lunedž, novembre 20, 2017 13:16

Bloodcraft – Blood Moon Goatworship (Ep, 2011)

Il progetto statunitense immette sul mercato il primo lavoro discografico, un Ep auto-prodotto di quattro brani che rivela l’essenza nera del combo.
I Bloodcraft nascono a¬† Jacksonville in Florida nel 2006 e dopo vari anni di lavori “occulti” nel sottobosco nero statunitense escono finalmente alla scoperta con questo primo lavoro autoprodotto.
Questa la formazione : Enfuriatum – chitarre; Vermin – voce, basso; A.P. Kill – batteria.
Le tematiche liriche ricorrenti sono le classiche del genere : si passa dal nichilismo alla misantropia; dall’occultismo al satanismo.
Il genere musicale proposto è un classico black metal old-school particolarmente tirato e grezzo.
‚Äú Obscene Degradation of Virtue ‚Äú dopo un’introduzione horrorifica; ecco arrivare il vero fulcro compositivo del brano che piano piano, durante lo scorrere dei secondi, cerca di trasportare l’ascoltatore nell’inferno sonoro prodotto dal terzetto americano. Molto buona la struttura ritmica, la produzione totalmente grezza da un lato esalta lo strapotere delle vocals in scream, dall’altro appiattisce notevolmente il sound del combo; composizione che risulta tuttavia convincente, nonostante qualche intoppo qua e la dovuto soprattutto alla produzione troppo grezza. Notevoli gli scream vocals di Vermin.
‚Äú Servants of Shadow ‚Äú brano tirato e molto pi√Ļ corto del precedente, un’autentica badilata in pieno volto. Puro black metal sapientemente miscelato al thrash pi√Ļ marcescente e nero. Ottimo il drumming di A.P. Kill (ancora una volta peccato per la produzione che non permette di percepire ogni singolo strumento suonato dal combo). Notevoli gli scream/growl vocals, ottimi gli inserimenti chitarristici cos√¨ come l’asse ritmica basso-batteria.
‚Äú Crucifixion of God ‚Äú traccia particolarmente distruttiva che nulla aggiunge e nulla toglie a quanto fin qui proposto dal combo americano. Strapotere vocale di Vermin che fra scream e growl vocals dimostra ampiamente di trovarsi a suo agio; purtroppo la musica prodotta da batteria, chitarra e basso risulta impastata per demerito di una produzione veramente scadente. Durante lo scorrere dei minuti troviamo per√≤ un’inaspettata iniezione di longevit√† grazie alle variazioni stilistiche presenti.
‚Äú Calling Forth The Nameless Ones ‚Äú l’ultima traccia chiude in maniera prevedibile¬† il disco. Song molto tirata a met√† fra il black ed il death metal; con influenze thrash. Calderone musicale sicuramente ben suonato dal combo che purtroppo per√≤ non √® aiutato dalla produzione (eccessivamente raw).
Buon inizio per gli statunitensi Bloodcraft, spero che il progetto possa appianare le incertezze   presenti in questo debutto con i futuri lavori.
Consigliati agli amanti delle sonorità marcescenti e primitive.

Recensione a cura di : Darkthrone85

Giudizio complessivo : 6,5/10

Tracklist

1.Obscene Degradation of Virtue
2.Servants of Shadow
3.Crucifixion of God
4.Calling Forth The Nameless Ones

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