martedě, novembre 21, 2017 09:42

BAHNTIER – Randome (2003)

Guardate la copertina, gli manca soltanto la parola.
Una sorta di quadro affascinante e disturbante, un’immagine che da sola anticipa il massacro sonoro che include in se stessa.
Quante volte nella storia della musica l’artwork è stato un semplice pretesto per nascondere le peggiori nefandezze che un uomo possa scrivere?
Innumerevoli, e se state pensando a Gigi D’Alessio è comunque sia troppo poco.
Il problema si risolve con questo progetto denominato :BAHNTIER// nel momento stesso in cui si preme il tasto play, la dissoluzione piĂą annichilente di qualsiasi onda sonora, piegata ai voleri di una mente artistica che sembra ragionare e creare con il ritmo di una catena di montaggio.
Mi sembra ormai manifesta l’intenzione Industrial/Harsh di un progetto simile, però finché l’orecchio non viene accontentato le parole risultano come marginali, bisogna subirlo il fascino perverso di questo Randome, una colata di acciaio fuso su una ferita aperta.
Essendo l’esordio si potrebbero anche tollerare piccole sbavature dovute all’inesperienza ma qui no, perché non esistono, è perfetto.
:BAHNTIER// sin dal suo esordio si è reso protagonista e rappresentante di uno stile solido ed originale, quanto grigio e abrasivo, oltre che in continua evoluzione.
Se volete una pietanza di materiale chimico fatevi sotto.

Recensione a cura di: BurdeN

Giudizio Complessivo: 8/10

Tracklist

1. Holes
2. Candyman
3. Junior
4. Lost
5. Surface A
6. Past Motion Effect
7. Propain
8. Chemical Zoo
9. A gram of
10. Without Shape
11. Mush
12. SlaughterHouse
13. Last Chapter

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