mercoledì, novembre 22, 2017 20:13

Dark Buddha Rising – Dakhmandal (2013)

Se pur rimanendo nel mondo dell’estremo, si avesse voglia di una pausa contemplativa e meditativa, a cui poter inserire un sottofondo musicale, questo quinto full length dei finnici Dark Buddha Rising, sembrerebbe il più azzeccato. Ben lungi dal rappresentare distruzione e devastazione, se non dell’anima, Dakhmandal, 1 ora e 21 minuti di Sludge/Doom Metal, sembra indirizzato ad un pubblico più maturo, in cui la violenza o la forza fisica passano in secondo piano, per lasciare spazio alla propria evoluzione mentale, allo studio approfondito di un mondo occulto in cui le sonorità raggiungono livelli altissimi di oscurità avvalendosi di schemi psichedelici e ritualistici. Quasi assente la parte vocale, le rare volte in cui la si ascolta, sembra mettere in evidenza la parte più legata a un culto oscuro e malevolo, in qualsiasi caso, sembrerebbe usata più come strumento aggiunto che come voce in quanto tale. Disco molto particolare, in cui quello che conta è lasciare libertà alla mente di spaziare, di pensare, di meditare, di raggiungere quel Nirvana che è presente anche nel lato Sinistro, non pretendendo di essere ascoltato consecutivamente, anzi, relegandosi a quei momenti in cui è la mente a volere il suo spazio, quindi, adatto ad un pubblico più cerebrale e meno terreno.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio complessivo : 8/10

Tracklist

1. D
2. K
3. H
4. M
5. N
6. L

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