domenica, ottobre 22, 2017 10:07

Archive for the ‘Recensioni : Dischi Black Metal Stranieri’ Category

…And Oceans – A.M. G.O.D. (2001)

mercoledì, ottobre 14th, 2009

Questo disco degli …And Oceans è stato per me una rivelazione.
Da band mediocre quanto sciatta con il loro (ex) Black Metal trito e ritrito, questo lavoro,  li ha portati ad essere una band con la spina dorsale di acciaio, forti di una personalità e di una originalità all’epoca fuori dal comune.
Sgombro subito il campo da spiacevoli errori, una buona parte del loro stile è rimasta ancorata al Black Metal, e le sfuriate ritmiche inserite in brani come Esprit De Corps Lyrics e Intelligence Is Sexy parlano chiaro.
Allora cosa è che cambia, qual’è stato il fattore che li ha fatti distaccare dalle loro prime (scialbe) prove discografiche?
Semplice, l’inserimento in sede di arrangiamento, e non solo, di tutto quell’immaginario Industrial/Elettronico che all’inizio del nuovo millennio sembrava andare tanto di moda.
La fusione è stata praticamente perfetta, tutto è bilanciato e distruttivo.
Un grande lavoro fu svolto in studio di registrazione per riuscire a dare un equilibrio stabile fra la componente prettamente Metal e quella più sperimentale.
I paragoni con i vari The Kovenant e i MayheM (geniali e inarrivabili) di Grand Declaration Of War si sprecano, ma questo AM GOD ne risulta sempre e comunque superiore.
Tutte le melodie risultano vincenti al primo impatto, e questo in un territorio come quello del Metal estremo non mi pare affatto poco.
Veramente bello.

Recensione a cura di: BurdeN

Giudizio Complessivo: 8/10

Tracklist

1. Intelligence Is Sexy
2. White Synthetic Noise
3. Tears Have No Name
4. Esprit De Corps
5. Odious & Devious
6. Of Devilish Tongues
7. Postfuturistika
8. TBA In A Silver Box
9. New Model World

…And Oceans – Chypher (2002)

lunedì, ottobre 12th, 2009

Li avevo lasciati e vi avevo lasciati con il precedente A.M.G.O.D., un album che segnò un punto di evoluzione terremotante, visto che si passò da un Black Metal sinfonico ad uno più cibernetico ed industrialoide, tra l’altro un percorso evolutivo egregiamente eseguito.
Ma è con questo Chypher che gli …And Oceans fanno il botto definitivo.
Chyper riprende la lezione del disco precedente per estremizzarne i contenuti, da una parte la componente Metal, o Metal estremo come volete voi, che fra l’altro nelle vocals mantiene ancora una base Black Metal, e dall’altra tutta la struttura Electro che finalmente può esplodere in tutta la sua potenza.
Inutile anche citare le canzoni, a dire il vero molto eterogenee fra di loro, ma per dovere di cronaca impossibile non chiamare in causa Angelina: Chthonian Earth: Her Face Forms Worms e Aphelion: Light Evanescence: Into Extinction (da notare l’amore per i titoli corti e concisi…).
Molto interessante (forse anche più del contenuto musicale in sé) il concept lirico, un mix perfetto fra disagio urbano, deliri chimici e tanta lucida follia.
Inutile a questo punto anche dire che quelli che hanno apprezzato la svolta della band continueranno ad apprezzarli.

Recensione a cura di: BurdeN

Giudizio Complessivo: 8/10

Tracklist

1.Fragile: Pictures Of Silence: Melting The Skies
2.Picturesque: Cataclysm Savour: And The Little Things That Make Us Smile
3.Angelina: Chthonian Earth: Her Face Forms Worms
4.Halcyon: The Heavy Silence: In Silent Rain
5.Aphelion: Light Evanescence: Into Extinction
6.Opaque: The Morning I Woke Up Dead: Today Is The Day
7.Aphid: Devil Flower: Fruits Of Lunacy
8.Voyage: Lost Between Horizons: Eaten By The Distance
9.Catharsis: End Of Organisms: Absolute Purification Of Sins
10.Silhouette: In White Rooms: Vacant Bodies
11.Comatose: The World Amnesia: Planet Dead
12.Debris: The Magenta Harvest: Liquid Flesh
13.Nail: An Odyssey In Flesh: Celebrate The New Skin

…And Oceans – The Dynamic Gallery Of Thoughts (1998)

lunedì, ottobre 12th, 2009

…And Oceans atto primo, e chi se lo sarebbe mai aspettato che qualche disco dopo sarebbero diventati una eccellente macchina androgina in bilico fra Black Metal e Industrial?
Nessuno credo, soprattutto alla luce di questo esordio discografico caratterizzato da un Black Metal melodico formalmente ineccepibile, ma con nessuna cosa nuova da dire.
La band paga una sorta di tributo ai primi Dimmu Borgir, o meglio a tutto il lato melodico/sinfonico della musica nera.
The Dynamic Gallery Of Thoughts non è un brutto disco, anzi è il classico esordio, difficile chiedere di più, ma in Finlandia in quel periodo usciva sicuramente di meglio, anche se tutto sommato canzoni come The Room Of Thousand Arts e Je Te Connais Beau Pasque non sono male.
Come già detto ad inizio recensione questo album è stato soltanto il trampolino di lancio verso qualcosa di diverso e non facilmente catalogabile, intuizione che viene avvalorata dal fatto che già dal secondo disco iniziarono ad emergere piccole deviazioni stilistiche.
Un esordio in sordina per dirla breve.

Recensione a cura di: BurdeN

Giudizio Complessivo: 6/10

Tracklist

1.Trollfan
2.The Room Of Thousand Arts
3.Som Öppna Böcker
4.Je Te Connais Beau Pasque
5.Mikrobotik Fields / Uråldrig Saga Och Sång
6.Samtal Med Tankar – Halo Of Words
7.September (När Hjärtat Blöder)
8.Kärsimyksien Vaaleat Kädet

1349 – 1349 (Ep, 2001)

lunedì, ottobre 12th, 2009

Dopo il primo demo del 1998 e il secondo, Chaos Preferred del 1999 ecco uscire nel 2001 questo primo lavoro “ufficiale”.
Ep che vede la partecipazioni di alcuni tra i migliori musicisti della scena norvegese e non solo.
Ravn alla voce ha uno scream spaventoso e può vantare pochi eguali, Frost alla batteria è un simbolo, un mito intramontabile e anche in questo Ep ci delizia come solo lui sa fare. Per non parlare degli altri musicisti, validissimi come i due già citati sopra.
“ End of All “ E’ la prima traccia del lotto. Rumori di tempesta in sottofondo, con un rintocco di campane che si fanno sempre più funeree e finalmente, dopo una trentina di secondi parte il primo accordo di chitarra che appare  trascinato e di chiaro stampo doom. Dopo questa introduzione finalmente si può ascoltare lo scream incredibile di Ravn, come sempre perfetto. Dopo un minuto e venti di stasi, arriva la mitraglia umana denominata Frost, che dietro le pelli scatena l’inferno e fa sobbalzare di violenza, precisione e velocità il brano. Tutto ad un tatto dalla quiete siamo in piena tempesta. Incredibili i blast-beat dello storico drummer norvegese che fa sezione ritmica praticamente da solo. A metà brano c’è una piccolissima pausa cui segue una ripartenza bruciante, proprio grazie all’incredibile drumming di Frost. Dopo questa autentica furia della natura vi è una pausa e una ripartenza che ricorda molto la prima parte del brano, con riff chitarristici lenti e funerei. Ma dura solo poco, dopodiché riparte la furia delle ritmiche serrate e della sezione ritmica con un ottimo uso del basso e soprattutto della batteria che fa reparto da sola. D’altra parte dietro le pelli c’è Frost che non è certamente il primo arrivato e si sente parecchio.
“ Antichrist Warzone “ La seconda composizione parte e subito si capiscono le linee guida del pezzo. Si può dire fin da subito che questo brano è il naturale proseguimento del primo. Ottimi gli inserti chtiarristici che disegnano ritmiche abrasive. Come sempre immenso alla voce il lavoro di Ravn con il suo marcissimo e oscuro scream. L’andamento del brano è un mid-tempo che dopo soli quaranta secondi si trasforma completamente, con una piccola pausa e classica ripartenza schiacciasassi ad opera dei blast-beats di Frost. Quando si dice devastazione sonora.  Durante tutto il pezzo ci sono questi cambi di ritmo e tempo costanti. Ottimo pezzo.
“ Chaos Within “ Da subito parte in maniera classicissima, puro black metal norvegese di altri tempi. Per ritmiche, ritmo forsennato e “freddezza” sembra quasi di ascoltare i mitici e intramontabili Immortal del primo periodo. Eccellente il drumming di Frost, così come tutta la sezione strumentale. Ma la cosa che colpisce maggiormente è la voce di Ravn, un autentico corvo nero che sputa nelle orecchie degli ascoltatori la sua verità. Splendidi i suoi scream vocals prettamente in tema con la parte strumentale del brano. Composizione che si mantiene su tempi elevati praticamente per tutta la sua durata. Incredibili i blast di Frost, ma ovviamente non fanno notizia. Ottimi anche gli inserti chitarristici di stampo thrash metal che assieme all’incredibile lavoro del drummer completano e rendono ancor più pregevole  e vario l’intero brano.
“ The Usurper “ Una cover degli immensi Celtic Frost, registrata dal vivo, chiude questo ottimo Ep. La qualità di registrazione è ovviamente raw. Ravn si divide in questo brano tra batteria e voce ed esegue il pezzo a meraviglia. Ottimo drumming preciso e tagliente, così come straordinaria la prova vocale che ricorda veramente in modo impressionante l’originale. Ottimi anche i chitarristi Archaon e Tjalve  e il bravissimo Seidemann al basso. Ma Ravn rimane incredibile per l’ottima performance di insieme su tutto il disco, ma in particolare su questo ultimo brano. Ottimo l’assolo chitarristico presente nel brano. Ultima perla che suggella il tutto magnificamente.
Ottimo Ep che spiana la strada ai grandi full-lenght che seguiranno negli anni a venire.
Grande primo ep ufficiale, ottima anche l’idea della cover finale, per altro coverizzare come hanno fatto loro i, miti, Celtic Frost non è cosa da tutti.

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 8/10

Tracklist

1.End of All
2.Antichrist Warzone
3.Chaos Within
4.The Usurper (live) (Celtic Frost cover)