luned, novembre 20, 2017 17:12

Ephel Duath – On Death And Cosmos (Ep, 2012)

Ennesimo colpaccio per l’etichetta polacca Agonia Records, che puo’ vantare nel suo rooster anche il progetto nostrano Ephel Duath ad opera del master-mind Davide Tiso.
l’artista francese DehnSora ha creato un’ottima cover art; Erik Rutan ha fatto un missaggio grandioso e il mastering è stato affidato a Alan Douches.
Questi i musicisti coinvolti in quest’ultima release del progetto nostrano : Davide Tiso – chitarra, basso, tastiera, voce; Marco Minnemann – batteria; Steve DiGiorgio – basso; Karyn Crisis – voce.
Che dire, basterebbero i nomi, ma in questo caso oltre ai risonanti nomi c’è anche tantissima sostanza fra testi mai banali e strutture musicali iper-complesse ad opera del geniale Davide Tiso.
Il geniale Davide Tiso inizia il progetto nell’oramai lontano 1998, dando alle stampe il primo lavoro, il demo “Opera”.
Nel 2000 è la volta del primo full-length “Phormula” seguito nel 2002 da “Rephormula” e nel 2003 da “The Painter’s Palette”.
Poi una breve pausa e nel 2005 esce l’album “Pain Necessary to Know” seguito due anni dopo da “Pain Remixes the Known”.
Nel 2009 il ritorno sulle scene con l’album “Through My Dog’s Eyes” e nel 2012, finalmente, il nuovo lavoro, l’Ep “On Death And Cosmos”.
Lo stile musicale proposto dal combo è un post-black metal progressivo, avanguardista, con passaggi musicali jazz/metal.
Le tematiche liriche si incentrano principalmente sull’abbandono, sulla perdita e sulla morte.
“ Black Prism “ la prima composizione toglie ogni dubbio. Si tratta di un masterpiece vero e proprio. Stellare la performance di ogni singolo musicista, ognuno è infatti occupato nel creare il muro sonoro più profondo e intenso per le meravigliosi growl / scream vocals dell’immensa Karyn Crisis. Spettacolari le linee di basso, a dir poco intensa la batteria, eccellente la chitarra. Autentico capolavoro di arte nera, come dice il titolo del brano, si tratta di un meraviglioso prisma nero. Stratosferica la prova al basso di Steve DiGiorgio maestro assoluto, assieme a  Marco Minnemann dietro la batteria, della sezione ritmica.
“ Raqia “ splendido inizio, composizione che si differenzia particolarmente dall’opener. Splendida la  tessitura strumentale con arpeggi chitarristici, giri di basso e rullante di batteria eccezionali. Il tutto dura per circa un minuto e mezzo, dopo di che, arriva la mazzata metal. Splendida l’incedere che diviene di colpo più duro e opprimente e viene alimentato dalle incredibili doti vocali della bravissima Karyn Crisis. Composizione estremamente cervellotica, come da tradizione Ephel Duath e straordinariamente complessa e intricata fra milioni di passaggi strumentali stratificati. Straordinario il risultato finale.
“ Stardust Rain “ vera opera monumentale che chiude alla grande il lavoro. Ennesima composizione multi-stratificata e straordinariamente ricca dal punto di vista sonoro e vocale. Meravigliose le armonizzazioni vocali, strepitosa la struttura sonora creata ad arte dal terzetto ed elaborata dalla fervida mente di Davide Tiso. Puro progressive post-black metal. Arte nera all’ennesima potenza, suonata, arrangiata, prodotta alla perfezione. A rendere il tutto ancor più devastante ci pensa la prova vocale emozionante della mitica Karyn Crisis.
Ritorno discografico straordinario, poco altro da dire, stratosferica la prova di ogni singolo musicista che alimenta bellezza e valore dell’opera.
Attendo con ansia il nuovo full-length.
Una cosa è certa, dovremmo essere molto più fieri di avere determinate realtà nel nostro paese.

Recensione a cura di : Darkthrone85

Giudizio complessivo : 8,5/10

Tracklist

1. Black Prism
2. Raqia
3. Stardust Rain

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