sabato, novembre 18, 2017 19:37

Arvet – Aijna (2011)

Il quartetto di Jyväskylä, formato da membri (attuali o passati) di un altro combo finlandese abbastanza noto, i Saturnian Mist, presenta nel primo full-length Aijna un black metal discreto, senza fronzoli ma nemmeno particolari spunti di originalità.
Le tracce, infatti, si rincorrono l’un l’altra dal punto di vista strumentale, dove la chitarra, dominatrice assoluta con il suo riffing distorto e aggressivo, dialoga a ritmo elevato con una marziale ed possente batteria, tanto da lasciare in secondo piano (e a volte coprire senza tante scuse) i vocals in growl di Zetekh, che non sembra onestamente impegnarsi seriamente nel suo ruolo, dando frequentemente all’ascoltatore l’impressione di stare ‘urlando a caso’.
I contenuti sono un’ulteriore falla nel sistema Arvet: come è possibile notare anche ad un primo colpo d’occhio leggendone i titoli, i temi trattati dal combo nordico sono spesso l’una la brutta copia dell’altra, senza contare che, proponendo testi solo in finlandese, si preclude la totale comprensione a tutti coloro che non siano culture di lingue minoritarie. Sarebbe auspicabile una soluzione alla Azaghal, con brani in inglese alternati a quelli nella lingua madre.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio complessivo: 6.5/10

Tracklist

1.Kuoleman Äiti  (La madre della morte)
2.Samaelin Palatsi (Il palazzo di Samael)
3.Rukous Mestarillisen Ajatuksen Oivaltamiseksi (La preghiera del maestro dal pensiero perfetto)
4.Hirtetyn Mestarin Temppeli (Il tempio del maestro di Hirtety)
5.Hunnuton – Kuoleman Voitto (Velata – La vittoria della morte)
6.Liekehtivä Dharana (La fiammante Dharana)
7.Tehomothin Kaksoistähti (La doppia stella di Tehomoth)
8.Ainias (Eternamente)

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