sabato, novembre 18, 2017 10:11

Bilskirnir – Atavismus des Glaubens (2003)

La one-man band tedesca Bilskirnir regala con questa release un album spettacolare, curato e armonioso che si distingue per qualità all’interno della scena black metal moderna, troppo spesso deturpata da produzioni scadenti e mal riuscite.
“Feuer und Schwert” è un’intro strumentale introspettiva e tetra, scandita dall’essenziale ma potente batteria che dà vita ad un sublime viaggio nella malinconia, arricchito in modo determinante dalla chitarra il cui suono tremolante ed angoscioso dà molta fluidità alla breve traccia, rendendola precisa e variegata ed attirando su di sé come un magnete l’attenzione degli ascoltatori alla ricerca di un black fuori dai canoni classici, preciso e d’impatto.
La titletrack “Atavismus des Glaubens”  si sviluppa sullo scandito ritmo della precedente dimostrando fin da subito, grazie ad uno straziante scream, quanto questo combo sia capace di trasmettere in termini di disumano dolore e profonda tristezza. Nella parte centrale il drumming risulta molto particolare in quanto sembra seguire le oscure vibrazioni vocaliche del frontman, creando in questo modo una cadenza sincopata e spezzata che caratterizza il brano fino alla finale dissolvenza.
La successiva “By Fire, Midgard Shall Be Cleansed” mantiene la potenza delle tracce che l’hanno preceduta e vede lo scream come assoluto protagonista, il cui vigore crea un’atmosfera straziante, lancinante e disumana, ben coronata dai minimali riff di chitarra e dal drumming marziale e mai banale, nonostante la mancanza di una vera e propria svolta ritmica all’interno della track.
“Restitution” un’intro strumentale profonda, che viene ben presto arricchita dalla voce, sempre più spietata ed atroce. Nel complesso il brano si sviluppa chiaramente, contemplando anche alcuni brevi passaggi molto introspettivi, quasi melodici, che fanno in modo che esso possa trasmettere all’ascoltatore grande freddezza e introspezione, creando attraverso le sue sonorità aspre e metalliche anche un forte dissidio interiore.
“In Cosmic Source” è senza dubbio una delle migliori tracce dell’album, sopratutto grazie ai suoi frequenti e repentini cambi che rallentano o accelerano il ritmo del brano in maniera del tutto imprevedibile e sorprendente. Ottima la chitarra non distorta che finalmente trova spazi per svilupparsi, rendendo più ‘sopportabile’ l’opprimente clima creato dalla band teutonica. Notevoli anche i vocals, simili a quelli di Varg in capolavori come “Black Spell of Destruction”.
Dopo una dolorosa (ma a tratti ripetitiva) track come “Einsamkeit”, per chiudere l’album i Bilskirnir giocano la carta “Abschied”, dal nome più che mai emblematico (“Addio”). In questa traccia infatti i vocals predominano su uno strumentale ridotto all’osso (quasi totale assenza del drumming, riffing lento e monotono) vomitando tutto il dolore che una persona prova dopo essere stata vinta dal tedio e dal disgusto del mondo, cercando in tutti i modi di lasciare il mondo di lacrime. Particolarissima l’outro strumentale finale, dai toni magici ed onirici.
Emblematici -in tutte le tracce- sono i testi, per la maggior parte in tedesco, che arricchiscono e completano quest’opera esemplare.
Un album d’élite, una perla rara. Eccellente.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio Complessivo: 8,5/10

Tracklist

1.Feuer und Schwert
2.Atavismus des Glaubens
3.By Fire, Midgard Shall Be Cleansed
4.Restitution
5.In Cosmic Source
6.Einsamkeit
7.Abschied

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