lunedž, novembre 20, 2017 17:03

Conjuration – Funeral of the Living (Ep, 2005)

Gruppo finlandese che si forma nel 2003 e che purtroppo non √® pi√Ļ attivo.
Questo combo ha rilasciato tre lavori, in ultimo questo Ep, datato 2005.
Ma veniamo subito al succo della recensione, vale a dire le tracce presenti nell’ep, che vi commenter√≤ come di consueto con un track-by-track.
‚Äú The Proof of Sorcery ‚Äú Prima composizione e fin da subito ci si accorge della particolare proposta musicale del terzetto finnico. Splendida la loro amalgama sonora fatta di doom e black metal. Produzione che rasenta la perfezione, ritmo incalzante, strumentisti eccelsi e ottimo scream-growl. Questo gi√† dovrebbe bastarvi per dare quantomeno una chance a questo prodotto. La composizione nonostante sia un monolite di puro doom/black ha al suo interno alcune variazioni sonore. Harald Mentor¬† che si divide egregiamente tra basso e voce fa la differenza assieme al bravissimo Visa Witchcraft alla batteria, il quale non spinge pi√Ļ di tanto a livello di velocit√† (visto che nella composizione non c’√® n√© bisogno) ma che si esprime perfettamente nella partitura con grande personalit√†.
“ Creature from the Abyss “ Splendida introduzione realizzata interamente dal basso di Harald Mentor e dalla splendida chitarra di Susej che ricorda molto da vicino lo stile degli immensi Cathedral. Perfetta la prova vocale di Harald Mentor grazie ad un profondo growl che unito alla perfezione strumentale del terzetto finlandese è il perfetto anello di congiunzione per la traccia. Non mancano variazioni ritmiche, strumentali e strutturali che anche se non evidentissime ci sono e plasmano, man mano che passano i minuti, la composizione e ne accentuano la raffinatezza. Strepitosi gli inserti chitarristici.
‚Äú Funeral of the Living ‚Äú Introduzione strumentale, anche per questa composizione che √® la title-track dell’Ep, come sempre efficace e personale con un grande uso della sezione ritmica basso/batteria. Ossessivi e claustrofobici i riff di chitarra che si intersecano perfettamente nel muro sonoro ritmico del pezzo. Ottimo il growl profondo e tagliente di Harald Mentor. Sul finale del brano splendida la variazione di tempo e ritmo con susseguente fraseggio chitarristico realizzato magnificamente da Susej con accordi particolari e una perfetta distorsione.
‚Äú The Pendulum ‚Äú Basso e batteria introducono il riff portante eseguito magnificamente qualche secondo dopo dal bravissimo Susej alla chitarra. L’atmosfera √® leggermente meno opprimente rispetto alle tracce precedenti anche se rimane stabilmente nera come la pece. Non vi sono particolari variazioni di tempo o ritmo ma una grande compattezza che sopperisce perfettamente a¬† questa mancanza e poi, negli ultimi minuti il geniale¬† Susej ci stupisce ancora grazie ad uno splendido assolo ricercato, malato e,¬† allo stesso tempo, melodico.
‚Äú Out in the Night ‚Äú Base tipica doom, ampiamente intrisa di nero, come di consueto, introduce al meglio questo ultimo pezzo del lotto che √® anche il pi√Ļ corto dei cinque proposti dal combo finnico. Ottimi i riff di chitarra e i giri di basso, incessanti claustrofobici e pesanti come macigni in una parola doom, appunto. In questo muro sonoro impenetrabile si inserisce, sul finale, uno stupendo assolo di chitarra realizzato dal solito, perfetto, Susej. Molto bello anche il finale sfumato del brano.
Cosa dire di pi√Ļ?
Un disco che stupisce per la sua eleganza nera, una perfetta commistione di funereo doom e marcescente black metal.
Grande rammarico per il prematuro split di questo ottimo gruppo finlandese.
Disco originale e molto convincente.
Un epitaffio riuscito.

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 8,5/10

Tracklist

1.The Proof of Sorcery
2.Creature from the Abyss
3.Funeral of the Living
4.The Pendulum
5.Out in the Night

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