sabato, novembre 18, 2017 10:14

Darkthrone – A Blaze In The Northern Sky (1991)

Questo disco uscito nel 1991 è un disco assolutamente da brividi! Da avere ad ogni costo (se siete qui, e se siete amanti del black metal, ovviamente ce l’avrete già) questo è il disco della svolta black metal dei Darkthorne. Dopo le demo-tape vari e il primo full-lenght Soulside Journey, decidono di cambiare totalmente genere e da death metal si tramutano in band black, grezzissima, fredda, inarrivabile e storica del panorama norvegese e mondiale. Il trono della Nera Fiamma risiede in loro e dischi come questo ne sono la prova tangibile.
La prima traccia si intitola “Kathaarian Life Code” e, dopo una intro terrificante, parte in maniera brutale con un grandissimo riff e con la sempre terrificante voce di Nocturno Culto (sua maestà) assieme al terrificante drumming di Fenriz! In questo disco sono presenti delle peculiarità che andranno nel tempo scomparendo, come ad esempio l’utilizzo di corti e velocissimi assoli (cosa totalmente impensabile negli album a venire). La voce di Nocturno è strepitosa, il suo scream vale da solo l’acquisto dell’intero full-lenght. I riff sono disegnati dalla chitarra di Nocturno Culto e da  Zephyrous (vero e proprio membro aggiunto del gruppo, che compare solo in alcuni lavori del gruppo). Traccia che in tutti i suoi minuti non perde mai l’intensità. Composizione perfetta per far capire al mondo intero, come avrebbero suonato negli anni a venire questi  mostra sacri del black metal.
“ In the Shadow Of the Horns” in questo brano è entusiasmante l’attacco. Incredibili i riff sempre oscuri, malvagi, marci e ossessivi. La batteria (perfetta), lo scream imperioso (ma senza mai essere eccessivo); bellissimi i vari cambi di tempo dettati dal grande Fenriz dietro il drumkit. Anche questa è senza ombra di dubbio una “canzone-manifesto” della Nera Fiamma.
“Paragon Belial” è impregnata dello stesso “gusto” black metal assoluto. Nella canzone troviamo cambi di tempo ripresi dal “passato” death metal della band  che si intersecano alla perfezione con il nuovo momento black della stessa. Molto interessanti i vari riff che si intrecciano e Fenriz dietro la batteria a dare il suo geniale contributo. Altro composizione spettacolare.
“Where Cold Winds Blow” inizia col l’acceleratore a tavoletta! Furioso il drumming di Fenriz, allucinanti gli scream-vocals di Nocturno. La tensione in questo pezzo sale alle stelle (anche se va detto che in tutto il disco la tensione non cala mai).
“A Blaze in the Northern Sky” è la title-track dell’album. Anche questa parte con un black metal sparato all’inverosimile con un drumming a dir poco maestoso e veloce di Fenriz e laceranti scream-vocals di Nocturno per poi cambiare registro con un grande cambio di tempo. I riff si fanno a mano a mano sempre più neri e marci.
La sesta e ultima traccia : “The Pagan Winter” chiude in bellezza il disco mettendo un’altra pietra miliare della carriera dei Darkthrone in questa composizione e in tutto il disco che ho recensito. Si tratta infatti di uno dei pilastri assoluti del black metal più intransigente.
Un ultima nota questo disco va assolutamente comprato se non ce l’avete (dubito, o comunque spero per voi che ce l’abbiate)  questo disco come tutti quelli dei Darkthrone o di altri nomi del black metal cosiddetto “true” è ovviamente un disco che pretende una certa propensione a capire ed apprezzare il genere. E’ difatti il classico disco che : o si ama o si odia, non ci sono vie di mezzo (anche perché i Darkthrone stessi sono diretti, e guai a non esserlo nell’ascoltare un loro disco e nel giudicarlo). Un disco per pochi “eletti” e per questo, secondo me, va ancor di più valorizzato e compreso da chi ne ha le capacità.
Capolavoro assoluto.

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 10/10

Tracklist

1. Kathaarian Life Code
2. In The Shadow of the Horns
3. Paragon Belial
4. Where Cold Winds Blow
5. A Blaze in the Northern Sky
6. The Pagan Winter

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