sabato, novembre 18, 2017 10:07

Ancient – Det Glemte Riket (Ep) – 1994

1994, gli Ancient, storico gruppo norvegese, stanno muovendo i primi passi all’interno del variegato filone del black metal.
Nell’anno precedente, 1993, il gruppo aveva rilasciato un buon demo ma è con questo primo ep che si impongono in maniera determinante e costruiscono la base per la loro solida carriera.
Questo è il primo e (per il momento) unico sette pollici che il gruppo norvegese abbia mai immesso sul mercato.
“  Det glemte riket “ la title-track del disco ovvero l’oscuro reame (traduzione più o meno letterale in italiano) si apre in maniera ottima. Splendido l’arpeggio chitarristico che unito al soffio di vento  che fa da sottofondo/tappeto musicale rende il tutto ancora più oscuro ed esoterico. Superato il primo minuto e mezzo entriamo nel vivo del brano. Le ritmiche si fanno serrate, i riff chitarristici neri come la pece e finalmente si può sentire anche la splendida voce in scream del singer. La composizione è molto ben strutturata strumentalmente. Grandi riff chitarristici, ottimi giri di basso buona la batteria, grandi abilità da parte del singer e, soprattutto, splendidi i cambi di tempo e ritmo che ci fanno capire tutta la maestria compositiva del combo nordico. A metà brano c’è una splendida pausa con il ritorno delle chitarre acustiche che risuonano lo stesso accordo portante dell’introduzione. Ma stavolta dopo poco arriva la voce in scream del cantante e tutto il supporto strumentale. Dunque dalla pausa si passa in un fiume in piena di black metal tradizionale. Quest’alternanza sonora sarà la chiave del pezzo da qui alla sua fine. Splendido il finale del brano sapientemente sfumato. Traccia che vale l’acquisto dell’ep da sola.
“ Huldradans “ il lato B è affidato a questa traccia e si apre anch’esso in maniera splendida. Perfetto l’inizio con un’atmosfera nerissima e gelata. Incredibile la perfetta armonia tra l’ottimo scream del cantante e i riff chitarristici i giri di basso ed il lavoro della batteria. La produzione, leggermente più raw rispetto all’altra facciata, fa da collante a questa prima parte estremamente black e veloce. Superato però il primo minuto e venti la traccia cambia profondamente, c’è una pausa con chitarra acustica che condisce il cantato-sussurrato in maniera perfetta. Dopo questa rapida parentesi però la composizione torna su lidi black metal classici (anche se mai spinti a livelli eccessivi di violenza o cacofonia sonora). Ottima la produzione che esalta tute le varie sfumature del brano. Da menzionare i continui ed ostinati cambi di tempo che ci propinano a breve distanza tutti i vari cambiamenti del pezzo, in maniera però meno radicale rispetto alla precedente composizione. La ciliegina sulla torta, però, è data dal meraviglioso assolo chitarristico presente sul finale. La distorsione usata, le note suonate, gli accordi. Rasenta veramente la perfezione massima in ambito black metal. Il brano prosegue la sua corsa e si assesta su lidi sempre più black con la batteria che tocca più volte il blast-beat e atmosfere nere come la pece. Spettacolare lo sfumato finale in cui si sente chiaramente la chitarra acustica che da inizio brano suona ininterrottamente il riff portante in modo da essere il perfetto tappeto sonoro per la composizione.
Ep praticamente perfetto e magnificamente realizzato nonostante sia composto da sole due tracce.
Altra cosa fondamentale è la produzione usata. Parliamo di una produzione cristallina che esalta la bravura del gruppo norvegese durante questi due brani.
Scarno, essenziale ma imprescindibile per tutti coloro che amano sonorità black metal vecchio stile senza rinunciare all’eleganza e alla buona qualità della produzione.

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 8,5 /10

Tracklist

1.Det glemte riket
2.Huldradans

Comments are closed.