luned, novembre 20, 2017 05:32

Archgoat – Heavenly Vulva (Christ’s Last Rites) (Ep, 2011)

Nuovo Ep per la leggenda finlandese Archgoat che ritorna sul mercato ad un anno dalla splendida raccolta “The Aeon of the Angelslaying Darkness”.
Disco prodotto dall’etichetta discografica  Debemur Morti Productions in mini-cd e Mini Lp 12″.
Per la copertina; carica di simbolismi profani e blasfemi ma senza dubbio notevolmente artistica; la scelta è caduta ancora una volta sul noto artista francese Chris Moyen.
L’avventura discografica del combo parte nel lontano 1989, anno di formazione, nel 1991 la release del primo demo, lo storico “Jesus Spawn”; seguito nel 1993 dal secondo demo “Penis Perversor”.
Nello stesso anno è la volta dell’Ep “Angelcunt (Tales of Desecration)”; segue una lunga pausa fino al 1999 con la release dello split con i Beherit.
Dopodiché più nulla fino al 2005, anno della release dell’Ep “Angelslaying Black Fucking Metal”; nel 2006, finalmente, il primo vero e proprio full-length il mitico “Whore of Bethlehem”; seguito nel 2008 dall’ottimo split live in compagnia dei Black Witchery.
Nel 2009 è la volta del secondo album intitolato “The Light-Devouring Darkness” altro capolavoro, seguito, nel 2010, dalla compilation “The Aeon of the Angelslaying Darkness”. Nel 2011 è la volta di questo Ep che sto recensendo.
Questa la line-up dei finlandesi Archgoat : Lord Angelslayer : basso, voce; Ritual Butcher – chitarre; Sinisterror – batteria.
Il genere proposto, come sicuramente saprete, è un death / black metal con liriche che vanno dall’occultismo all’adorazione del diavolo.
“ Intro “ introduzione di un minuto e poco più, il tempo perfetto per entrare nell’occulto mondo degli Archgoat. Grandioso l’effetto “rewind” utilizzato per la parte vocale, non particolarmente originale ma di sicuro effetto.
“ Blessed Vulva “ con la seconda traccia si entra nel vivo del disco, grazie ad un’atmosfera perfetta messa in piedi dal terzetto finlandese. Meravigliosa la struttura musicale, un’imponente miscela di black / death che trova negli inserimenti strumentali, nelle ritmiche (mai eccessivamente veloci) e, soprattutto, nella voce in growl di Lord Angelslayer la sua arma in più. Pura arte nera, non c’è molto altro da dire.
“ Penetrator of the Second Temple “ brano molto più diretto e violento del precedente. La componente black metal del gruppo viene fuori alla grande in questo pezzo della release. Ottimo il riff portante, incessante la ritmica ossessiva e claustrofobica messa in piedi da basso, chitarra e batteria con un lavoro enorme di Sinisterror dietro il drumkit.  Ritual Butcher alle chitarre e  Lord Angelslayer fra voce e basso, completano l’opera nel migliore dei modi. Durante lo scorrere del brano non mancano neanche variazioni stilistico-compositive che arricchiscono maggiormente la traccia donando longevità e ulteriore bellezza.
“ Goddess of the Abyss of Graves “ dopo un’introduzione di trenta secondi, circa, parte la composizione vera e propria e siamo di fronte all’ennesimo capolavoro di arte nera suonato magistralmente dal combo finlandese; il brano è prodotto alla grande e cantato in maniera unica da Lord Angelslayer. Il suo growl è riconoscibile fra mille, sembra provenire direttamente dagli inferi.
“ Day of Clouds “ la forza del disco è rappresentata sia dalla notevole preparazione del combo, dalla struttura dei brani, dalla voce, ma soprattutto, dalla diversificazione dei brani. Infatti ogni brano è differente e regala qualcosa in più all’ascoltatore. Questo brano non fa differenza e ci mostra il terzetto alle prese con una composizione perennemente in bilico fra black e death metal suonato con tanta classe e stile dal combo finlandese.
“ Passage to Millennial Darkness “ l’ultima traccia del disco è l’ennesima perla nera che il trio finlandese regala all’ascoltatore durante lo scorrere del disco. Splendida struttura sonora, meravigliose le parti vocali, lirica impregnata di significati occulti legati indissolubilmente alla via sinistra che va a completare nel migliore dei modi un grandissimo Ep.
Nei sedici minuti primi di durata totale del disco non c’è neanche un minimo spazio per la luce, c’è solo pura tenebra.
Puro e incontaminato inferno sonoro; ancora una volta il gruppo originario di  Turku ha partorito l’ennesimo capolavoro nero.

Recensione a cura di : Darkthrone85

Giudizio complessivo : 8,5/10

Tracklist

1. Intro
2. Blessed Vulva
3. Penetrator of the Second Temple
4. Goddess of the Abyss of Graves
5. Day of Clouds
6. Passage to Millennial Darkness

Comments are closed.