domenica, ottobre 22, 2017 09:52

Black Flame – Septem (2011)

Ritorna uno dei gruppi che rende la nostra penisola oscura, occulta e nera come la pece.
I piemontesi Black Flame tornano sul mercato discografico con l’album Septem, prodotto dalla Behemoth Productions e distribuito da Masterpiece.
Sette tracce, ognuna delle quali contiene un preciso messaggio esoterico, missato egregiamente dal combo nostrano, ma procediamo con ordine con qualche nota biografica.
Il combo si forma nel 1999, quando Cardinale Italo martire e Serpentrax (rispettivamente, voce e chitarra e basso della formazione) cercano un batterista, dopo molte selezioni trovano in M:A Fog il batterista perfetto.
E così parte la storia dei Black Flame, quando nel 2001, realizzano il primo Demo, intitolato Welcom, disco autorpdotto oramai diventato una vera chicca per collezionisti; segue nel 2002 il singolo From Ashes I’ll Reborn. Sempre nel 2002 è la volta del primo album, Orgiastic Funeral (puro black metal incontaminato); seguito l’anno successivo dall’album The Third Revelation. Nel 2004 è la volta dell’Ep Winds Of Flagellation contenente tracce ri-masterizzate riprese da vecchi lavori e due nuove composizioni). Sempre nel 2004 è la volta dell’album Torment and Glory, disco eccellente sotto ogni punto di vista. Nel 2006 è la volta di Conquering Purity ennesima badilata di violenza, rumore, classe e sostanza targata Black Flame. Nel 2008 esce per la  Forces of Satan Records (vi ricordo che il gruppo nostrano è stato il primo a siglare un contratto per l’etichetta di Infernus) Imperivm; disco pressoché perfetto dall’inizio alla fine. Nel 2011 è la volta di questo nuovo capitolo, Septem.
Per chi non conoscesse il gruppo e volesse andarsi a leggere qualche recensione, vi ricordo che fra le pagine virtuali della webzine, sono presenti le recensioni di tutta la discografia del gruppo nostrano realizzate dal sottoscritto.
Questa la formazione dei Black Flame per il nuovo album : M:A Fog : batteria; Cardinale Italo Martire – voce, chitarre; Serpentrax – basso.
Nell’album troviamo la collaborazione del progetto industrial death Satanismo Calibro 9; precisamente nei brani 1,4 e 7.
Il disco è stato registrato e missato da Federico Pennazzato agli Authoma Studios nel periodo gennaio-marzo 2011. La masterizzazione è avvenuta ai Massive Arts Studios, nel giugno 2011, la grafica (opera a dir poco eccellente) è stata realizzata dal geniale Niklas Sundin (Dark Tranquillity) mentre la foto del gruppo, il booklet e il layout del digipack cd (apribile, a tre ante) è opera di Eric Da Roit per Tiorad Design.
E ora, dopo la lunga, ma doverosa introduzione, veniamo alla parte più importante della recensione ovvero l’analisi delle sette tracce che compongono questo nuovo album.
“ Septem “ introduzione creata ad arte dai Satanismo Calibro 9 assieme ai Black Flame in una commistione perfetta di generi; finita questa parte che introduce l’ascoltatore nel V.I.T.R.I.O.L. del disco dove troviamo, se possibile, un’atmosfera ancor più cupa con una performance globale perfetta. Immenso M:A Fog dietro la batteria a dettare i tempi in maniera solida e precisa, splendidi gli intrecci di chitarra e basso. A ridosso del secondo minuto e mezzo arriva la voce raggelante in scream/growl di Cardinale Italo Martire a rendere il tutto ancor più brutale e nero come la pece. Perfetto black / death metal suonato in maniera ineccepibile dal terzetto piemontese impreziosito da una lirica profondamente esoterica. Composizione perfetta dall’inizio alla fine.
“ The Seventh Star “ Meravigliosa la costruzione sonora. Fin da subito possiamo notare le differenze con la composizione precedente, in questo brano i Black Flame sono su territori più black che death metal, pur rimanendo su tempi tirati e potenti. Siamo di fronte ad una completezza sonora perfetta. Ancora una volta l’atmosfera opprimente e rarefatta della morte ritorna prepotentemente in scena e la fiamma nera è più splendente che mai. Meravigliosa l’introduzione retta praticamente dal muro ritmico : basso- batteria con un lavoro incredibile di M:A Fog. Superata questa parte la composizione ritorna su lidi ancor più cattivi grazie allo strapotere vocale di Cardinale Italo Martire e alla maestosa prova strumentale di tutto il terzetto. Lirica profondamente esoterica che dona valore aggiunto al brano. Da pelle d’oca la seconda parte del brano, prima la formula gnostica in latino, poi un fraseggio chitarristico distorto a dovere e per finire una splendida cavalcata black metal in puro stile anni ’90 che chiude al meglio il brano. Chapeau.
“ Endless Duality “ introduzione strumentale, come sempre, da brividi con una sezione ritmica che definire sugli scudi è poco (immenso M:A Fog, autore di una prova egregia in tutte le tracce dell’album). Introduzione che dura per oltre un minuto e mezzo. Dopodiché la composizione cambia radicalmente diventando ancora più oscura e violenta; ottimo il finale in sfumato. Un’altra badilata di rara violenza, nera come la pece e suonata in modo sopraffino dal combo nostrano.
“ I Am The Vortex “ la traccia si apre con rumori industriali e sintetici campionati egregiamente dai Satanismo Calibro 9; operazione che, se possibile, aggiunge ulteriore bellezza e unicità al lavoro del combo piemontese. Questa parte sintetica si protrae per oltre due minuti e mezzo; la seconda parte della composizione è di una violenza assoluta con la voce di Italo Cardinale Martire e la musica trascinante del terzetto a completare l’opera con un black metal di chiara ispirazione old-school. Geniale l’ultima parte, con il ritorno prepotente dei manipolatori sonori Satanismo Calibro 9 che chiudono la traccia in una spirale industrial di rara intensità. Ennesima traccia perfetta che si aggiunge alle altre macinando ulteriore violenza e atmosfera opprimente.
“ The Morbid Breed “ dobbiamo ancora riprenderci dall’ultima parte della traccia, sintetica, horrorifica, maledettamente esoterica e mortifera ed ecco che ci troviamo di fronte l’ennesima cavalcata nera con M:A Fog che sorregge al meglio il muro ritmico con una batteria che definire letale è poco. Il terzetto risulta una vera e propria macchina da guerra pronta a mietere vittime con il loro muro sonoro impenetrabile. La voce di Cardinale Italo Martire è eccellente e interpreta una lirica perfetta anche dal punto di vista esoterico. Splendide le variazioni compositive presenti nel brano con rallentamenti e ripartenze assassine che alimentano la longevità dell’opera; ottimo al basso il lavoro di Serpentrax che, come sempre, irrobustisce il sound dei Black Flame con giri ritmici possenti e tecnicamente molto validi. Ma la parte del leone spetta comunque a M:A Fog con una prestazione da incorniciare dall’inizio alla fine, sul finale da brividi il blast-beat continuo e prepotente che annichilisce anche il batterista più blasonato.
“ Zombies Without Hunger “ la traccia più corta della release è anche quella scelta per il primo videoclip dal combo piemontese. Cavalcata nera come la morte che non lascia un attimo di respiro all’ascoltatore. Immensa la prova d’insieme con il duo M:A Fog – Cardinale Italo Martire decisamente sugli scudi; sia per la prova musicale che per quella vocale con un growl perfetto che declama un testo rabbioso e incisivo. Splendide le variazioni stilistico-compositive con rallentamenti, cambi e ripartenze di rara intensità che donano ulteriore longevità alla traccia. Meraviglioso il finale con uno splendido fraseggio distorto. Ennesimo colpo vincente in un disco veramente perfetto.
“ Matrix Of Cosmic Light “ la traccia che chiude la release è di una bellezza e di un’intensità fuori dal comune. Le parole che userò non posso minimamente bastare per rendervi conto delle potenzialità della traccia in questione. Dovete assolutamente ascoltare l’album in toto più e più volte per carpirne ogni significato ma una cosa è certa. Una volta messo nel lettore non riuscirete a smettere di ascoltarlo; vi trascinerà nel vortice nero creato dal gruppo nostrano e non vi darà pace. Composizione eccellente con una prova d’insieme perfetta; da brividi la performance di M:A Fog dietro il drumset, così come il growl di Cardinale Italo Martire ed i suoi inserimenti chitarristici malati e distorti. A completare l’opera poi, ci pensano inserti inquietanti e horrorifici dei Satanismo Calibro 9, nonché le splendide variazioni stilistiche che impreziosiscono l’opera mostrando tutta la classe e la bravura del terzetto.
La cosa che colpisce maggiormente, in maniera positiva è la coesione totale fra le tracce e la straordinaria atmosfera oscura, occulta, esoterica ma soprattutto opprimente che il disco nella sua interezza riesce a sprigionare.
Cos’altro dire dopo ripetuti ascolti e una recensione simile? Spero di avervi quantomeno incuriosito un pochino nei confronti di quello che, a tutt’oggi, per il sottoscritto è il capolavoro del gruppo piemontese.
Classe, eleganza, violenza, capacità compositiva sopraffina; rallentamenti e ripartenze brucianti : in questo disco c’è veramente tutto.
Come dicevo ad inizio recensione dovremmo essere molto fieri di avere determinate realtà nella nostra penisola.
Senza dubbio fra le migliori uscite dell’anno.

Recensione a cura di : Darkthrone85

Giudizio complessivo : 10/10

Tracklist

1. Septem
2. The Seventh Star
3. Endless Duality
4. I Am The Vortex
5. The Morbid Breed
6. Zombies Without Hunger
7. Matrix Of Cosmic Light

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