sabato, novembre 18, 2017 00:44

Celtic Frost – Into The Pandemonium (1987)

Il secondo disco dei Celtic Frost è per certi versi ancora più importante dell’esordio, perché il primo album era una anticipazione di quello che sarebbe stato il Black Metal mentre questo Into The Pandemonium può considerarsi tranquillamente il primo esempio di Avantgard, etichetta che oggi piace tanto attaccare a quelle bands, spesso Black Metal, che decidono di intraprendere particolari evoluzioni, giusto per citarne alcune Acturus, Solefald e Ulver.
Rispetto all’esordio qui dentro è possibile trovare arrangiamenti più complessi e azzardati, come violini, parti che escono tranquillamente dai territori tipicamente Metal, ma tutto ciò con una naturalezza disarmante.
Altrimenti come spiegare la prima canzone Mexican Radio, che è una cover degli Wall Of Voodoo, forse il complesso più lontano dal concetto di Rock duro che possa esistere sulla terra. Il resto anche non è da meno, ma la capacità dei Celtic Frost è quella di compattare il tutto facendo evitare quel fastidioso senso di dispersione.
Mesmerized, Inner Sanctum e anche Caress Into Oblivion sono canzoni malate, dagli andamenti perversi e particolari, che tanto influenzeranno il Black Metal.
Da qui in poi la band si perse addirittura in territori Glam Metal, e questo la dice lunga della totale assenza di barricate in fatto di evoluzione e ricerca sonora da parte dei Celtic Frost.
Disco seminale.

Recensione a cura di: BurdeN

Giudizio Complessivo: 9,5/10

Tracklist

1.Mexican Radio (Wall of Voodoo Cover)
2.Mesmerized
3.Inner Sanctum
4.Sorrows Of The Moon
5.Babylon Fell
6.Caress Into Oblivion
7.One In Their Pride (Porthole mix)
8.I Won’t Dance (Elder’s Orient)
9.Rex Irae (Requiem: Overture – Fourth Version)
10.Oriental Masquerade

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