lunedì, novembre 20, 2017 05:34

Black Candle – Nightfire (1999)

Primo full-lenght per questi mis-sconosciuti lussemburghesi, tali Black Candle, che sfornano un album buono, con grandi tracce intervallate (purtroppo) da tonfi clamorosi.
La breve, ma struggente, intro “As Darkness Rises” si sviluppa con arpeggi di chitarra acustica ben inseriti in rumori naturali (come, ad esempio l suono della pioggia che cade sul selciato). Troppo breve per poterla descrivere con altre parole, ma davvero di grande impatto emotivo.
A rovinare l’idillio arriva “Millenium Battle” che si apre con un riffing di chitarra non molto tecnico, creando un deciso stacco rispetto alla melodica intro. Scontato il passaggio ai rabbiosi vocals, in pieno stile black metal, supportati da una batteria dall’esecuzione molto rapida e marziale.  Particolare la chiusa con il growl che si incupisce sempre di più, diventando ‘mostruoso’ e incomprensibile, ma la scelta è un déjà vu. Niente di eccezionale.
La stessa storia si ripete per “A Strange Vision”, che  inizia con risate sardoniche e canzonatorie, metà in clean metà in growl che godono dell’accompagnamento di una sei corde non eccessivamente rapida. Il corpo della traccia si sviluppa pressoché come la precedente, salvo lasciare più tempo ai passaggi strumentali (grezzi e limitati al duo drums-guitar) e anche a qualche solo, che tuttavia non sorprende come originalità. Prevedibile.
La title track “Nightfire” si apre con un’introduzione strumentale che sfocia in assalto violento che dura solo poche decine di secondi, egregiamente abbinato alla voce disperata e depressa in growl. Intuibile, con largo anticipo, lo stacco di chitarra lenta nella parte centrale ma anche in questo caso l’apporto dei vocals dà tutta un’altra sensazione all’ascoltatore, che si imbatte in un potente muro sonoro dato dal feroce e inumano drumming che fa per la prima volta la sua comparsa accompagnando Doudesgaard nella sua missione di distruzione. Melodica la chiusura dove i lenti arpeggi della sei corde fanno ritornare l’ascoltatore alla realtà dopo tre minuti di puro assalto sonoro.
Con “The Black Stone” i Black Candle capiscono dove avevano sbagliato nelle tracce precedenti e ci regalano una traccia molto “old school” anche se non priva di intermezzi death. Incredibile la forza esercitata dal drumming che elimina ogni  traccia di melodia in favore di una disumana aggressione di sedicesimi, evidenziata dal grande uso del pedale e dalla indubbia capacità tecnica di Shadow. Una chiusa netta, nel silenzio, mette la parola fine ad una delle più tracce meglio riuscite dell’intero album, dall’enorme energia e potenza distruttiva.
“Do Wou Däischtert And Niwwel Regeiert” inizia con un’introduzione piuttosto marziale e cadenzata, dove la batteria ha un ruolo decisamente rilevante che manterrà per l’intero brano. La track è ‘quasi strumentale’, visto che i vocals sono ridotti all’osso e si limitano a soli versi. Brutale è dunque il riscatto definitivo dei lussemburghesi che diventano finalmente ‘cattivi e spietati’.
Dopo una successiva “Cosmic Icewinds” abbastanza scialba in quanto pressoché identica alla precedente salvo per qualche intervento di un coro goth nei ritornelli, è il turno di  “Besiess Vum Schwaarze Liicht”, una lenta, lentissima e velenosa traccia dove i vocals di Doudesgaard sono i protagonisti assoluti. Ruvido e schietto, il brano si sviluppa con semplici riff di chitarra e un blando accompagnamento della batteria rende ancora più angosciante ed oppressiva la track. Il pezzo si diviene un po’ più veloce solo nel finale, quando il ritmo si velocizza improvvisamente come a guidare un growl sempre più affannoso e pesante che esplode infine con un unico e solitario verso di odio e tormento.
L’outro ” The Summoning Of Giddim-Xul ” ha un sapore di déjà vu, soprattutto se si pensa a lavori come “Lucifer Incestus” dei Belphegor.  Il brano infatti unisce voci in preghiera, urla strazianti di donna e nenie incalzanti creando un’atmosfera misteriosa e blasfema,alla quale i masters austriaci ci hanno abituato. Si sente odore non tanto di plagio, quanto di evidente tributo.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio complessivo: 7/10

Tracklist

1.As Darkness Rises… (Intro)
2.Millenium Battle
3.A Strange Vision
4.Nightfire
5.The Black Stone
6.Do Wou Däischtert And Niwwel Regeiert
7.Cosmic Icewinds
8.Besiess Vum Schwaarze Liicht
9.The Summoning Of Giddim-Xul (Outro)

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