lunedì, novembre 20, 2017 13:23

Arkona – Nocturnal Arkonian Hordes (2002)

Sesta release per i polacchi Arkona che ci presentano un black brutale e senza compromessi, dai testi anticristiani e pagani.
“Christianblood for Pagan Might “ inizia in maniera angosciante, con urla disumane in un’atmosfera onirica, elettronica e affannante. Il tutto viene sintetizzato sempre più fino ad arrivare all’esplosione di batteria, che lascia senza fiato (siamo ben oltre le ottave) unita a una voce mostruosa, scream quasi soffocato che rende ancora più tormentata l’atmosfera. Nessuno stacco, la traccia continua esattamente in questa maniera fino alla fine lasciando ancora più spazio al drummer e ai suoi virtuosismi. Inumana.
Dopo una scialba “Awaiting Old Millennium Return” che, seppur molto tecnica, manca di sostanza e soprattuto di originalità (siamo alle prese con il fax –molto- simile della precedente), è il turno di “Yelling Beasts of the Wintermoon”, altra esaltazione della batteria. Tuttavia elemento nuovo nella traccia sono gli inserti atmosferici di synth presenti già dal secondo minuto e –finalmente- dei cambi di tempo. Forse la maggior pecca dei polacchi sta proprio qui. Due canzoni e mezza prima di cambiare ritmo. Decisamente troppo.
“No Blood in My Body” si apre lasciando maggiore spazio alla sei corde che allenta la presa della batteria sull’ascoltatore. La voce si fa più oscura e ‘sfumata’, mettendo ancora in risalto i testi, tutti in polacco (non fatevi ingannare dai titoli anglosassoni). Buoni anche in questo caso i riff di tastiera, che nel brano seguono i virtuosismi della chitarra, creando un effetto interessante i un’atmosfera sempre più incalzante.
“Abyss of the Frozen Ravenland” si apre ‘in sordina’ in maniera più death, con solo la chitarra a calcare l’intro, presto accompagnata da una batteria che sembra essersi pacata dopo la ‘carneficina’ della prime tracce. La tastiera potrebbe indurre ulteriore errore, traviando le aspettative verso una canzone di stacco, per riprendesi dopo le prime quattro rapidissime tracce. In realtà “Abyss of the Frozen Ravenland” dal secondo minuto svela la sua vera anima, brutale e funerea, soffocante ma calibrata. Dal punto di vista tecnico, nulla di nuovo viene proposto dai polacchi anzi, si ha l’effetto di canzoni fotocopia che poco si discostano le une dalle altre.
La conclusiva “Looking for a Shadow of the Master” costituisce, con la sua durata di oltre 10 minuti, l’elemento formante e imprescindibile dell’intera release. E di ciò si tratta: ascoltando questo brano si può comprendere l’essenza e lo stile che gli Arkona hanno seguito componendo l’album. Prima parte con drumming esagerato e oltre gli schemi, seconda più lenta, con interventi di synth e maggiore scream, finale breve, più strumentale, caratterizzato dall’onnipresente chitarra, metallica e graffiante.
Buona la tecnica e originali i testi. Ciò che ancora manca al combo polacco è la sostanza e la diversificazione dei brani, che appaiono spesso uno simile all’altro, a causa anche della mancanza di un filo conduttore che duri per l’intero album.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio complessivo: 6,5/10

Tracklist

1.Christianblood for Pagan Might
2.Awaiting Old Millennium Return
3.Yelling Beasts of the Wintermoon
4.No Blood in My Body
5.Abyss of the Frozen Ravenland
6.Looking for a Shadow of the Master

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