marted, dicembre 12, 2017 18:13

Hamferð – Vilst er Síðsta Fet (EP, 2010)

Fin dal primo ascolto, si può coglie come il sestetto Hamferð abbia un talento e una potenzialità non comune. Infatti, pur essendo al primo EP, la band faroese (sì, alle Fær Øer non ci sono solo i Týr a far musica, sveglia) dimostra la sua forza dando vita ad un doom metal profondo e ricercato, ben valorizzato dall’ottima registrazione.
L’aspetto che per primo colpisce l’ascoltatore, sono i vocals. Il frontman Jón Hansen stupisce per la sua studiata potenza vocalica e per la capacità di passare da clean, solenne e drammatico, a rabbioso growl senza quasi batter ciglio, interpretando con passione i testi e dando ai brani un valore aggiunto non indifferente.
Dal punto di vista strumentale l’EP risulta essere ricco di passaggi interessanti e spunti originali, nonostante il fatto che le tracks non scendano praticamente mai sotto i 5 minuti. Grazie anche ad un ritmo piuttosto blando, ampi spazi sono lasciati alle chitarre, che spaziano dall’essere mero accompagnamento ai vocals, pur con riffing interessanti, a ricoprire ruoli propri (in particolare in “Aldan Revsar Eitt Varghjarta”). La batteria, onnipresente ma bilanciata, riesce a dare buona prova di sé ed è capace di dialogare fluidamente con gli altri strumenti, senza strafare. Giudizio buono ma momentaneamente sospeso ha invece il basso, in quanto in questo EP ancora nelle mani di Tinna Tótudóttir.
Capitolo a parte merita la tastiera, affidata a Esmar Joensen, in grado di arricchire i brani di atmosfere sinfoniche e a tratti auliche, che ben valorizzano i passaggi strumentali.
Infine, una nota di merito va anche ai testi. In questo caso, la scelta di optare per dei testi tutti in faorese è azzeccata, in quanto capaci di dare un tocco ancor più elegante alla release e aggiungere un perfetto tono di mistero. Esempio peculiare è “Vráin”, senza dubbio la migliore traccia dell’EP.
Una pubblicazione praticamente perfetta, come poche nell’underground contemporaneo, che fa ben sperare in vista del prossimo full-length.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio complessivo: 9.5/10

Tracklist

1. Harra Guð títt dýra navn og æra
2. Vráin
3. Aldan Revsar Eitt Varghjarta
4. At Enda

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