lunedì, novembre 20, 2017 13:26

Crystalium – Doxa O RevelatioN (2007)

In questi ultimi anni la Francia è senza dubbio uno dei fulcri della scena Black Metal europea e internazionale, proponendo un underground che ci regala diverse bands di ottima qualità e con una predilezione particolare per i temi e le sonorità legati agli ambienti dell’ NSBM.
I Crystalium sono ultra nazionalisti, cantano in francese, ma, per quel che mi riguarda, non li considererei proprio NS, il perché è riconducibile al fatto che le loro liriche e i loro temi non si finalizzano al solo nazionalismo, vanno ben oltre, si scagliano contro il radicalismo e l’elitarismo, cercano un confronto fra l’uomo e la religione, per ovvi motivi, visto in modo tragico e blasfemo e, non ultimo, nei loro testi si parla anche di filosofia.
Ritornando ad un discorso legato alla musica e a questo disco, il primo elemento che viene evidenziato è l’accrescimento dello stile e della padronanza tecnica degli strumenti, il secondo è l’influenza Death, non quella brutale e compatta ma quella più tecnica ed elegante.
Un pregio, o un difetto, di questo disco è il suo non facile ascolto, vario e intricato nella sua trama, ha bisogno di essere riascoltato più volte perché lo si possa comprendere e apprezzare nella sua complessità.
L’album si apre con una pomposa e tremenda intro, l’ira di Dio annunciata da cori tanto celestiali quanto potenti e poi via con le sfuriate e il riconoscibilissimo scream di Kra Cillag che segue e accompagna ogni singola nota senza mai perderne una.
Quale migliore descrizione sonora può illustrare le virtù artistiche e la conseguente follia che prendono origine da una bella bevuta d’Assenzio se non questa A l’Absynthe, A l’Extreme.
Discipline Nation Negative, chitarre che stoppano e ripartono, continue mutazioni di tempo di batteria….di questo si parla quando si usa il termine tecnicismo sopra la media.
Doxa O Revelation, “chaque empire a sa chute, son firmament aussi”, ciascun impero ha la sua caduta, il suo firmamento anche, tragico annuncio di declino e di morte, il deserto dopo la caduta degli Imperi e degli Ideali, il tutto appesantito da una cappa oscura creata dall’uso intelligente delle tastiere, 8 minuti di morte, distruzione e sconfitta che si insinuano prepotentemente nella nostra mente.
Altra perla di questo disco, Propagande Cillaguienne inizia con un ritmo rallentato per poi, gradualmente e senza fretta, sfociare nelle ben note sfuriate.
Chiude il tutto A l’Origine, una voce distorta e incomprensibile che arriva da lontano, una musica celestiale, la musica della Morte che ci riconduce tutti alle origini : la più totale oscurità.
Disco complicato, diverso, evoluto.

Recensione a cura di: Blackraven

Giudizio Complessivo: 8,5/10

Tracklist

1.Doxa o revelation
2.Entrailles et univers
3.Silence, silence porteur d’honneur
4.A l’absinthe, a l’extreme
5.Passe le mot
6.Le VIieme radical
7.Discipline nation negative
8.Doxa o revelation
9.Propagande Cillaguienne
10.D. Dei la messianiste
11.A l’origine

Comments are closed.