sabato, novembre 18, 2017 19:37

Celtic Frost – Monotheist (2006)

Dopo sedici lunghissimi anni fanno nuovamente ritorno in mezzo a noi.
I Celtic Frost si sono riuniti per dare alle stampe il vero e unico erede di Into The Pandemonium, e vi giuro con molta franchezza che tutto potevo aspettarmi da loro, tranne questo Monotheist, un vero e proprio monolite alla disperazione, alla claustrofobia e all’arte Nera.
Il disco si articola lungo delle litanie molto lente, spesso e volentieri sfocianti in territori Doom Metal, ma le atmosfere e gli stati d’animo che ne conseguono sono ferali, non si respira, è tutto affogato in un buio primordiale, un inverno nucleare estremamente denso e plumbeo.
Inutile anche soltanto suddividerle queste undici perle nere, perché danno il meglio di loro proprio nella compattezza, nell’essere unite.
Forse uno strappo alla regola è il caso di farlo, ed ecco quindi Ground, Obscured e Triptych: Synagoga Satanae, e ne ho citate soltanto tre, quelle più criptiche e distorte, che riconsegnano alle masse una band capace finalmente di intendere e di volere.
Bentornati.

Recensione a cura di: BurdeN

Giudizio Complessivo: 8/10

Tracklist

1.Progeny
2.Ground
3.A Dying God Coming Into Human Flesh
4.Drown In Ashes
5.Os Abysmi vel Daath
6.Obscured
7.Domain of Decay
8.Ain Elohim
9.Triptych: Totengott
10.Triptych: Synagoga Satanae
11.Triptych: Winter (Requiem, Chapter Three: Finale)

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