mercoledž, novembre 22, 2017 19:53

Cold Empire – From the Ashes of the Empire (2010)

Primo full-length per il duo sardo Cold Empire.
Il progetto si forma nel 2006 e nell’anno successivo realizzano l’ottimo demo …And the Cold Arrived.
Passano tre anni e finalmente possiamo ascoltare i frutti del loro duro lavoro.
Questa la formazione : Misanthrone (Daniele Pruner) (voce, testi); Valker (chitarra, basso e musica); la batteria è stata suonata dal batterista session Leendert Kersbergen.
Fin dai primi secondi non è difficile notare i netti miglioramenti tecnico-stilistici che i Cold Empire hanno apportato alla loro produzione musicale, ma procediamo con ordine dando il giusto spazio ad ogni singola traccia.
‚Äú Wasteland ‚Äú una scarica di pura violenza apre al meglio l’album grazie ad un drumming incredibile ad opera del session member¬† Leendert Kersbergen. Dopo pochi secondi entra in scena l’ottimo scream di Daniele Pruner alias¬† Misanthrone. Nella traccia vi sono svariati cambi ritmico-compositivi dell’ottimo Valker anche se il brano rimane sempre molto tirato e potente. L’amalgama tra la struttura del brano e la voce in scream¬† risulta molto efficace. Ottima traccia che mette in chiaro fin da subito i miglioramenti e gli intenti del combo sardo. Splendida fusione di black metal tirato, potente ma anche molto tecnico.
‚Äú Nocturnal Sea ‚Äú Anche la seconda composizione del lotto √® particolarmente violenta e tirata. Parte subito alla grande con una solida base ritmica e con uno scream eccelso di Misanthrone. A ridosso del primo minuto la base strumentale, abilmente realizzata da Valker, rallenta leggermente; questa alternanza tra violenza estrema e placidi istanti sinfonico-melodici sar√† la chiave di volta del brano. Splendido contrasto fra il black metal estremo, al confine col death e meravigliosi intarsi melodici. Nella seconda parte del brano da notare soprattutto l’ottima prova alla batteria di Leendert Kersbergen.
‚Äú Toward the Eternal Silence ‚Äú Apertura molto particolare per questo terzo brano, fin dai primi secondi, infatti, troviamo tutte le caratteristiche del tipico Cold Empire sound. Ritmi serrati abilmente alternati a stacchi melodici. Ottima la performance vocale di Daniele Pruner; molto buona la costruzione strumentale di Valker; cos√¨ come determinante risulta l’apporto del batterista session¬† Kersbergen. Meravigliosi gli inserti chitarristici che donano alla composizione quel pizzico di melodia malinconica in pi√Ļ che non guasta mai.
‚Äú Of Woods and Trees ‚Äú in questa traccia veniamo sommersi da uno straordinario riff portante che disegna meravigliosamente l’incedere melodico della traccia. Splendide le partiture di chitarra, basso e batteria; ottima la prova vocale di¬† Misanthrone che chiude in maniera perfetta il cerchio. Di sicuro, per impatto e violenza √® la traccia pi√Ļ ‚Äúaccessibile‚ÄĚ dell’intera release, le altre tracce precedenti sono costellate da punte di estrema violenza (sempre mista ad abilit√† tecnico-melodica) di difficile ascolto per chi si avvicina alla prima volta al genere. Tutto questo fino alla met√† del brano, nella seconda parte del brano veniamo invasi da una violenza incredibile accentuata dall’ottimo drumming del session¬† Leendert Kersbergen e da uno scream ruvido e convincente.
‚Äú Storms will rise ‚Äú Traccia di assoluta violenza, magistralmente eseguita dal combo italiano. Splendida la tessitura di Valker, la batteria del session Kersbergen e l’ottima prova vocale di Misanthrone. Durante lo scorrere del brano non mancano rallentamenti improvvisi e cambi di ritmo che alimentano la longevit√† del brano. La parte del leone la fa lo scream di Misanthrone, vera arma in pi√Ļ in questa composizione. Violenza pura tramutata in musica, ottima perla che risplende di nero pece.
‚Äú Forest of Hate¬† ‚Äú L’ultima traccia del lotto lascia intravedere un’altra anima del combo italiano grazie ad uno stile completamente differente, soprattutto nell’introduzione iniziale dove troviamo delle splendide partiture rarefatte, sulfuree che donano ulteriore atmosfera e pathos all’album. La ripartenza black metal presente dopo questa parentesi iniziale √® travolgente. Durante lo scorrere del brano non mancheranno variazioni stilistiche cui il gruppo sardo ci ha abituato costantemente nel corso di tutto l’album. Splendida la prova ritmica di batteria, basso e chitarra (quest’ultima con pregevoli inserimenti melodico-malinconici da brividi); chiude magnificamente il tutto l’ottimo scream di Misanthrone. Molto bello il finale sfumato con la voce in scream di Misanthrone che termina in riverbero. Ulteriore perla in un album costellato da sei splendide, lunghe, tracce impregnate di nero pece.
In conclusione, dopo l’ottimo demo d’esordio, i Cold Empire stupiscono ancora, realizzando alla grande il loro primo full-length.
Disco consigliato in particolar modo agli amanti delle sonorità grezze, feroci ma che non cadono mai nella banalità.
All’interno del disco vengono ben messe in evidenza le due anime del combo nostrano; da un lato la melodia, dall’altra la violenza estrema. Connubio apparentemente inconciliabile che i Cold Empire fondono alla perfezione attraverso tutto l’album.
Ottimo lavoro ragazzi!

Recensione a cura di : Darkthrone85

Giudizio Complessivo : 8/10

Tracklist

1.Wasteland
2.Nocturnal Sea
3.Toward the Eternal Silence
4.Of Woods and Trees
5.Storms will rise
6.Forest of Hate

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