lunedě, novembre 20, 2017 13:32

Astriaal – Deception Revelation (Ep, 2002)

Terzo Ep per gli Astriaal., buona band black metal di origine australiana, attualmente non più attiva (l’ultima release risale al lontano 2003). Lo stile della band ricalca alcuni canoni dell’old school, personalizzandolo con passaggi cupi e mistici, ricchi di magia e mistero.
La prima track, “Ode To Antiquity” presenta già nell’intro il volto oscuro e dannato del combo, che imposta il proprio stile su vocals profondi in growl e su un potente e marziale drumming che scandisce uniformemente il brano. Pochi i cambi di ritmo, nei quali le sei corde riescono finalmente a farsi spazio, togliendosi di dosso il ruolo limitante di mero accompagnamento ritmico, che le contraddistingue per i restanti passaggi della traccia. Dal retrogusto folkeggiante l’ultima parte della track, caratterizzata da cori ferali e riffing dapprima cadenzato poi molto death metal, che gradualmente ricollega la lenta chiusura di questo pezzo alle prime note dalle quali tutto era partito.
La successiva “Millennia Of Bloodshed” è il brano che più di ogni altro in questo Ep ricollega gli australiani alle lande nordiche e allo stile che ha caratterizzato i primi lavori black metal di band come i Dimmu Borgir o i Darkthrone. La traccia infatti si sviluppa lenta e cadenzata mettendo in risalto soprattutto i vocals e il drumming, molto intenso. Tagliente risulta il riffing delle chitarre (particolare, per una band di questo genere, la scelta di inserire sia una chitarra ritmica che una lead) che tuttavia in alcuni passaggi a metà del brano risulta sovrastare eccessivamente i vocals.
“Serpentis” e la seguente “As Mist Befell The Ruins” sono gli unici due contributi live presenti in questa release. La registrazione in entrambi i casi è molto buona e permette all’ascoltatore di apprezzare senza troppe rinunce lo stile della band di Brisbane. Le due tracce, molto simili tra di loro, rappresentano una sorta di svolta all’interno dell’Ep poichĂ© finalmente la velocitĂ  di esecuzione accelera e ciò va a vantaggio dell’incisivitĂ  e della brutalitĂ  dei due brani, coadiuvate anche da testi empi, tetri ma non eccessivamente prevedibili.
La bella “Thurisaz” è una lenta strumentale, dove chitarre e batteria dialogano in maniera magnifica trasportando l’ascoltatore verso lidi magici e sconosciuti, dove l’oscurità e il silenzio dominano incontrastati. Traccia riflessiva e introspettiva, con vari spunti originali. Sublime e ben equilibrata
“Hagalaz” ricalca nelle linee strumentali principali la traccia precedente, soprattutto per quanto riguarda il riffing, aggiungendoci una buona dose di aggressività e blast beats, specialmente nella seconda parte e in chiusura. I vocals di Arzarkhel, ancora una volta in growl, si fanno più grezzi e sembrano venire fuori direttamente da un album death metal piuttosto che da un disco black,  trovando come ottimo supporto ancora una volta i cori funerei e depressi che aggiungono una tonalità fosca all’intera traccia.
La conclusiva ”Raido” è un’altra splendida strumentale che riporta l’ascoltatore nel mondo reale tramite un viaggio suggestivo e meditativo, grazie in particolare ad arpeggi di chitarra acustica e a rumori naturali che danno uno strano senso di quiete e tranquillità dopo un assalto black in cui nulla è stato risparmiato. Una perla rara.
Molto ben curato, variegato e dalla ottima produzione. Un Ep che merita attenzione.

Recensione a cura di:  Akaah

Giudizio Complessivo: 8/10

Tracklist

1.Ode To Antiquity
2.Millennia Of Bloodshed [An Eclipse In Blood 2001]
3.Serpentis [Live]
4.As Mist Befell The Ruins [Live]
5.Thurisaz [Reflections Of Inception]
6.Hagalaz [Destructive Forces]
7.Raido [The Journey]

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