lunedì, novembre 20, 2017 13:14

Black Flame – Conquering Purity (2006)

Band torinese, che non ha certo bisogno di presentazioni.
Gruppo di culto.
Autori di un black metal no-compromise, eseguito ineccepibilmente dal punto di vista del song-writing e della tecnica nonché della caratura artistica e personale.
Proseguo ora con il track by track.
“Mors Triumphalis Intermezzo“ che inizia con dei rumori inquietantissimi intervallati da un tappeto sonoro di tastiera e synth, horrorifico, giunge poi anche la batteria perfetta e potentissima di M:A Fog a tracciare le linee guida di tutto il brano. Eccezionali gli incessanti riff chitarristici zanzarosi e granitici. Ottima la voce di Cardinale Italo. Molto buono anche il basso sempre presente e particolarmente ritmico di Serpentrax. Immensi gli inserti strumentali. Un ottimo inizio, molto difficile fare meglio di così.
“The Curse ov The Flesh” canzone potentissima, basata su un black metal primitivo, dissonante, oscuro, marcissimo ma ottimamente prodotto. Perfetto il basso di Serpentax, nonché dalla chitarra e dalla voce di Cardinale Italo, sempre perfetto nei suoi innesti vocali, potenti, disumani, composizione come velocità e come oscurità al limite dell’umano, performance a dir poco egregia e sopra tutti di M: A Fog. Un batterista prezioso, incredibilmente tecnico, versatile e che si adatta alla perfezione ai vari pezzi e che potrebbe reggere da solo l’intera ritmica sonora.
“Conquering Purity”ecco la title-track del lavoro, black metal sempre sparato a mille, senza compromessi. Una voce inquietante quella di Cardinale Italo, con un incessante riffing di chitarra e basso che si intrecciano e formano con la batteria (che raggiunge picchi sovrumani di perfezione e di velocità) il muro di suono tipico del combo torinese. M: A Fog sempre fuori controllo, con dei tempi di batteria disumani e una potenza incredibile. Stratosferico lo stacco di tempo melodico a metà brano, con la batteria sempre a fare da padrona nella scena. Grandissimo brano anche questo, forse il più bello del disco, ma è dura sceglierne solamente uno.
“The Sacred Formula ov Return“ riffing molto particolare, muro di suono completato alla perfezione da una grande batteria, ottima come sempre anche la voce di Cardinale Italo e il basso, sempre perfetto di Serpentax. Il vocalist del gruppo spinge tantissimo il suo scream verso lidi growl, potente e violento, ma anche evocativo. Straordinari gli stacchi di tempo creati anche in questa occasione, con la musica che rallenta e la batteria che si fa sempre più tecnica. Cambi di ritmo continui e un’atmosfera marcescente e violenta sono il condimento essenziale del pezzo.
“Totalitarian Satanic Monolith“ la musica, o meglio il muro sonoro della band, rimane quasi inalterato. Potentissima la batteria, veloce e ritmata, nonché ultratecnica. Ottima la prestazione vocale del Cardinale Italo, decisamente buono anche il basso, che si intreccia con la chitarra e forma un muro granitico e impenetrabile, grandissima composizione, ottimo song-writing. M: A Fog perfetto e dominante come sempre, musica ottima, testi sempre molto forti e fortemente anti-cristiani. Una potenza e una bravura compositiva che trova pochissimi rivali al Mondo.
“Mundus Patet “ ennesima tracia killer, l’inizio è antologico con la batteria che da il via al caos sonoro primordiale che si scatenerà di lì a pochi attimi, tutta la composizione è estremamente potente e violenta, rappresenta quasi l’emblema del gruppo, potenza, violenza, essenza primaria del black, alla fine, anche se la batteria e il song-writing così come la voce sono ben più elevati rispetto alla massa di gruppi e gruppetti che si dicono black metal, italiani e non. Straordinario ad esempio l’assolo chitarristico del grande Cardinale (verso metà brano) dove sfodera tutta la sua abilità sulla sei corde, straordinaria per intensità la batteria e il basso che disegna giri claustrofobici e opprimenti. Composizione perfetta che aumenta il prestigio dell’album.
“ First Litany ov Eternal Nothingness “ si capisce dal titolo, che stiamo andando incontro ad una litania. scream-growl del Cardinale, sempre perfetto, la batteria disumana, potente, tecnica di M:A Fog. E il basso sempre robusto e forte di Serpentex, riffing perfetto, atmosfere esoteriche che fanno immergere l’ascoltatore nel mood compositivo della canzone.
“Necropolis Voices from The Beyond” ecco l’ultima traccia che chiude un capolavoro assoluto del black metal tricolore. Un disco granitico come il marmo, introduzione compositiva di immenso valore, con una batteria, dei riff e un basso che girano a mille. Un vero e proprio muro sonoro di livello elevatissimo. Allucinante la malvagità che permea da ogni riff, l’oscurità che sta dietro ogni pezzo e la sua luce nera, marcia, black. Composizione meravigliosa che chiude un disco stupendo.
Che dire, in conclusione, posso solo affermare con maggiore forza quello che vi ho scritto finora, è comunque impossibile spiegare la malvagità e l’oscurità di cui è impregnato il disco dei torinesi Black Flame. Un’ottima summa della Nera Fiamma, non nel senso del nome del gruppo, ma del genere musicale, quello più no-compromise possibile. Sorretto alla grande da tre musicisti di valore estremo.
Che la Nera Fiamma vi conservi in questo stato, perfetti, oscuri ed esoterici.

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 9,5/10

Tracklist

1.Mors Triumphalis Intermezzo
2.The Curse ov The Flesh
3.Conquering Purity
4.The Sacred Formula ov Return
5.Totalitarian Satanic Monolith
6.Mundus Patet
7.First Litany ov Eternal Nothingness
8.Necropolis Voices from The Beyond

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