luned, novembre 20, 2017 05:46

B.M.I.A. – Signvm Martis (2007)

Il progetto B.M.I.A. (acronimo di Black Metal Invitta Armata) racchiude al suo interno differenti band black metal italiane, coese  tra loro, nel progetto BMIA.
Le composizioni che troviamo all’interno del cd sono incentrate sulla tradizione romana, italiana e sono state realizzate esclusivamente per questo progetto.
La grafica dell’artwork completa il lavoro musicale formando un’unica opera concettuale.
Unica pecca è la mancanza dei testi.
“ Somnus Leonis “ è la prima composizione della compilation ed è affidata agli Spite Extreme Wing.  Parte con un ottimo scream di Argento storico leader del gruppo genovese. Ottimo il testo in italiano in pieno stile Spite. Argento recita in scream una grande lirica. La parte strumentale si fa sempre più concitata e possiamo notare degli ottimi inserti chitarristici nel muro sonoro ritmico formato da basso e batteria. Splendida la pausa e la ripartenza con un grandissimo giro di basso che fa gravitare il suono in maniera perfetta e rende la canzone ancor più potente. Ottimi in questa fase i riff di chitarra, davvero ispirati. Verso la fine, quando mancano pochi minuti, nel brano si riaccende il black metal violento.
“ Pietas I  “ è un brano dei genovesi Janvs. Inizia in maniera splendida con una grande parte strumentale. Tecnicamente ineccepibile, ricca di gran gusto melodico e particolarmente ispirata. La composizione vera e propria arriva dopo il primo minuto. La traccia si fa “elettrifica” con i riff di chitarra. La batteria intanto segue il tutto senza strafare. Eccellente, anche in questo caso, il meraviglioso testo in italiano. Ottimo lo scream, molto convincente. Meraviglioso anche l’assolo chitarristico che diviene mezzo veicolare perfetto per divulgare il messaggio di tradizione e solennità della lirica. Siamo di fronte (ma ovviamente lo saprete già) ad un grandissimo gruppo, una delle più grandi realtà italiane. Eccellente la parte acustica, che ritorna prepotentemente, meraviglioso il basso che delinea alla grande il suono ritmico della song. Ma è dannatamente perfetta la chitarra elettrica che riecheggia in tutta la sua epica bellezza. Meravigliosi i vari cambi di tempo, ottima la voce, testo splendido, parti strumentali da brividi. Uno dei pezzi migliori dell’intera compilation. Un plauso va a tutto il gruppo,  vale a dire: Vinctor (voce e chitarre) Malphas (basso) e F. La Rosa (batteria, synth e samples), che ci ha regalato una grandissima prova corale.
“  Princeps Huius Mundi “ si cambia radicalmente genere con questa traccia dello storico trio piemontese chiamato Black Flame. Violenza pura potrebbe andar bene per riassumere al massimo questa traccia, ma solo ad un ascolto non molto attento. Questa traccia in realtà è piena di significati celati, a partire dal testo in latino, per proseguire con la meravigliosa parte musicale. Incredibile come sempre m:a Fog alla batteria si esibisce nel migliore dei modi in tutto il pezzo, con un drumming che definire devastante è troppo riduttivo. Eccellente anche la prova canora di Cardinale Italo Martire. Ottimo Serprentax al basso, ma soprattutto micidiale, devastante e vera molla del gruppo è la straordinaria foga del grandioso m:A Fog. Violenza pura, ma con tanta tecnica, potenza musica oscura e incredibile ricchezza espressiva. Ottimi gli stacchi di tempo, i rallentamenti che il pezzo durante la sua durata produce, così come le ripartenze assassine. Composizione di una violenza incredibile unita, come dicevo prima, a momenti magnifici sia dal punto di vista tecnico che emozionale. Grandi anche gli assoli di Cardinale Italo Martire alla chitarra, iper distorti e malati come non mai. Un’altra tra le migliori tracce di questa compilazione.
“  Averno “ degli Hiems, progetto di Algol (bassista dei Forgotten Tomb, tra le altre cose).  Testo in italiano meravigliosamente recitato da Algol. Molto buona la parte musicale. Questo musicista sorprende ad ogni suo progetto e in questo, va detto, rende particolarmente bene. Sia come cantate che come mente dietro a tutta la parte musicale. E non è poco. Dopo la prima parte recitata in scream con la musica a fare da contorno; vi è una lunga pausa creata da riff chitarristici in feedback molto “aperti”. Dopodiché abbiamo la partenza vera e propria del pezzo. Ottimo il riff portante, la voce così come la produzione finale. Egregia la parte strumentale che è il vero cuore pulsante del pezzo. Eccellenti le linee di basso sulle quali si attanaglia tutto il suono, magistralmente composto da Algol.
“ Mors Justi  “  dei Tronvs Abyss è un pezzo particolare. Come particolare è la loro produzione musicale. Si parla di un black metal molto particolare.
“  La Grande Orma “ dei Frangar è una traccia molto più classica della precedente e che personalmente apprezzo di più. Il Colonnello dietro al microfono è sempre bravissimo, così come tutti i musicisti che suonano in modo perfetto durante tutto il pezzo (meravigliosi gli innesti dei samples storici, messi ad arte nella composizione). Le chitarre sono molto compatte, così come il suono “quadrato” del basso, molto potente che dona ancora più mordente al pezzo. La batteria è suonata magnificamente da Il Milite K. La composizione è molto lunga ma non annoia mai, grazie anche ai moltissimi cambi di tempo e ai riff suonati in maniera ottimale dai chitarristi del gruppo.
“  Saturnaliorum Convivia “ dei romani Gladio. Presenti con una composizione molto lunga. Introdotta da rumori naturali e samples vari. Dopo pochi secondi, parte con un ottimo riff portante su cui si attacca molto bene tutto il resto della composizione. Molto particolare, a tratti un po’ troppo, lo scream del cantante.
“  Saturnia Tellus “ degli Hirpus (altro gruppo romano) è molto diretta e potente. Violenta come traccia, soprattutto per il muro sonoro creato dal gruppo a livello strumentale che in alcuni casi (purtroppo) schiaccia un po’ troppo (a mio modo di vedere) la voce. Una buona traccia che aggiunge prestigio alla compilazione. La cosa più bella o uno dei punti di forza della composizione, secondo me, è data dalla distorsione delle chitarre. Particolarmente efficaci.
“  Delenda Carthago “ dei Galaverna (romani anche loro) chiude il disco con un pezzo molto lungo, all’incirca dieci minuti e mezzo di samples e sonorità ambient varie.
Una buona compilation che ha sicuramente qualche pecca, ma che può senza dubbio passare in secondo piano in considerazione del risultato finale, ovvero dare luce al black metal italiano.
Onore a progetti come questi che cercano di smuovere il sottobosco italiano.
Lodevole iniziativa.

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 7,5/10

Tracklist

1. Spite Extreme Wing – Somnus Leonis
2. Janvs – Pietas I
3. Black Flame – Princeps Huius Mundi
4. Hiems – Averno
5. Tronvs Abyss – Mors Justi
6. Frangar  – La Grande Orma
7. Gladio – Saturnaliorum Convivia
8. Hirpus  – Saturnia Tellus
9. Galaverna – Delenda Carthago

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