lunedì, novembre 20, 2017 05:35

Beliar / Ilkim Oulanem / Demonic Forest / Khnuth / Nocturnal Shine – Pentagram (Split, 2009)

Inusuale quanto variegate, lo split “Pentagram” vede all’opera numerose band della scena underground che offrono all’ascoltatore una quanto più possibile ampia visione di quanto alcuni nuovi gruppi alla ricerca di popolarità possano offrire, con più o meno successo.
Danno il via alle danze i Beliar, un duo tedesco che promette molto ma mette in campo ben poco: il loro sound risulta essere banale, fin troppo ‘copiato’ da grandi gruppi come gli Azaghal. Ritmo tirato, chitarra ruvida e voce brutale e tormentosa, il tutto incorniciato da una batteria che non esagera e non sperimenta mai. Si nota in alcuni passaggi come il combo tenti di dare di più, ma il risultato è davvero deludente: i bavaresi sono deprimenti e noiosi, davvero svigoriti. Non valgono un secondo ascolto, voto 5.
Per rianimare l’ascoltatore viene in soccorso la bella Ilkim Oulanem che, con la sua omonima one (wo)man band, porta la qualità di questo split a livelli decisamente migliori. Con una brutalità inaudita, la giovane turca mette in piedi due pezzi determinati, forti e fulminei, ricci di particolari sonorità e stacchi inaspettati. Davvero un ottimo lavoro per  il primo e finora unico progetto solista black metal al femminile del suo Paese. Voto 9.
Altri mirabili brani ci vengono offerti in rapida successione dai messicani Demonic Forest che, pur possedendo un’esperienza sul campo ancora limitata (nonostante la loro discografia sia ricca di pubblicazioni, il combo si è formato solo nel 2008), convincono pienamente l’ascoltatore con un black ostinato e orgoglioso, basato soprattutto su costanti e repenti riffs di chitarra e sui graffianti vocals del frontman Konecrofilicvs. Una curiosità: alla batteria ritroviamo la potente Ilkim Oulanem, che dà dimostrazione di tutte le sue abilità. Voto 9.
Le ultime due bands sembrano non essere del tutto inquadrate con il resto dello split.
Sorvolando sull’inquietante incertezza trasmessa dal progetto russo Khnuth, guidato dalla variante psicopatica di Varg (il frontman ha messo in piedi la band dopo 8 anni di prigionia per omicidio), la cui qualità tecnica risulta essere davvero scadente, a disilludere l’ascoltatore arrivano anche i Nocturnal Shine, capitanati dal bavarese Wintersturm, incapace di creare attraverso le sue tracce pesanti e depressive alcun spunto innovativo. In questo caso, a stemperare le critiche c’è da ricordare che in questo caso ci troviamo di fronte alle prime tracce di una discografia inedita e appena agli albori. Ma di strada da fare ce n’è ancora molta..

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio complessivo: 7/ 10

Tracklist

Beliar
1.Fremde Macht (Der Wiederganger)
2.Rest In Eternal Sleep
3.Eyes Shut

Ilkim Oulanem
4.Boþluðun Leþ Ruhlarý
5.Hey Kukla!

Demonic Forest
6.Dungeon Of Sulphurous Serpents
7.Satan’s Cathedral

Khnuth
8.Pain
9.Man Of searching

Nocturnal Shine
10.Filled With Sespair
11.Declaration Of War

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