martedě, novembre 21, 2017 09:59

Anti – The Insignificance Of Life (2006)

Primo full length per i tedeschi Anti che confezionano un ottimo album depressive black metal molto curato e ricco di suggestioni che ci trasportano su un mondo ultraterreno emozionante, senza luce, dove si respirano solo tenebre e mistero.
“Nothing” apre l’album con una breve e suggestiva intro strumentale che lascia ben presto il ruolo da protagonista ad un fulmineo drumming che accompagna magistralmente elaborati vocals lontani, non lasciando un attimo di respiro salvo durante gli sporadici cambi di rimo in cui la chitarra, imponente e dal sound molto originale, crea spazi ed inserisce buoni riff dagli spunti particolari. Cadenzato il finale che sfuma via via rallentando, creando un sound malinconico e imperscrutabile.
L’apertura di “Landscape in Minor” riprende il velo di tristezza lasciato dalla precedente, organizzandosi in maniera eccellente attraverso un’attenta alternanza tra i vocals e la sei corde, fluidificata da un’onnipresente batteria che aggiunge malvagità e brutalità ad un brano spettacolare. Il ritmo non è forzato e permette dal combo di poter utilizzare la voce di Krieg come oscuro strumento capace di far aumentare il mistero e la suggestione nella traccia, rendendola una delle migliori dell’album.
La successiva  “Invocation” parte molto lenta, quasi in un ferale silenzio, per poi arricchirsi gradualmente dapprima con il drumming e la sei corde, molto decisi e potenti, poi anche con vocals d’effetto che regalano particolari atmosfere, a  tratti solenni, a tratti angosciate che perdurano per l’intera durata del brano, perdendosi poi in un finale struggente dove loro stessi, rimasti soli, diventano protagonisti assoluti e incontrastati, regalando rari attimi di sublime introspezione.
“Farewell (Escape into Beyond)    ” si configura invece come una traccia più intensa e graffiante, grazie al maggiore apporto della chitarra, esaltata anche dall’ottima registrazione che caratterizza questa release. Puntuale anche lo scream che trasporta l’ascoltatore verso lidi mistici e ferali, dove la disperazione domina e toglie il fiato.
“Zero Point” si apre in un clima cadenzato e lento, scandito dal suono imperioso della batteria e inacidito dal riffing, che crea un ottima base per i vocals, dannati e angosciosi, che tuttavia dopo poco lasciano ampi spazi allo strumentale, malinconico figlio della disforia, che rende unica questa traccia, la cui durata resta purtroppo troppo ristretta per la meraviglia e l’inquietudine che suscita
La conclusiva “Mourning Soul”, cover dei blacksters teutonici Absurd, è una tetra interpretazione di uno dei cavalli di battaglia di uno dei primi album della band, “Facta Loquuntur”. Il tributo è d’effetto, in particolare grazie ai vocals tormentati e lancinanti, coperti da un riffing netto e senza fronzoli, che toglie tutta la metodicità che il brano originale portava in sé. Capolavoro, un’interpretazione originale ed attenta.
Desolato sconforto, depressive black metal allo stato puro. Da ascoltare, assolutamente.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio Complessivo: 9/10

Tracklist

1.Nothing
2.Landscape in Minor
3.Invocation
4.Farewell (Escape into Beyond)
5.Zero Point
6.Mourning Soul (Absurd cover)

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