sabato, novembre 18, 2017 00:44

Blodsrit – The Well Of Light Has Finally Dried (2006)

Breve ma intensa release per gli svedesi Blodsrit che tentano di superare la sfida di comporre un intero album true norwegian black metal, rifacendosi molto alla tradizione e alla old school classica norvegese.
“Illumnious Tu” inaugura l’album iniziando lenta e sorniona, con una breve intro strumentale che cede presto il posto ai vocals cupi. Ma la vera anima della traccia inizia al secondo minuto, quando le chitarre diventano protagoniste con il loro sound scuro e a tratti grezzo, incrementando l’oscurità dell’atmosfera, già ampiamente introdotta dai lamenti di Naahz.
“Into Nothingness” si apre con un ottimo riff di Yxmarder che fa esplodere la potenza violenta e brutale dei Blodsrit, supportata da un’ottima batteria dalla rapida esecuzione, soprattutto nella parte centrale del brano. A parte un breve cambiamento di ritmo verso la fine del brano, con diversi buoni riff di chitarra, la track non spicca per creatività, diventando purtroppo in molti tratti prevedibile.
“Vid Grimnas stränder” è l’elogio ai gemiti depressivi di Naazh che, coadiuvato dalle chitarre, costruisce un aura di paranoia e disagio attorno alla traccia, diventando sempre più pesante fino al punto in cui tutto si ferma e solo una chitarra acustica rimane sola nel silenzio per mettere fine a tutto con un arpeggio.
La strumentale ”En enslig klagan” richiama dall’inizio l’acustica che avevamo lasciato sulla track precedente, creando un’atmosfera triste e inquietante, lenta ed incalzante allo stesso tempo. La traccia si fa angosciante quando vengono inseriti strani rumori di sottofondo, quasi delle urla soffocate e dei piagnistei sommessi, che terminano improvvisamente senza alcune spiegazione.
L’esordio di ”Jord” è invece al cardiopalma, grazie alle chitarre come sempre in primo piano, che creano un muro di forte impatto contro cui l’ascoltatore si trova compresso (inutile il paragone con i Dark Funeral). I vocals diventano più rabbiosi e determinati, passando da semplici lamenti introspettivi ad un growl più studiato.
”Dödsraseri – den segervissa modern” chiude l’album con un ritmo molto lento, accompagnato dai vocals sempre più sofferenti e opprimenti che confezionano una traccia misantropica, oscura ed occulta, quasi a riassumere l’idea che l’intero album ci aveva proposto.
Buon lavoro per questo combo di svedesi, che deludono tuttavia alla voce originalità. Buoni gli spunti old school e la registrazione, ma l’atmosfera rimane quella di un album decisamente organizzato a tavolino.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio complessivo: 7/10

Tracklist

1. Illumnious Tu
2. Into Nothingness
3. Vid Grimnas stränder
4. En enslig klagan
5. Jord
6. Dödsraseri – den segervissa modern

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