si traduce in un cambio di tempo spettacolare che introduce lo splendido testo in italiano dedicato a nostra signora morte. Immensa la prova corale del gruppo lombardo. Strepitoso lo scream di  Abibial, ottimi gli inserimenti chitarristici di Faust e  Scighéra. Straripante Bjorgor (autentica devastazione sonora) dietro la batteria. Eccellenti le variazioni stilistico-compositive che nel brano donano maggiore longevità e spingono l’ascoltatore lungo il viaggio intrapreso in maniera a dir poco spettacolare con la precedente prima traccia. Gli innumerevoli cambi di tempo e ritmo presenti nel brano ci fanno capire anche che abbiamo a che fare con musicisti seri e preparati.
“ Ars Obscura “ un autentico pugno in pieno volto.  Così si potrebbe sintetizzare al massimo la terza composizione del lotto. Stavolta il testo dell’opera è in latino (lirica a dir poco splendida). La traccia ci regala emozioni profonde grazie ad autentiche staffilate di pura violenza compositiva rappresentate nel migliore dei modi da chitarre, batteria e basso. La parte strumentale è eccellente, così come quella vocale, grazie all’ottimo scream personale e violento di  Abibial. La lirica che ci viene proposta “risplende” di luce colorata di nero pece e dall’elevato valore esoterico. A dir poco eccezionale il connubio voce / musica. Eccezionale il risultato finale che nel corso di oltre dodici minuti trasporta l’ascoltatore a diretto contatto con il mondo della mano sinistra più profondo ed occulto.
“ Cassa Mórta “ Composizione cantata in dialetto e particolarmente riuscita (come tutte le altre del resto). Meravigliosa la parte strumentale realizzata in maniera incredibile dai componenti del gruppo nostrano. Splendida la sezione chitarristica che si intreccia con batteria (assolutamente devastante) e basso regalandoci una composizione compatta, violenta e dannatamente nera. Scream come sempre perfetto. Anche stavolta testo efficace e particolareggiato da una scelta stilistica che risulta vincente : ovvero quella del cantato in dialetto.
“ Pestilentia “ Altra composizione magistrale con testo in latino. Stavolta dedicato alla pestilenza, come ci suggerisce il titolo. A dir poco stellare la sezione strumentale del brano con batteria terremotante, basso ritmico impeccabile e splendidi intarsi chitarristici che innalzano il livello del brano. Durante i quasi dieci minuti della composizione non possono mancare, ovviamente,  splendidi cambi di tempo e ritmo con relative ripartenze a volte d’atmosfera altre volte assassine. Composizione variegata e realizzata in maniera perfetta dal combo nostrano che mette in luce tutte le proprie peculiarità. Eccelso il testo in latino magistralmente cantato-recitato con uno scream personale, curato, tecnico e indovinato.
“ 1330 “ Composizione che chiude perfettamente cotanta opera nera creata dagli Imago Mortis. Una curiosità risiede nel fatto che Il brano è accompagnato dal suono dei Tarlèk, strumento tradizionale orobico formato da ossa animali. Nella traccia è inserita anche un’antica ballata macabra bergamasca che mette ancor più in risalto la particolarità del combo nostrano di saper fondere tradizione e innovazione. Splendida composizione che ci traghetta fin nel più profondo abisso nero e conclude, dopo quasi cinquantadue minuti di musica, il perfetto album degli Imago Mortis.
Disco spettacolare, un vero e proprio schiacciasassi dall’altissimo valore esoterico-concettuale realizzato nel migliore dei modi e prodotto in maniera ottima.
Onore agli Imago Mortis tutti per le notevolissime capacità strumentali e per aver composto tutte le musiche.
Eccellenti i testi (come ho già ampiamente detto nel corso della recensione) realizzati da Abibial che ha curato anche il layout grafico del disco.
Il lavoro è stato registrato all’Alfa Omega Studios di Como da Alex Azzali e gli stessi Imago Mortis.
Concludo la recensione con lo splendido testo-introduzione della prima traccia Nox Perpetua.

“Beneandante ferma il tuo passo… scruta attento oltre il cancello!
Osserva la Dimora dei Morti! I loro lumi vagano lungo le strade solitarie e i luoghi di immonde tragedie.
Unirsi a loro significa sposare la caduta del tempo…
Accetta il loro dono, sii custode dei loro segreti!
Affinché il nuovo arrivato possa portare il peso della Non Morte!”

Solo due parole : Supporto totale.

Recensione a cura di : Darkthrone85

Giudizio Complessivo : 9,5/10

Tracklist

1.Nox Perpetua
2.Summa Regina Mortorum
3.Ars Obscura
4.Cassa Mórta
5.Pestilentia
6.1330

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