lunedì, novembre 20, 2017 13:24

Black Flame – Imperivm (2008)

I Black Flame sono un gruppo che DEVE inorgoglire l’Italia.
Reduci da dischi storici e complessi quali : Torment and Glory e Conquering Purity ritornano finalmente con il nuovo lavoro. L’attesissimo Imperivm.
La formazione è sempre la stessa e vede dietro le pelli m:A Fog, al basso Serpentrax e alle chitarre e voce Cardinale Italo Martire.
Il disco si apre con  la bellissima introduzione : “  Reqviem “ che con alcuni rumori sinistri e tecnologici mette nell’orecchio dell’ascoltatore una profonda curiosità e una certa inquietudine. Rumori industriali che a me hanno ricordato da vicino gli Einsturzende Neubauten  (ma, solo per questo noise profondo scaturito da questa primissima traccia, perché poi parliamo di black metal classico e solido).
“ Imperivm  “ la title-track di questo disco è un crogiolo perfetto di black metal e tinte di death metal quasi Behemothiano veramente devastante! La batteria di m:A Fog è qualcosa di incredibile. Suona con una naturalezza incredibile delle partiture molto veloci e difficili. Grandioso il lavoro al basso di Serpentrax che dona maggiore potenza al suono del gruppo. Cardinale Italo Martire  invece si divide tra riff chitarristici epici e violentissimi scream \ growl vocals incredibilmente rabbiose ed efficaci. Ottima la pausa, con lo stacco di tempo presente dopo il primo minuto (più o meno) e che vede il basso e la batteria alternarsi magnificamente dopodiché si riparte con un pezzo leggermente meno tirato. Ottime le vocals graffianti e rabbiose di Cardinale Italo Martire che disegna anche con la chitarra degli ottimi riff. Spettacolari soprattutto gli innesti e i cambi di tempo creati da m:A Fog che suona in modo estremamente distruttivo e decide, quand’è ora, di tornare a picchiare duro. Infatti verso gli ultimi minuti la composizione cambia di nuovo stile e ritmo con una batteria in blast perfetta. Ottimi come sempre i riff e i giri di chitarra e basso che si amalgamano alla perfezione formando un muro sonoro di pura perfezione nera.
“ Ad Infera “ Introdotta da m:A Fog questo meraviglioso brano inizia in modo violentissimo. Riff chtiarristici ossessivi e ripetuti, grande uso del basso. Voce incredibile in perfetto bilico tra scream e growl. Estremamente efficace la prova di m:A Fog dietro la batteria : la suona completamente, non solo le pelli, e riesce a rimanere su livelli tecnici incredibili senza sbagliare neanche una singola partitura nonostante le folli velocità esecutive. Dopo il primo minuto e mezzo la composizione cambia totalmente con una pausa nella quale troviamo solo riff chitarristici molto distorti,  “aperti” e una meravigliosa batteria che poi diviene sempre più violenta man mano che la composizione riparte. Poi di nuovo un cambio di ritmo veramente eccezionale con un m:A Fog sempre più devastante grazie alla bruciante ripartenza. Eccellente il lavoro al microfono del bravissimo Cardinale Italo Martire. L’insieme compositivo è a dir poco stellare. Molto efficaci i vari stacchi e cambi di tempo che rendono la composizione molto longeva. Splendido il momento in cui il basso viene lasciato solo a disegnare splendidi giri armonici. La corposità prodotta dal basso di Serpentrax è tangibile in tutto il disco ma in particolare in pezzi come questo dove risulta ,ai fini compositivi, essenziale. Grandissimo pezzo, uno tra i migliori del disco. Longevo, vario e devastante.
“  Lvdvs Dianae “ Introdotta da alcuni colpi di batteria. Ecco arrivare un meraviglioso intreccio tra chitarra e basso che determina la linea ritmica principale del pezzo assieme alla meravigliosa batteria. Poi c’è uno stacco fondamentale nei primi secondi, un riff di chitarra molto più marcato, dopodiché la batteria si ferma per un secondo ed ecco la vera e propria partenza del brano. Incredibile la violenza sprigionata dal combo piemontese. La cosa che impressiona soprattutto è la parte vocale del pezzo che viene eseguita con un a furia pazzesca da Cardinale Italo Martire. Mentre la sezione ritmica di basso e batteria completano il tutto con un m:A Fog sempre più ispirato e potente. La composizione man mano che va avanti è un pugno nello stomaco, una scarica violentissima di black metal primordiale e primitivo mischiato alla brutalità del death più puro e potente.  Splendida la parte in cui si sente il feedback della chitarra di Cardinale Italo mentre vi è una pausa compositiva tra basso e batteria, subito dopo troviamo un meraviglioso assolo chitarristico sia per scelta stilistica che per note suonate. Magistrali. Una delle migliori tracce del lotto anche se, come avrete capito, è veramente difficile scegliere le migliori in un disco dannatamente perfetto.
“  The Other Face Ov Hell “ introdotta da alcuni passaggi chitarristici che si intrecciano a meraviglia con la solidissima base ritmica creata ad arte dai bravissimi Serpentrax e m:A Fog veramente incredibili nel tenere il ritmo e creare il muro sonoro possente e impenetrabile dal quale si eleva la poderosa voce del Cardinale Italo Martire sempre perfetta in equilibro tra scream e growl. A metà pezzo c’è una piccola pausa, dopodiché la ripartenza è ancora più violenta della canzone originale con una sfuriata strumentale e una foga incredibile di m:A Fog dietro il drumkit. Personalmente considero m:A Fog uno dei migliori batteristi non solo in ambito black metal, ma in generale, a livello Mondiale. Non da meno basso chitarra e voce. Sempre ottimi. La composizione cambia molte volte tempo e ritmo rimanendo sempre su livelli compositivi eccellenti.
“  Black Svn Theory ”  Un black metal mischiato sapientemente a un death brutale. Questo è quello che ascoltiamo in questo brano tiratissimo. Meraviglioso il suono sapientemente prodotto e mixato. Incredibile la performance vocale di Cardinale Italo Martire che sembra essere un leggendario singer death-brutal. Il suo growl è qualcosa di incredibile. Allucinante la performance alla batteria di m:A Fog; non solo è velocissimo, ma è anche tecnicissimo. Perfetto anche Serpentrax che con il basso alimenta (e anche di tanto) la corposità del suono, irrobustendo il muro strumentale. La composizione ha però una doppia faccia. Infatti la prima parte si conclude a 3 minuti e mezzo (circa) poi c’è una grande e lunga pausa dove si può sentire solo la chitarra elettrica, suonata magnificamente da Cardinale, poi dopo una lunga serie di arpeggi “ariosi” arrivano anche batteria e basso a completare l’opera e la musica diviene una sorta di doom-tempo strabiliante. Poi dopo questa lunga parte strutturata in questo modo, vi sono delle altre pause con dei feedback chitarristici e la voce del Cardinale che è sussurrata. Una delle composizioni più complesse ed emozionanti del disco.
“  Apocalyptic Zero “ è un pezzo introdotto da una lunga serie di riff chtiarristici particolarmente coinvolgenti e da una batteria perfetta (anche se non eccessivamente veloce) l’inizio del pezzo si mantiene su un mid-tempo. Ma è solo l’introduzione in realtà, dopo il primo minuto si può ascoltare una distorsione e un riverbero chitarristico, un pedale che si accende. Ed ecco che la chitarra diviene distorta e pronta per l’azione. Spettacolare il ritmo sempre più violento e potente che man mano avvolge l’ascoltatore e lo porta direttamente nel bel mezzo del suono dei Black Flame. In uno zero apocalittico come ci suggerisce il titolo. Strepitosa performance corale del trio torinese. Composizione diretta e dura.
“  The Secret Ov Lapis Manalis “ Un meraviglioso riff apre questa che è l’ultima canzone del lotto. La furia distruttiva di m:A Fog si fa sentire sempre di più specialmente in quest’ultima traccia. Nell’introduzione è qualcosa di disumano. Cambia tantissime volte ritmo e tempo. Poi troviamo una brevissima pausa per rifiatare dopodiché si parte e si fa sempre più sul serio. Splendida la distorsione chitarristica usata. Meravigliosa la voce in growl di Cardinale Italo Martire che evoca i migliori cantati del settore pur rimanendo sempre molto personale. Immenso il lavoro ritmico di Serpentrax al basso che crea un vero e proprio muro sonoro. Meraviglioso lo stacco acustico, presente più o meno a metà pezzo, dove si possono sentire le qualità strumentali di Italo Martire. Grandioso anche con l’acustica. Poi il pezzo riparte ed è di nuovo black metal a forti tinte death. Meraviglioso il muro sonoro eretto dal gruppo. Negli ultimi secondi si riprende il tema dell’introduzione del disco. Proprio mentre non ce l’aspettiamo, ovvero quando manca più o meno, un minuto e passa vi è un effetto che fa sfumare la parte musicale e fa venire sempre più avanti e ben delineata, all’orecchio dell’ascoltatore, una parte vocale registrata al contrario ed effettata che ricorda in modo evidente l’introduzione del disco stesso.
Un ultima nota va fatta per far notare quanto sia meraviglioso il suono di questo questo meraviglioso album. Che è stato prodotto con estrema cura e ma che non risulta bombastico ne troppo raw. Grande è stata la cura di Daniele Giordana dei famosi One Voices Studios di Chivasso (Torino). Il tecnico, infatti, è riuscito a catturare nel migliore dei modi (come ho ampiamente fatto capire con il track by track) l’essenza del gruppo piemontese. Riuscendo a creare un ottimo mix tra presa diretta (vedi le varie parti in cui si trovano distorsioni, riverberi naturali e simili) e un suono ottimo potente e compatto per dare la caratura che merita a un disco nazionale e per permettere così di rendersi competitivi anche a livello internazionale.
Concludendo un disco meraviglioso.
Forse il migliore mai composto dallo storico gruppo Piemontese.
Onore allo storico trio italiano che anche questa volta ha spazzato via in tutti con un disco potentissimo condito ad arte  con la solita, immensa, classe di chi sa che porterà sempre ai massimi livelli la Nera Fiamma.
Supporto eterno ai Black Flame.
Capolavoro.

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 10/10

Tracklist

1.Reqviem
2.Imperivm
3.Ad Infera
4.Lvdvs Dianae
5.The Other Face Ov Hell
6.Black Svn Theory
7.Apocalyptic Zero
8.The Secret Ov Lapis Manalis

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