sabato, novembre 18, 2017 19:35

Azure Emote – The Gravity of Impermanence (2013)

Per gli estimatori del Death dalla mente aperta e che hanno voglia di buttarsi in qualcosa che va oltre al genere nelle sue forme canoniche, il disco in questione appare decisamente appropriato; a 6 anni dalla pubblicazione della loro opera prima, gli americani Azure Emote sembrano voler continuare nell’esplorazione di quell’Avantgarde da cui sono partiti, inoltrandosi anche nella scoperta di generi a volte così lontani da quelli che sono le basi del Death, sicuramente molti storceranno il naso, non è facile digerire il superamento di quella sottile linea rossa che tende a snaturare o a modificare l’ortodossia di un genere solitamente arroccato alla sua monoliticità. A mio avviso invece, riesce a dare la possibilità di scoprire nuove vie per accedere a lidi sconosciuti e dalle infinite possibilità, ma saldamente radicati alle teorie delle origini. Incredibile la quantità di generi riscontrabili in questo album, anche la lirica non viene disdegnata e grande spazio viene riservato alla melodia, dando vita ad un album complesso dalle mille sfaccettature e dal notevole impatto emotivo, anche se a volte, non è facile restare al passo con i repentini cambi di tempo ed atmosfere. Un disco interessante, piacevole ma non facile, sicuramente degno rappresentante di un’evoluzione dilagante all’interno di generi solitamente statici, in qualsiasi caso…da ascoltare.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio complessivo : 8/10

Tracklist

1. Epoch of De-Evolution
2. Carpe Diem
3. Marching Forth
4. Sunrise Slaughter
5. Conduit of Atrophy
6. Veils of Looming Despair
7. Dissent
8. The Living Spiral
9. Obsessive Time Directive
10.Patholysis
11.Destroyer of Suffering
12.Annunaki Illuminati
13.The Color of Blood
14.Puppet Deities

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