lunedž, novembre 20, 2017 05:33

Dhul-Qarnayn – Thus Death (2010)

Per prima cosa, traduciamo il nome di questa one man band, Dhul Qarnayn ( Zul Qurnayn, Dhu’l Qarnein, Zul Qarnain….) letteralmente ‚Äúha le corna‚ÄĚ.¬† Dhul Qarnayn √® una figura menzionata nel Corano, viene descritto come un sovrano grande e saggio, costruttore del muro che impedisce a Gog e Magog di attaccare i popoli dell’Occidente. Considerato un Profeta da alcuni musulmani mentre per altri √® uno pseudonimo tratto dal Corano per identificare Alessandro Magno.
Seconda cosa importante, è il luogo di provenienza della band : il Bahrain.
Paese di tipica cultura islamica, forse un po’ meno integralista e pi√Ļ aperto di altri alle innovazioni anche in ambito musicale, ma che comunque segue le leggi imposte dall’Islam, e quello che Learsa, unico componente tuttofare della band, dice nei suoi testi, potrebbe farlo incriminare per Apostasia, peccato ritenuto gravissimo nella cultura islamica e punibile con la morte.
Le idee esposte nei suoi testi sono state la causa del boicottaggio di  cui è vittima tuttora Learsa, nel panorama Metal orientale, il fatto che Dhul Qarnayn sia stato da lui utilizzato come pseudonimo di Satana, lo ha reso colpevole di blasfemia.
I suoi testi realmente trattano di misantropia, di libertà, di morte  di sacrilegio e si amalgamano perfettamente, siano essi in arabo o in inglese,alla musica da lui prodotta.
Thus Death, 44 minuti di musica ipnotica, a tratti sperimentale, mai estremamente violenta, accompagnata da uno scream usato in forma decisamente appropriata.
Qui non si percepisce la sensazione di gelo. Forse perch√© conoscendo la provenienza della band, il paesaggio in cui si viene proiettati non sono sicuramente le gelide foreste del Nord; qui, al contrario, la sensazione percepita √® quella abrasiva della sabbia bollente che il caldo vento del deserto ti sbatte in faccia, lacerandoti la pelle con lo stesso risultato che darebbe l’uso della carta vetrata, ti consuma strato per strato fino a mettere a nudo la tua anima, e la osserva in quei pochi attimi di melodia di Forbidden Wisdom, per poi ghermirla e trasportarla negli anfratti nascosti delle rocce del deserto, il deserto dello spirito, e precipiti gi√Ļ nel mondo che dorme al di sotto del mondo vivente, il maligno e subdolo regno del Male, The World That Sleep Below.
Gi√Ļ, sempre pi√Ļ gi√Ļ, risucchiato nel vortice ipnotico della follia, Maelstrom of Lunacy; la vita ormai √® solo un ricordo consumato nel sole torrido che brucia il deserto in superficie, il tuo cuore ha smesso di battere, ora te ne accorgi, Throbless Black Heart, non batte, non vibra, non pulsa…..una nuova vita, devi solo aprire le sei porte sigillate dell’eterna sofferenza, Six Sealed Gates of Eternal Suffering. Splendida la parte finale di questo brano, riesce a trasmetterti una calma,una strana forma di pace , o per meglio dire una sorta di Religiosa libert√†, √® come se ti fossi lasciato alle spalle millenni di frustrazioni¬† e di dolore per risorgere nel profondo di un’anima nera che far√† della tua perdizione virt√Ļ, Perdition.
Solo allora ti verr√† rivelato¬† il mistero della tua totale libert√† e del raggiungimento di quel ‚Äúnirvana‚ÄĚ che non sai spiegarti : forse √® perch√© sei cos√¨…..morto,Thus Death.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio Complessivo : 8/10

Tracklist

1.Inferior Maggots
2.Forbidden Wisdom
3.The World that Sleeps Below
4.Maelstrom of Lunacy Part I
5.Maelstrom of Lunacy Part II
6.Throbless Black Heart
7.Six Sealed Gates of Eternal Suffering
8.Perdition
9.Thus Death

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