sabato, novembre 18, 2017 13:45

Anaal Nathrakh – Vanitas (2012)

Tutti sappiamo come un serpente nel corso della sua vita, cambi la vecchia pelle per sostituirla con una nuova più appropriata alle dimensioni raggiunte, questo non significa , in alcun caso, mutare quelle caratteristiche che rendono questo animale affascinate e pericoloso,  stessa cosa sembra essere accaduta a questo duo anglosassone che, nel corso degli anni, pur mantenendosi fedeli ai canoni del Grindcore e del Black Metal, ha cercato di apportare alcune modifiche al proprio stile musicale, purtroppo non sempre apprezzate dai fedelissimi della band, e che alla fine, sembra essere  riuscita  a dare  un senso compiuto a quella trasformazione, ritornando ad essere quella forza della natura, cresciuta ed evoluta, chiamata Anaal Nathrakh. Veloce, aggressivo, a tratti maestosamente epico, Vanitas si arricchisce anche di una parte melodica a dire poco emozionante, non prevalente ma sicuramente ben inserita e sapientemente dosata; avvalendosi di una base musicale così avvincente, anche la parte vocale ha giocato il suo ruolo in forma ineccepibile, alternando scream e growl a cori che hanno accentuato l’epicità di alcuni brani, ma che hanno innanzitutto evidenziato gli stati emotivi. Come un serpente all’apice della sua grandezza, Veritas evita l’attacco frontale, ma consapevole della sua potenza, ti avvolge nelle sue spire, lentamente, inesorabilmente, stritolando quell’anima che nel momento stesso che percepisce il suo respiro, inevitabilmente muore.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio complessivo : 8/10

Tracklist

1. The Blood-Dimmed Tide
2. Forging Towards the Sunset
3. To Spite the Face
4. Todos Somos Humanos
5. In Coelo Quies, Tout Finis Ici Bas
6. You Can’t Save Me, So Stop Fucking Trying
7. Make Glorious the Embrace of Saturn
8. Feeding the Beast
9. Of Fire, and Fucking Pigs
10. A Metaphor for the Dead

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