sabato, novembre 18, 2017 13:44

Celtic Frost – Vanity/Nemesis (1990)

Dopo il vero e proprio errore del precedente Cold Lake per i Celtic Frost iniziò quel anche può essere definita la fase finale della loro carriera, almeno per la prima parte.
Difficile rialzarsi da un crollo simile, ma soprattutto difficile riuscire a stare dietro alle orde di metallari che durante il 1990 vengono a contatto con il nascente movimento Norvegese del Black Metal, un ostacolo troppo grosso.
In questo clima teso e grigio esce l’ultimo disco prima della loro recente reunion, intitolato Vanity/Nemesis.
Effettivamente già a partire dal titolo si può riscontrare un passo indietro, verso un concept più esoterico ed ermetico, che gli si addice in sostanza.
La band forse cosciente del proprio errore decide di tornare sui suoi passi, sfornando un album sicuramente più convincente di Cold Lake, ma per forza non al livello dei primi due dischi seminali.
La musica torna ad essere più dura e cervellotica, le chitarre riacquistano più sostanza e dinamismo, ma quello che continua a mancare è quella intuizione vincente.
Oggettivamente canzoni come Wings Of Solitude, The Restless Seas e Nemesis non sono brutte canzoni, ma non reggono pienamente il confronto con il loro passato.
Ottime invece per assurdo le cover di Herpes (David Bowie) e This Island Earth (Bryan Ferry), a dimostrazione di un gruppo che ancora risente di una precedente contaminazione Glam.
Solo per i fans.

Recensione a cura di: BurdeN

Giudizio Complessivo: 6/10

Tracklist

1.The Heart Beneath
2.Wine In My Hand (Third From The Sun)
3.Wings Of Solitude
4.The Name Of My Bride
5.This Island Earth (Bryan Ferry Cover)
6.The Restless Seas
7.Phallic Tantrum
8.A Kiss Or A Whisper
9.Vanity
10.Nemesis
11.Heroes (David Bowie Cover)

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