domenica, novembre 19, 2017 21:26

Arcturus – Constellation (Ep, 1994)

Ep storico, il secondo per questo gruppo, capace di inventare totalmente alcune svariate  composizioni black metal più marce e malate, e renderle “accessibili” ma anche molto più affascinanti, grazie a tutta una serie di particolarità compositive e di tappeti sonori creati ad arte con tastiere e synth, molto evocative e al contempo ferali.
Una band di geni.
Assoluti geni, che hanno creato dei veri e propri capolavori del black metal più atmosferico e “sperimentale”.
Chi c’è dietro tale progetto? Per questo Ep, parliamo di Sverd  alle tastiere, Hellhammer alla batteria , Samoth alle chitarre e Garm alla voce.
Quasi la creme de la creme della scena in quegli anni.
“ Rodt og svart “ è il primo pezzo di questo splendido Ep, e parte in maniera incredibile. Ottimo il tappeto di tastiere sinfonico e marziale allo stesso tempo, il basso intrecciato è incredibilmente tecnico, così come la voce di Garm, spettacolare, e la batteria del magistrale Hellhammer. Le chitarre disegnano ampi riff particolarmente riusciti. Grandioso Garm quando da libero spazio alle sue vocalità “aperte e pulite” molto potenti ed evocative. Composizione che in tutti i suoi quasi 7 minuti riesce a non far stancare ne annoiare mai l’ascoltatore, non cala mai la tensione, senza essere eccessiva o troppo invadente con la violenza compositiva del gruppo. Straordinari i vari cambi di tempo presenti nella composizione. C’è sempre la giusta armonia tra cantato e parte strumentale, con una performance incredibile sotto tutti i punti di vista da parte del quartetto, che definire d’eccezzione è sicuramente riduttivo.
“ Icebound Streams and Vapours Grey “ questa composizione parte con una batteria un po’ più veloce della precedente, con un basso semplicemente perfetto, e con delle clean vocals a dir poco emozionanti! La tastiera, è sempre il fulcro di tutto, acquisisce delle atmosfere ancora più importanti durante questo pezzo, quando detta il ritmo a tutti gli altri strumenti, con delle incursioni verso territori sonori a dir poco sinistri. Oppure quando esce in tutta la sua maestosità prima del refrain del brano. Composizione ineccepibile, che ci fa capire ancora una volta (se mai ce ne fosse bisogno). Che gli Arcuturus non erano solo un gruppo – superstar che viveva sugli allori dei nomi che lo formavano, ma una valvola di sfogo creativa per ogni singolo elemento che vi faceva parte. Splendidi i vocalizzi di Garm, sovra-incisi in clean, vicino alle parti terrificanti del suo scream primitivo e violento. Un merito particolare va anche alla batteria (anche se non ci fa gridare al miracolo) si tratta comunque di un drumming tecnico che dona quella potenza in più che è perfetta per la composizione, non si può parlare di eccessiva violenza anche perché in questo caso, se ci fosse, stonerebbe e non di poco.
“ Naar kulda tar (Frostnettens prolog) “ meravigliosa l’introduzione creata ad arte con la tastiera che  ci propone musiche a dir poco epiche ed evocative. Ottima la batteria che parte e la rullata, si fa particolarmente marziale, per poi sfociare in un ritmo medio-lento, con una voce di Garm incredibilmente limpida in clean, perfetta. Tutto è semplicemente perfetto. Con una variazione sonora meravigliosa, tutto cambia repentinamente, ma senza “rovinare” l’atmosfera raggiunta precedentemente. In primis cambia la voce di Garm, che va in scream, primitivo violento e aspro; poi successivamente anche la musica cambia, variano soprattutto le atmosfere della tastiera. Straordinaria la parte chitarristica con un ottimo assolo (cosa che, personalmente, ‘avrei gradito anche nei precedenti pezzi). Negli ultimi secondi, si può ascoltare la tastiera da sola, che ricalca l’introduzione del pezzo e la batteria di Hellhammer che la segue a ruota. Altra perla di rara bellezza.
“  Du nordavind “ atmosfere molto più orrorifiche rispetto al precedente pezzo, soprattutto per riff chitarristici e tappeto sonoro della tastiera. Il basso, in questa composizione si sente “molto” (come in tutto l’ep del resto) ma qui forse, in maniera maggiore, esegue dei giri ossessivi e claustrofobici. Perfetta la voce di Garm in clean, raggiunge delle vette emotive terrificanti, anche quando dal clean, torna prepotentemente in scream con un cambio di tempo da parte di Hellhammer che fa suonare la sua batteria ancora più cattiva e potente del solito. Troviamo poi un meraviglioso inserto di tastiere, davvero da lacrime, in cui la batteria si fa da parte, rimanendo su tempi rarefatti. Basterebbe solo questa song e l’ep sarebbe comunque da avere ad ogni costo.
Capacità compositiva eccellente, numerose novità sonore introdotte dal gruppo e la meravigliosa scaletta proposta con un finale letteralmente da brividi fanno di questo Ep un acquisto obbligato per chiunque ascolti black metal.
Un pezzo di storia della Nera Fiamma racchiuso in queste quattro tracce.

Recensione a cura di : Darkthrone85

Giudizio Complessivo : 9/10

Tracklist

1.Rodt og svart
2.Icebound Streams and Vapours Grey
3.Naar kulda tar (Frostnettens prolog)
4.Du nordavind

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