sabato, novembre 18, 2017 10:05

Astriaal – Anatomy of the infinite (2010)

Gli australiani Astriaal, al loro secondo full-lengtht, presentano un black metal duro ed incisivo, potente risultato di una netta ibridazione death metal, capace di catturare l’ascoltatore già ad un primo ascolto.
La breve produzione (34 minuti suonano più da EP che da vero e proprio album) sembra infatti non dare un attimo di respiro, grazie in particolare all’accurata scelta di un ritmo irruente e scatenato, ben scandito da una marziale batteria capace di stupire a colpi di blast beats. Le tracce, a tratti un po’ troppo simili tra di loro, vengono inoltre arricchite da alcuni imprevisti stacchi in cui si inseriscono vocals distorti, atmosfere irrequiete ed elettriche (si veda l’intensa “Ad Interim”) e sbalorditivi cori aulici (“The Scars of Aberration”). Senz’altro ben studiato e senza fronzoli è lo scream del frontman Arzarkhel, voce storica del combo, capace di stupire con frequenti modulazioni e cambi, ben sottolineati dai riffs delle due chitarre, in grado a loro volta di prendere il controllo della scena e dominare i brani con energici spunti, come accade in “Foundations in Flesh”. Tuttavia, questa release sottolinea anche uno dei maggiori difetti della band che, dopo una carriera ormai pluridecennale, non riescono ancora a dare compiutamente un’impronta specifica alla propria discografia, non smuovendosi di molto dai livelli di Renascent Misanthropy”, pubblicato nel lontano 2003. Un vero peccato, perché la band sembra avere tutte le carte in regola per il grande salto, che finora è riuscita solo ad accennare.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio complessivo: 7,5/10

Tracklist

1.Blessed are the Dead
2.Visceral Incarnate
3.’Neath the Bones of Salvation
4.Ad Interim
5.The Scars of Aberration
6.Foundations in Flesh
7.Relinquishment of the Stars
8.For the Day Will Come

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