domenica, novembre 19, 2017 21:32

Brocken Moon – Das Märchen vom Schnee (2008)

Progetto dedito ad un black metal intimo e particolare con largo sfoggio di chitarre acustiche e atmosfere malinconiche unite ad un’oscurità fuori dal comune.
Questa one-man band si forma nel 1999 e incide nello stesso anno il primo demo. Dal 1999 ad oggi questo monicker ha sfornato ben cinque demo e due full-lenght.
L’artwork del disco è emblematico e ci regala una splendida visione paesaggistica, presumibilmente tedesca.
Humanhater è l’uomo dietro al progetto. Si occupa di tutto dai testi alla realizzazione musicale di ogni singolo strumento e lo fa con un cura dei dettagli maniacale.
L’album parte con : “ I “ composizione molto lunga (la lunghezza è una caratteristica principale di questo disco, un vero e proprio viaggio in 6, lunghissime, tracce ipnotiche) il ritmo iniziale è veloce, con una drum machine tirata, delle belle linee di basso e dei riff chitarristici ispirati. La parte strumentale del brano è eseguita con una perizia tecnica fuori dal comune e con grande propensione per la melodia. Dopo i primi due minuti nel brano è presente una bella pausa, uno stacco cui sopraggiunge una ripartenza veloce e potente con una drum machine sempre più padrona della scena e dei riff chitarristici altamente evocativi. Il brano arrivato al terzo minuto cambia di nuovo. Ancora uno stacco, una pausa, con una grande linea melodica di chitarra acustica. Finalmente fa capolino anche la voce, un ottimo scream sussurrato, particolarmente emozionante. Arrivati ai quattro minuti e venti (circa) un altro pregevolissimo stacco e cambiamento strumentale che dona ulteriore longevità a questa meravigliosa traccia. Negli ultimi due minuti il ritmo e l’incedere del brano si fanno di colpo neri come la pece. Black Metal nella sua forma canzone più “alta”.
“ II  “ composizione che dopo una veloce introduzione “naturale” si sviluppa in un mood-nero progressivo. Ottimo il riff portante creato magistralmente con un’ottima chitarra acustica che disegna delicatamente i tratti espressivi del brano assieme all’ottima voce in scream sussurrato che accompagna tutto il brano. Traccia molto più corta delle altre ma che in pochi minuti rivela tutta l’essenza intimamente nera di questo progetto.
“ III “ il viaggio intrapreso con la traccia precedente continua con questa. Dopo alcune linee chitarristiche suonate in modo distorto e doom (per quanto pesanti e lente) ecco arrivare la svolta compositiva. Splendidi intrecci chitarristici che si fanno largo nel muro sonoro eretto dalla drum machine in grande stile e dei synth perfetti per stimolare ancora di più l’ascoltatore e carpire nuove chiavi di lettura per il brano. Arrivati ai primi due minuti (circa) fa capolino un ottimo assolo chitarristico realizzato splendidamente bene sia per quanto riguarda le note suonate che per la distorsione usata. Il fraseggio chitarristico va avanti per un minuto (quasi) dopodiché i synth prendono il sopravvento mentre le chitarre si sentono sempre più in lontananza e la voce, in clean ma sempre sussurrata, è la ciliegina sulla torta. Passati i primi quattro minuti la composizione cambia completamente mood e diventa di colpo molto più scura ed opprimente. Anche se non particolarmente violenta o veloce nell’esecuzione gran parte del merito di questo cambiamento va dato alla straziante voce in scream e al particolarissimo lavoro strumentale delle chitarre distorte.
“  IV “ composizione violentissima con riff chitarristici veloci ed ossessivi ed una drum machine che va su tempi veloci e tirati. Ottimo anche lo scream con vari cambiamenti di registro vocale che alternano parti depressive e strazianti ad altre malvagie. La composizione durante la sua lunga corsa varia molte volte ritmo e tempo. Uno dei cambiamenti stilistici più importanti lo troviamo verso i tre minuti quando, dopo lo stacco, vi è una ripartenza black metal con tutti i crismi del caso. Un altro stacco particolarmente riuscito è presente verso i quattro minuti. Dove troviamo la struttura compositiva rallentata e atmosferica e la voce si fa sussurrata ed evocativa  (pur rimanendo in scream).
“  V “ uno splendido riff portante, eseguito da una chitarra acustica, traghetta la composizione verso lidi emozionali ed atmosferici. La parte strumentale è nera come la pece ma suonata con estrema eleganza e delicatezza dal geniale  Humanhater che programma alla grande la drum machine perfettamente in tema con le composizioni e mai fuori luogo. Ottimi anche i synth che impreziosiscono non poco la ricercatezza strumentale del brano. La voce è eseguita in uno scream lacerante particolarmente depressivo. La prima parte della composizione finisce qui. Quando si arriva a tre minuti il brano cambia radicalmente; la drum machine si fa violentissima e potente così come i riff chitarristici particolarmente taglienti, freddi e veloci. I synth suggellano la composizione al meglio donando la giusta dimensione ambient al tutto. La voce presente in quest’ultima parte è in scream classico e potente. Altra perla nera.
“ VI  “ eccoci giunti alla fine di questo meraviglioso viaggio oscuro con questa outro strumentale della durata di ben venti minuti e passa. Humanhater disegna uno splendido riff acustico portante e su di esso costruisce una bella melodia sorretta anceh da synth e da una seconda chitarra che sopraggiunge per dare ancora più peso alla parte ritmica. Traccia ipnotica che ha però come contro il fatto di essere un po’ troppo lunga e ripetitiva.
Grandissimo disco che conferma tutte le solidissime qualità espresse dal geniale Humanhater anche nel precedente full, datato 2006.
Onore a Humanhater che è riuscito a partorire un disco splendido.

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 9/10

Tracklist

1.I
2.II
3.III
4.IV
5.V
6.VI

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