martedě, novembre 21, 2017 09:59

Drudkh – Eternal Turn of the Wheel (2012)

I tanto osannati Drudkh sembrano non avere messo tutta la loro energia nel confezionare il prodotto “Eternal Turn of the Wheel”, che sembra essere la release più spenta e scialba dell’intera discografia degli ucraini.
Quest’album infatti appare scontato fin dalla sua struttura, suddivisa in una breve strumentale iniziale e quattro tracce di circa 8 minuti e mezzo ciascuna, incentrate sul concept del ciclo delle stagioni dell’anno.
Dal punto di vista strumentale inoltre, il quartetto di Kharkiv non offre molto più di quanto non avesse dimostrato nei precedenti album, con predominanza di riffing (a tratti sorprendentemente ripetitivi) delle chitarre, drumming relegato al sottofondo e vocals ridotti all’osso, facendo così dimenticare le delicate e ricercate atmosfere di album come “Autumn Aurora”. I testi infine, come da tradizione in ucraino, fanno ben sperare dai titoli, ma sono fuori portata per qualsiasi metal head che non conosca la lingua, non venendo fornita alcuna traduzione. Un mezzo passo falso, da cui riprendersi in fretta.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio complessivo: 7,5/10

Tracklist

1.  Eternal Circle
2. Breath of Cold Black Soil (March)
3. When Gods Leave Their Emerald Halls August)
4. Farewell to Autumn’s Sorrowful Birds (October)
5. Night Woven of Snow, Winds and Grey-haired Stars (December)

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