marted, novembre 21, 2017 09:58

Carpathian Forest – Black Shining Leather (1998)

“Black Shining Leather  “ title-track introdotta da rumori vari che durano anche troppo. Poi, finalmente, arriva l’incedere violentissimo della batteria (grande prova di Lazare) e la voce indemoniata in scream di Nattefrost. Poco dopo una sfuriata assassina, ecco il cambio di tempo, grande Nordavind alle chitarre che si alterna con Nattefrost tra a chitarre e basso. Ottimo l’arrangiamento dell pezzo con Lazare che detta il tempo dietro il drumset. Devastante il lavoro chitarristico, di spessore tecnico l’assolo presente nel pezzo. Si inizia alla grande grazie a quest’ottima composizione.
“ The Swordsmen “ si prosegue a tavoletta con quest’altro pezzo. Riff efficaci e veloci. Ottimo come sempre Nattefrost, sia dal punto di vista strumentale che dal punto di vista vocale, molto buoni i giri di basso con la batteria a fare da (grande) contorno al tutto e a dettare i ritmi. Efficaci e personali gli stacchi e le ripartenze create. Grande utilizzo di riff assassini e di giri di basso molto tecnici. Stupendo lo stacco melodico, realizzato con degli ottimi synth, molto efficaci. Poi la composizione ritorna su lidi estremi ma il tappeto sonoro rimane melodico-classicheggiante grazie ai synth di cui parlavo prima.
“Death Triumphant “ si tira un po’ il fiato con questa composizione più lenta delle precedenti, almeno come incedere. I riff di chitarra e basso si intrecciano alla meraviglia supportati egregiamente da una grande prova ritmica del batterista.. Arriva poi a troneggiare su tutto l’assassino scream-vocals di Nattefrost. Avvincenti gli stacchi e i cambi di tempo, numerosi e ben assortiti.
“Sadomasochistic” traccia oramai divenuta di culto, a tutti gli effetti, tra le più richieste anche dal vivo. A ben sentire su questo full c’è di meglio. Ma la traccia è molto coinvolgente. I riff si intrecciano e formano un muro sonoro potente. Voce tiratissima di Nattefrost. Notevole il cambio di ritmo e stile che spinge il brano verso un classico black metal tirato. Molto suggestivi gli stacchi e le parti melodiche, che anche se in minima parte rispetto alla violenza distruttiva della band, riescono a creare il giusto pathos.
“Lupus “ introduzione, per altro o un po’ troppo lunga, che non aggiunge molto al disco.
“ Pierced Genitalia” canzone di una violenza sonora inaudita, condita da un ritmo disumano, troppo elevato per chiunque, grande Lazare dietro il drumkit, ottimi Nattefrost e il geniale Nordavind. Grandi giri di basso, sempre molto godibili, nonostante la produzione sia marcia  (ma al punto giusto, senza togliere troppo agli strumenti). Meravigliosa la micro-pausa presente nel brano dove i musicisti fanno rifiatare un attimo l’ascoltatore rallentando per un secondo il brano per poi ripartire con un profondo black metal primitivo e tiratissimo. Gran bella traccia di puro black metal.
“In Silence I Observe “ traccia delineata da lunghissimi riff ossessivi e claustrofobici.
“Lunar Nights “ introdotta da un riff ossessivo e lugubre di chitarra, molto zanzarosa e tipicamente black. Intro che crea suspense nell’ascoltatore. Poi arriva la vocalità indemoniata di Nattefrost, ottimo l’arrangiamento molto funereo e marcio. Grandi giri di basso ossessivi. Bellissimi i continui stacchi e cambi di tempo. La traccia diviene più potente, veloce e black metal-oriented soprattutto nel finale. Uno dei migliori pezzi dell’album.
“Third Attempt “ canzone che parte con incedere black metal. Sicuramente un po’ meno di impatto rispetto alle altre, ma di sicuro ottimo il songwriting, ottimo Nattefrost come sempre, ma questa non è una novità, grande Lazare dietro il drumset, e straordinario Nordavind con un’arrangiamento perfetto.
“The Northern Hemisphere” stellare composizione. Non riesco a trovare altre parole per definirla. Introdotta da una splendida chitarra acustica che  sarà il vero tappeto musicale per tutto il brano.Ottimo il basso, grande lavoro dietro la batteria per Lazare. Incredibili atmosfere creare, arrangiamenti magistrali.
“A Forest (The Cure cover)” una cover della storica band goth, fatta in modo molto particolare, ovviamente, non propriamente goth. Traccia in crescendo, non si tratta del classico black metal ma si lascia ascoltare alla grande, un giusto tributo ad una delle più grandi band della storia della musica : i Cure di Robert Smith.
Un grandissimo cd prodotto da uno dei migliori black metal act norvegesi.
Disco che gode di un grandissimo songwriting e di una tecnica struttural-compositiva davvero notevole
Uno dei migliori album partoriti dal combo norvegese.

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 9,5/10

Tracklist

1.Black Shining Leather
2.The Swordsmen
3.Death Triumphant
4.Sadomasochistic
5.Lupus
6.Pierced Genitalia
7.In Silence I Observe
8.Lunar Nights
9.Third Attempt
10.The Northern Hemisphere
11.A Forest (The Cure cover)

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