martedž, novembre 21, 2017 10:02

Darkness Finder – The Rose is Fading & Only Death Remain (2010)

Prima release in assoluto per questa nuovissima band svedese e….√® incredibile quello che ci propongono. Poca musica, intesa come tale, ma molti, molti rumori che ci conducono inevitabilmente nel panorama Ambient ma, √® qui il bello, in uno scenario molto extraterrestre e tecnologico, dove anche i rumori a noi pi√Ļ noti, sembrano provenire da un mondo completamente estraneo. Bastano pochissimi accordi perch√© ci si senta catapultati in un universo parallelo, gelido e oscuro. Non √® l’immagine di un Inferno dantesco quello che ci viene mostrato, ma un Inferno che si perde nelle profondit√† dello spazio siderale, non √® una condanna alla dannazione eterna, √® una scelta, un viaggio senza fine tra universi sconosciuti alla ricerca di un qualcosa , o di qualcuno, che non sempre si rivela come giusto premio, a volte √® l’inizio di un incubo.¬† In Universe You Cannot Scream, un insieme di¬† rumori meccanici, il motore di un’astronave che si perde nello spazio profondo, la¬† sensazione √® quella di esserne ai comandi, tu, il vuoto infinito e la tua solitudine….ma ne sei proprio sicuro?
Losing My Grip of Sense and Normality, il viaggio continua e l’allucinazione ha inizio, un profondo nulla affollato da miriadi di immagini oniriche prigioniere in un freddo involucro metallico.
The Time Traveller , spazio e tempo, il viaggio allucinante continua non pi√Ļ nello spazio ma nel tempo, perso in un’epoca dove i suoni degli elementi ti ricordano casa, lo scorrere dell’acqua di un ruscello, il soffiar del vento, il rombo del tuono e il cigolio tecnologico della macchina del tempo¬† che ti trasporta nel mondo reale in un tempo che c’era o ci sar√†, ma anche qui non sei solo. Un antico respiro maligno e disperato, la voce della Morte; il pianto di un neonato, l’ululato di un lupo, il verso acuto di un uccello e ancora il pianto del neonato : l’inno alla Vita che ricomincia.
Di natura opposta, Impossible Ways of Eternity, strani rumori, suoni elettrici; non vi √® nulla di naturale nell’immortalit√†, come novelli Frankenstein, persi nella follia dell’onnipotenza e poi via, lontani nella densa nebbia, inoltrandoci in una foresta spettrale di alberi metallici, l’aria √® velenosa e i rami arrugginiti che emergono sulla superficie¬† delle acque melmose rendono la realt√† distorta, The Ghostly Forest. Ma l’apoteosi del surreale la si raggiunge con A Whale and the Hunter, un’alienante caccia in cui l’esito √® dubbio ma l’epilogo √® chiaro, un suono di campane saluta il ritorno del cacciatore; ma chi √® il cacciatore? Chi √® la balena? Forse il cacciatore √® l’umanit√†, sempre in cerca di un’irraggiungibile balena bianca, che troppo spesso ed erroneamente, chiamiamo felicit√†, e che, di conseguenza, eravamo, siamo e saremo sempre in viaggio, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi modo, senza per√≤ mai raggiungere la meta.
Particolare, emozionante, allucinante e surreale…..ed √® solo il primo.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio complessivo : 8,5/10

Tracklist

1 ‚Äď In Universe You Cannot Scream
2 ‚Äď Losing My Grip of Sense and Normality
3 ‚Äď The Time Traveller
4 ‚Äď Rituals For Life and Death
5 ‚Äď Impossible Ways of Eternity
6 ‚Äď The Ghostly Forest
7 ‚Äď A Whale and the Hunter

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