marted, dicembre 12, 2017 18:11

Hamferð – Intervista (2011)

1. Oggi abbiamo come ospite la doom metal band faroese Hamferð e in particolare il suo frontman, Jón Hansen. Benvenuto! Iniziamo parlando della vostra ultima release, l’EP “Vilst er síðsta fet”. Ritieni che vi rappresenti pienamente?

Grazie per l’invito. Beh, abbiamo pubblicato questo EP un anno fa (2010, n.d.R) e tutto il materiale  nato nello stesso anno, pertanto all’epoca era una perfetta rappresentazione degli Hamferð. Un anno tuttavia è un periodo piuttosto lungo per una band pertanto, anche se l’EP dà un’idea generale sul gruppo, abbiamo già modificato il nostro approccio alla scrittura dei pezzi, rafforzandolo.

2. Qual è il significato del nome del vostro gruppo? Perché l’avete scelto?

Hamferð è una sorta di apparizione (uno spettro, si può dire) di una persona che sta molto probabilmente per affrontare l’ineluttabilità della morte. La parola non ha una traduzione diretta, ma viene usata in espressioni come “essere nell’ hamferð”. Cento e più anni fa infatti, gli uomini faroesi erano quasi tutti dei pescatori e dovevano affrontare quotidianamente i pericoli dell’oceano. Se l’immagine di uno o più uomini che erano al largo appariva agli occhi dei suoi cari che si trovavano sulle isole, questi uomini si trovavano nell’ hamferð e questo era un presagio della morte dei marinai.

3. Avete dichiarato di esservi formati con lo scopo di portare con voi la lenta, schiacciante e atmosferica musica delle Fær Øer, dove dimora un’atmosfera cupa e depressiva che può essere trasmessa pienamente solo attraverso la funerea marcia del Doom metal.
Come lavorate per raggiungere questo scopo?

Innanzitutto, questa definizione è probabilmente la prima presentazione che abbiamo scritto per la nostra band e, ovviamente, ha anche in parte del ridicolo. Tuttavia, abbiamo formato questo gruppo con l’intenzione di comporre del doom metal associato a concetti oscuri legati alle Fær Øer. Non appena abbiamo cominciato ad impegnarci seriamente a questo progetto, quest’associazione si è sempre più sviluppata diventando una parte essenziale delle tematiche della band.

4. Perché avete scelto di scrivere tutti i testi dei vostri brani nella vostra madrelingua?

Beh, non puoi sviluppare un concetto legato alle Fær Øer senza scrivere in faroese. Inoltre, ho sempre avuto un amore spassionato per la lingua faroese e credo che, se utilizzata nel modo giusto, possa essere la più bella lingua del mondo. Almeno nello scritto! (ride) C’è da aggiungere anche che non ci sono altri gruppi metal al mondo che scrivono esclusivamente in faroese quindi… secondo me aggiunge un aspetto decisamente cool alla nostra musica

5. Perché avete scelto uno stile così raffinato ed elegante per i vostri live?

Beh, la nostra musica non è molto aggressiva anzi, credo piuttosto che sia unica nella sua complessità ed espressività. Per questo necessita di una presentazione differente rispetto al classico stile “Jeans, maglietta e corna alzate”, che funziona bene per una musica più rapida e rabbiosa. Questi nostri completi sono stati una nostra caratteristica fin dal primo concerto ed avevano, e ancora hanno, lo scopo di trasmettere al pubblico la sensazione che ci si trovi davanti ad una processione funebre.

6. Avete appena concluso un tour europeo con Týr e Moonsorrow (Dead Tyrants European tour n.d.R). Come ci descrivi questa esperienza?

È stato fantastico. Personalmente, sono stato per lunghi anni un devoto fan dei Moonsorrow, perciò per me non si è trattato di “fare un tour attraverso vari stati” ma piuttosto “fare un tour con i fottuti Moonsorrow”! (ride). Comunque, in tutta onestà, suonare davanti a tedeschi, belgi, svizzeri, francesi, spagnoli, italiani e sloveni è stato un piacere immenso che speriamo di rivivere presto.

7. Come ha reagito il pubblico vedendo tutti i concerti del tour aperti da una band doom metal? Pensate di avere guadagnato dei fans?

Beh, non abbiamo avuto molta promozione pubblicitaria in vista di questo tour e questo è stato il nostro tallone d’Achille, assieme al fatto che eravamo l’unica band a non suonare Viking/Pagan o Epic-metal. Per questa ragione molta gente si sarà chiesta cosa diavolo ci facessimo lì! (ride). Ma, detto questo, il pubblico di tutta Europa ha reagito bene e sì, sembra proprio che abbiamo guadagnato un po’ di fans!

8. Domanda classica: come nasce una vostra canzone? C’è qualcuno che si occupa personalmente del songwriting oppure vi contribuite tutti? Cosa vi ispira?

Risposta classica: ai chitarristi vengono in mente delle idee che sviluppano fino ad arrivare ad una traccia di base. Poi in studio di registrazione il batterista si occupa della ritmica all’interno del brano, rifinendola. Quando poi le fondamenta del brano si sono stabilizzate, il tastierista, solitamente insieme ai chitarristi, arrangia le parti sinfoniche, chorals e similia. Ad un certo punto di questo processo, io scrivo i testi e inserisco le parti vocali.

9. Come vi siete trovati a lavorare con la Tutl Records?

Davvero molto bene. Anche se la Tult non si può definire come una classica etichetta discografica. Si può definire come il centro della musica faroese. La Tult pubblica qualsiasi gruppo faroese sia interessato a produrre un album ed è la rappresentante di (quasi) tutta la scena musicale faroese. Secondo noi, la Tult meriterebbe un premio per la costanza e il continuo duro lavoro, visto come ci supporta. Non avrà una grande rete di distribuzione, ma ha iniziato a fare degli accordi con altre etichette, allo scopo di favorire la popolarità della musica faroese. Kristian Blak, il capo della Tult Records, è considerato da molti come il padre della musica contemporanea nelle Fær Øer.

10. Avete recentemente annunciato che il bassista Jenus í Trøðini è ora ufficialmente nella band (dopo essere stato session del gruppo, n.d.R.). Come siete giunti a questa decisione?

Beh, Jenus è stato un sporadicamente un session e un nostro amico per lungo tempo, quindi la decisione è stata quasi spontanea. In definitiva, la scelta stava a lui e per fortuna ha accettato di unirsi a noi. È un ragazzo fantastico e ama la musica che facciamo. In più, siamo stati felici di non aver dovuto fare nessuna audizione! (ride)

11. Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Non abbiamo già fatto piani per un futuro tour, ma a ogni nuova idea e ad ogni periodo esaltante segue un periodo di relativa calma. Nei prossimi mesi ci concentreremo a comporre nuova musica in vista del nostro primo full-length. Sarà davvero un bel periodo.

12. La nostra intervista si conclude qui. Grazie per la disponibilità e speriamo di rivedervi presto di nuovo in Italia. Vuoi aggiungere qualcosa?

L’Italia sarà certamente inclusa nei nostri piani per un futuro tour, visto che, tutto sommato, abbiamo ricevuto un caloroso benvenuto dal pubblico, nonostante si trattasse della nostra prima volta in Italia. Grazie a tutti quelli che ci hanno supportato a Bologna e Romagnano, ci siamo davvero divertiti!

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