domenica, aprile 22, 2018 20:03

Darkness Finder – The Rose is Fading & Only Death Remain (2010)

Prima release in assoluto per questa nuovissima band svedese e….è incredibile quello che ci propongono. Poca musica, intesa come tale, ma molti, molti rumori che ci conducono inevitabilmente nel panorama Ambient ma, è qui il bello, in uno scenario molto extraterrestre e tecnologico, dove anche i rumori a noi più noti, sembrano provenire da un mondo completamente estraneo. Bastano pochissimi accordi perché ci si senta catapultati in un universo parallelo, gelido e oscuro. Non è l’immagine di un Inferno dantesco quello che ci viene mostrato, ma un Inferno che si perde nelle profondità dello spazio siderale, non è una condanna alla dannazione eterna, è una scelta, un viaggio senza fine tra universi sconosciuti alla ricerca di un qualcosa , o di qualcuno, che non sempre si rivela come giusto premio, a volte è l’inizio di un incubo.  In Universe You Cannot Scream, un insieme di  rumori meccanici, il motore di un’astronave che si perde nello spazio profondo, la  sensazione è quella di esserne ai comandi, tu, il vuoto infinito e la tua solitudine….ma ne sei proprio sicuro?
Losing My Grip of Sense and Normality, il viaggio continua e l’allucinazione ha inizio, un profondo nulla affollato da miriadi di immagini oniriche prigioniere in un freddo involucro metallico.
The Time Traveller , spazio e tempo, il viaggio allucinante continua non più nello spazio ma nel tempo, perso in un’epoca dove i suoni degli elementi ti ricordano casa, lo scorrere dell’acqua di un ruscello, il soffiar del vento, il rombo del tuono e il cigolio tecnologico della macchina del tempo  che ti trasporta nel mondo reale in un tempo che c’era o ci sarà, ma anche qui non sei solo. Un antico respiro maligno e disperato, la voce della Morte; il pianto di un neonato, l’ululato di un lupo, il verso acuto di un uccello e ancora il pianto del neonato : l’inno alla Vita che ricomincia.
Di natura opposta, Impossible Ways of Eternity, strani rumori, suoni elettrici; non vi è nulla di naturale nell’immortalità, come novelli Frankenstein, persi nella follia dell’onnipotenza e poi via, lontani nella densa nebbia, inoltrandoci in una foresta spettrale di alberi metallici, l’aria è velenosa e i rami arrugginiti che emergono sulla superficie  delle acque melmose rendono la realtà distorta, The Ghostly Forest. Ma l’apoteosi del surreale la si raggiunge con A Whale and the Hunter, un’alienante caccia in cui l’esito è dubbio ma l’epilogo è chiaro, un suono di campane saluta il ritorno del cacciatore; ma chi è il cacciatore? Chi è la balena? Forse il cacciatore è l’umanità, sempre in cerca di un’irraggiungibile balena bianca, che troppo spesso ed erroneamente, chiamiamo felicità, e che, di conseguenza, eravamo, siamo e saremo sempre in viaggio, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi modo, senza però mai raggiungere la meta.
Particolare, emozionante, allucinante e surreale…..ed è solo il primo.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio complessivo : 8,5/10

Tracklist

1 – In Universe You Cannot Scream
2 – Losing My Grip of Sense and Normality
3 – The Time Traveller
4 – Rituals For Life and Death
5 – Impossible Ways of Eternity
6 – The Ghostly Forest
7 – A Whale and the Hunter

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