sabato, novembre 18, 2017 10:13

Behemoth – Pandemonic Incantations (1998)

Note delicate e esotiche e cori si fondono alla perfezione con le chitarre e la batteria,e i cori sono invocazioni a Satana.Un’intro davvero speciale per “Diableria (The Great Introduction)”,  che non avrei saputo intitolare meglio.
“The Thousand Plagues I Witness” evidenza perfettamente il periodo ancora di transizione tra black e death. La batteria è quasi death,e così la voce a tratti,ma le melodie sono black,e all’inizio una chitarra acustica  stempera leggermente l’atmosfera prima di entrare nel vivo. La voce è solo mormorata per un bel po’ fino a quando l’inconfondibile growl di Nergal fa il suo ingresso. Eppure l’atmosfera e i riff sono black,e così il tema.
Dopo alcuni curiosi suoni di chiusura si passa a “Satan’s Sword (I Have Become)”,un titolo che evoca senz’altro il black. I riff hanno un che di ipnotico e sublime.
Ci si preoccupa poco del titolo indecifrabile di “In Thy Pandemaeternum”,perché il suo ritmo incalzante e i suoi riff catalizzano l’attenzione completamente. Il ritmo poi diviene più lento e trascinante,e si fanno continue le invocazioni a una figura paterna.
Segue “Driven by the Five-Winged Star”,dal titolo e atmosfera mistici,e che inizia subito con un ottimo assolo. Un altro assolo si fa udire quasi a metà canzone,mentre essa procede con ritmo a tratti lento a tratti più incalzato. La batteria rimane ancora comunque troppo in secondo piano. Un riff meraviglioso e “esoterico” la chiude.
Per poi passare a “The Past Is Like a Funeral”,introdotta per un istante da un ritmo lento che poi diventa decisamente più veloce e dalla voce di Nergal in un breve ruggito. Solo dopo due minuti comincia il cantato vero e proprio. I riff sono molto melodici, quasi delicati. Nergal tuttavia dimostra di essere un ottimo cantante specialmente in alcuni momenti particolari. La chiusura è eccellente.
“The Entrance to the Spheres of Mars” si distingue soprattutto per il ritmo e per la strana sensazione che dona, ha quel suo essere mistico che poi definirà i Behemoth. Ma possiede anche assoli spettacolari.
L’ultima canzone è “Chwala Mordercom Wojciecha”,dal titolo a me incomprensibile,dall’atmosfera quasi operistica e diversa dalle altre, epica,con strane voci e atmosfere indescrivibili. Si chiude con l’outro.
Cd difficile da valutare,si nota quanto i Behemoth sono progrediti,è una mattonella indispensabile nel loro percorso per arrivare al suond devastante che hanno ora,è bello vedere com’erano dieci anni fa e fare i confronti.
Non sarà un capolavoro,su certe cose devono ancora maturare in questo album, però è bello lo stesso.

Recensione a cura di: DelemnO

Giudizio Complessivo: 8,5/10

Tracklist

1.Diableria (The Great Introduction)
2.The Thousand Plagues I Witness
3.Satan’s Sword (I Have Become)
4.In Thy Pandemaeternum
5.Driven by the Five-Winged Star
6.The Past Is Like a Funeral
7.The Entrance to the Spheres of Mars
8.Chwala Mordercom Wojciecha (1997-1997 dzjeffec wjeków hanby)
9.Outro

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