sabato, novembre 18, 2017 19:35

Borknagar – Universal (2010)

Ritornano i geniali Borknagar e ancora una volta dalle loro fervidi menti creative esce fuori un gioiello musicale raro.
La produzione è targata Indie Recordings.
Il gruppo si forma nel 1995 a Bergen, in Norvegia e dall’anno successivo, grazie all’omonimo album Borknagar iniziano a mietere successi fondendo alla grandissima black metal, viking progressive e splendide partiture folk.
Questa la line-up del combo per Universal : Vintersorg (Andreas Hedlund) – voce, cori; Øystein Garnes Brun – Chitarre acustiche ed elettriche; Jens F. Ryland – Chitarra solista; Lazare (Lars Nedland) – tastiera, grand piano, organo hammond, cori; voce principale in “Fleshtower”, batteria su Fleshtower; Tyr (Jan Erik Torgersen) – basso ad otto corde; David Kinkade – batteria; percussioni.
E c’è anche uno special guest d’eccezione nel disco; special guest che ha militato in precedenza nella band. Si tratta di I.C.S. Vortex (alias Simen Hestnaes) impegnato alla voce nel brano “My Domain”.
Il disco è stato rilasciato in quattro formati differenti : cd jewelcase standard; edizione limitata digipack (include un bonus cd multimediale); Cd box con vari extra; Doppio vinile gatefold.
La registrazione e il missaggio di Universal sono stati fatti al Toproom Studio situato in Lunner, Norvegia.
La produzione è stata fatta dagli stessi Borknagar.
Tutti i testi sono stati scritti da Øystein G. Brun con le eccezioni di “Reason” e “Fleshflower” scritti da Lars A. Nedland; “Abrasion Tide” scritta da Vintersorg.
Tutte le musiche sono state scritte da Øystein G. Brun con l’unica eccezione “Fleshflower” scritta da Lars A.Nedland.
“ Havoc “ prima traccia che ci apre le porte al Mondo occulto dei norvegesi Borknagar.  Øystein Garnes Brun disegna con pregevoli chitarre acustiche una partitura struggente. Dopo qualche secondo il resto del combo lo segue con una partecipazione strumentale massiccia. Superato il primo minuto sentiamo direttamente nel vivo del brano grazie alla performance strabiliante di un Vintersorg particolarmente ispirato. Splendido lo scream così come l’incedere battagliero del brano. Meravigliosi gli inserimenti chitarristici presenti nel brano. Da pelle d’oca lo stacco presente dopo il secondo minuto. La voce di Vintersorg diviene clean e molto evocativa. Nella traccia troviamo un numero incredibile di cambi di tempo e ripartenze incredibili. Superato il quarto minuto possiamo ascoltare uno splendido tappeto sonoro realizzato da  Lazare al piano mentre la composizione si sposta verso lidi trasognanti e allo stesso tempo epici. Ennesima prova dell’immenso talento geniale del combo norvegese.
“ Reason “ La seconda traccia si apre con uno splendido arpeggio chitarristico seguito dalla portentosa voce di Vintersorg. La traccia si sviluppa nel classico marasma sonoro perfetto ed elegante che è il vero trademark del gruppo norvegese. Splendida la voce di Vintersorg tra scream e clean. A ridosso del secondo minuto torna una partitura chitarristica interessante, melodica, assieme ad un organo hammond fenomenale che fa da tappeto. Come sempre, a dir poco pregevoli, gli inserimenti chitarristici. Dietro la batteria prova magistrale di  David Kinkade. La costruzione sonora è incredibilmente ricca di partiture tecnicamente ineccepibili.  Øystein Garnes Brun torna ad essere l’assoluto protagonista del brano, quando, a ridosso del quinto minuto con la sua magistrale tecnica chitarristica scrive un formidabile fraseggio costruito su una fitta trama ritmica di basso e tastiera. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un capolavoro perfetto. Elegantissimo l’organo hammond.
“ The Stir of Seasons “ Ancora una volta una splendida introduzione strumentale realizzata con un mix perfetto di basso armonico, batteria, chitarre. La struttura ritmica portante del brano è di una bellezza incredibile e trasporta l’ascoltatore verso terre meravigliose e ignote. Superato il primo minuto e mezzo troviamo la splendida voce in clean del bravissimo Vintersorg supportata da una  struttura ritmica imperiosa ma allo stesso tempo melodica e trasognante. Brano meraviglioso che aggiunge ulteriore eleganza ad un disco praticamente perfetto dalla prima all’ultima nota.
“ For a Thousand Years to Come “ Splendidi intarsi strumentali introducono il brano. Dopo pochi secondi ci ritroviamo dentro al pezzo senza rendercene conto. Splendida la voce clean di Vintersorg, così come il suo potente scream, che alterna in maniera perfetta. Meravigliosa la struttura ritmica creata sapientemente dal tastierista Lazare. L’impalcatura strumentale è realizzata in maniera perfetta da ognuno dei musicisti coinvolti nel progetto. Splendida la pausa ravvivata dalla ripartenza melodica creata con eleganti frasi chitarristiche. Lo stile compositivo del brano (in molte parti) tocca vette di nobile e puro progressive incontaminato. Capolavoro.
“ Abrasion Tide “ riff chitarristici ancestrali aprono la composizione. Dopo pochi secondi siamo immersi nella splendida tessitura ritmica del brano. L’incedere è nero come la pece, così come lo scream di Vintersorg. Nel brano non mancano cambi di tempo e ritmo che determinano tutto l’andamento dei vari brani del combo norvegese. Splendide le impalcature strumentali create dalla sapiente mente di Vintersorg che in questo caso scrive anche la musica del brano. Come sempre magistrale il cambio di registro vocale fra scream e clean. A ridosso del quarto minuto e mezzo, troviamo uno stacco magistrale realizzato interamente con due chitarre elettriche che si intrecciano in un armonioso arpeggio delicato. Superato il quinto minuto il brano cambia ancora grazie all’ennesima ripartenza destabilizzante. Splendida composizione. Ennesima perla di un disco perfetto.
“ Fleshflower “ piccolo capolavoro interpretato per quanto riguarda batteria e voce dal tastierista Lazare. Splendida la performance vocale dello stesso Lazare. Ottima la musica partorita dalla sua fervida mente, così come notevole l’intreccio strumentale proposto. Con le tastiere il geniale musicista norvegese crea delle partiture orchestrali dannatamente convincenti.
“ Worldwide “ Splendida amalgama strumentale suonata con estrema classe dal combo norvegese. La ciliegina sulla torta è lo straordinario scream di Vintersorg che spinge il brano verso lidi neri e potenti. Dopo alcuni secondi, infatti, il pezzo diviene una vera cavalcata metallica nera come la pece. Inserti chitarristici, come sempre, devastanti. Perfetti ma soprattutto suonati con una meravigliosa armonia (anche nelle frazioni distorte). Quando l’eleganza è tutto. A dimostrazione di questo, dopo i primi tre minuti e mezzo, troviamo uno stacco strumentale guidato da una chitarra elettrica che riporta il brano verso lidi onirici. Questa parte commovente del brano ci traghetterà fino alla successiva composizione.
“ My Domain “ Ultimo brano della release. Troviamo lo special-guest I.C.S. Vortex in qualità di cantante. Fin da subito possiamo godere della sua splendida voce. Ottimo il suo apporto su una composizione magnifica (come tutte le altre d’altronde) dal punto di vista strumentale. Superata la prima parte, a ridosso del secondo minuto troviamo una pausa, seguita da una ripartenza prima lenta, introdotta da splendidi intarsi tastieristici e poi completata dalla splendida voce di Vorthex che si fonde con la perfetta struttura sonora eretta dal combo norvegese. Traccia meravigliosa messa a conclusione di un album perfetto dall’inizio alla fine.
Disco strepitoso che segna il ritorno discografico del gruppo di Bergen in grande stile.
Immensa la prova corale, splendidi gli arrangiamenti così come le prove vocali.
Album da avere assolutamente.

Recensione a cura di : Darkthrone85

Giudizio Complessivo : 10/10

Tracklist

1.Havoc
2.Reason
3.The Stir of Seasons
4.For a Thousand Years to Come
5.Abrasion Tide
6.Fleshflower
7.Worldwide
8.My Domain

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