sabato, novembre 18, 2017 13:35

Denial of God – Death and the Beyond (2012)

Sono ormai 20 anni che Denial of God calcano le scene, e, per festeggiare il loro ventesimo anniversario, hanno deciso di pubblicare il loro secondo full length, strano ma vero, nella loro lunga carriera hanno pubblicato un’infinità di Ep, demo e split, ma solo 2 full length, il primo, The Horror of Satan, risale al 2006. E’ bello sentire una band che, nel corso degli anni, ha saputo mantenere un animo Gothic trasposto in massicce sonorità Black, non evitando di sconfinare nell’Heavy e che, dissolvendosi in melodie a tratti struggenti, esprime al massimo le sensazioni fisiche e mentali di quegli attimi, vuoi di rabbia feroce o di malinconica tristezza, che lega indissolubilmente il mondo dei vivi a quello affascinante ma orribilmente sconosciuto dei morti. E’ proprio di questo che parla Death and the Beyond, le inevitabili sensazioni che un individuo prova nell’esatto momento in cui passa dalla vita alla morte, è come se i membri della band tornassero dall’aldilà, affinché i vivi possano conoscere la verità attraverso le loro parole e la loro musica, e non sempre quello che viene riportato è fonte di rassicurazione, non si ha una sensazione di pace eterna, non sempre si va verso la luce, più probabile un’oscurità profonda in cui si celano e prendono vita i peggiori incubi. Quello che mi ha particolarmente affascinato in quest’album, è una tristezza malcelata, creata da quegli attimi di struggente melodia in cui le meste note di un pianoforte, riescono a dare corpo ad una sensazione di inevitabile sofferenza dell’anima, l’attimo in cui la stessa abbandona la certezza della vita per avventurarsi verso un imprevedibile ignoto. Ben tornati Denial of God.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio complessivo : 8/10

Tracklist

1 Veni Spiritus
2. Funeral
3. Behind the Coffin’s Lid
4. The Cursed Chamber
5. Bones Turn to Dust
6. Black Dethe
7. Spectral Lights
8. Pendulum Swings

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