lunedě, novembre 20, 2017 13:33

Diaboli – Invocation (2010)

Il settimo e più recente full-lenght della one man band finlandese Diaboli risulta essere una produzione scialba e priva di personalità, caratterizzata da uno stile ibrido black – thrash metal simile a quello di molte delle precedenti releases , privo di qualsiasi spunto veramente originale e brillante.
La band infatti risulta godere di una certa fama piĂą per la sua controversia biografia (il leader Petri Ilvespakka è stato arrestato e condannato per tentato omicidio e l’ex cantante Hrim Grimn’r s è suicidato nel 2001 dopo numerose accuse per violenze private) che per un vero e proprio talento musicale. Le tracce infatti risultano essere tutte molto simili tra di loro e dal ritmo spento, indiscutibilmente penalizzate da un cattivo mixaggio. Dal punto di vista tecnico, mr Ilvespakka dimostra ancora una volta di aver perso la brillantezza e l’attenzione degli esordi (come in “Anthems of Sorrow” e “Unseen Age of War”), probabilmente a causa del lungo periodo di detenzione. I brani infatti non presentano alcun tipo di arditezze strumentali anzi si basano su riff e accordi ripetuti e ricorrenti, che danno all’ascoltatore un senso di lentezza e appiattimento.
Anche gli stessi vocals sono costruiti su uno scream di bassa qualità, che non riesce a creare una vera e propria svolta all’interno dell’album, attestandosi a tratti su un livello oltremodo imbarazzante. I testi, tutti riconducibili a temi classici come il satanismo, la violenza e la morte, non presentano a loro volta rilevanti elementi di originalità, ripercorrendo al contrario molti dei banali leitmotiv che caratterizzano le piccole band relegate all’underground.
Un lavoro mediocre, nulla piĂą.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio complessivo: 5/10

Tracklist

1.Baptized in Blood
2.Collective Hallucination
3.Utopian Vision
4.Return to Reality
5.Dawn of End
6.I Spit to Your Cross
7.A World to Burn
8.Die So You Can Live
9.The Fire Eternal
10.Invocation

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