martedì, novembre 21, 2017 10:03

Azaghal – Harmagedon (Ep, 1999)

Brevissimo Ep risalente ai lontani esordi del combo finlandese degli Azaghal, che dopo lo splendido debutto “Noittuden Torni” continuarono a progredire in maniera evidente cominciando sempre più a staccarsi dai modelli classici del black metal per giungere alla costituzione di un loro stile, unico e malvagio.
La title track “Harmagedon” apre rapidissima grazie ad un esecuzione inumana e incalzante della batteria, che rimane la protagonista per i primi trenta secondi. Successivamente, i vocals si fanno dapprima ruvidi ed urlati, poi sfumano verso la solennità grazie ad alcuni cori profondi ed introspettivi, nonostante la velocità del brano resti pazzesca. Una traccia grezza, anche se è notevole il livello che gli Azaghal hanno conseguito in pochi anni per quanto riguarda la registrazione, decisamente più ‘pulita’ rispetto alle precedenti demo.
“Kun Aurinko Kuoli” è una traccia old school, molto tradizionale nelle sue caratteristiche tecniche. Durata brevissima (2 minuti circa), voce tormentata e quasi ‘nascosta’ dai blast beats della bestiale batteria, che non lasciano scampo all’ascoltatore. Anche la chitarra è costretta a rimanere in secondo piano, ma è capace in ogni caso di creare buoni spunti e riff particolari, soprattutto in apertura.
”Mustamaa”. Vi ricorda qualcosa? Questo titolo anticipa di alcuni anni il full-lenght – capolavoro dei finlandesi e al suo interno ne racchiude la malvagità e l’estrema rabbia. La traccia è nel complesso meno rapida delle precedenti, con spazi più ampi per la sei corde, anche se la batteria resta una prerogativa. Vocals rabbiosi tra il growl e lo scream accompagnano il tutto, con alcuni cori urlati davvero d’impatto.
In ”Verenjano” si ha un ritorno al passato, con urla disumane e acutissime di Varjoherra, quasi a richiamare le prime canzoni di “Noittuden Torni”. Gli Azaghal plagiano dunque se stessi, creando una track fulminea e vertiginosa, che lascia senza fiato, soprattutto per i vocals uniti alla chitarra, che si prende un posto di primo piano, lasciano la batteria a semplice accompagnamento. Brutale.
Notevole, curato e discretamente originale. Un altro gradino superato dalla band finnica che cominciò in quest’epoca a ‘farsi le ossa’ nel black metal più puro e malvagio, rivelandosi fin da subito meritevole di gloria.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio complessivo: 7/10

Tracklist

1. Harmagedon
2. Kun Aurinko Kuoli
3. Mustamaa
4. Verenjano

Comments are closed.